Cose che non quadrano a R NORD (1° episodio)

Condividi su i tuoi canali:

Bice dà spazio ai Cittadini Modenesi Scontentiper una serie di articoli sull'uso delle risorse per la spesa pubblica.

Gatta ci cova?

(Prima Puntata)

Alcune cose non sono molto chiare

25 MLN di euro la spesa pubblica per riqualificare i Condomini R NORD.

Almeno questo è quel che è sempre stato sbandierato sui media, anche in campagna elettorale.

Ma allora come mai, andando a consultare il progetto – cosa che tutti possono fare previa richiesta al Comune – a pag. 18 del PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento) è riportato un costo complessivo dei lavori pari a circa 5,5 MLN di euro?

D’accordo che quell’importo non è comprensivo del costo per la realizzazione della sede della Croce Rossa Italiana, ne’ di quello per la sistemazione delle aree esterne, ne’ di quello per l’acquisto delle unità immobiliari, ma considerato che la spesa per la sede CRI dovrebbe aggirarsi intorno ai 600.000 euro, la domanda che sorge (o che dovrebbe sorgere) spontanea ad ogni cittadino o suo rappresentante – visto che il Comune e la Provincia sono i cittadini che vi risiedono – è perciò la seguente: e gli altri 19,5 MLN di euro, differenza tra quelli “reclamizzati” con tanta enfasi sui media e quelli di cui qui si è detto, dove sono finiti o dove andranno a finire?

La domanda ha una valenza assai più importante di quel che possa apparire, perché pare che si stia chiedendo, con tanto di ingiunzioni di pagamento, denaro ai condomini per spese di consolidamento su parti comuni che ancora non è ben chiaro se rimarranno di loro proprietà, così come è ancora riportato sui loro rogiti, o se saranno alienate a CambiaMO (società di cui è azionista sia il Comune con più del 60%, sia la Provincia, attraverso ACER, per la parte rimanente), o ad altri.

E ciò senza fornire tutte le spiegazioni richieste in merito da parte di diversi proprietari.

E’ forse questo che intendeva qualcuno quando parlava, ormai parecchio tempo fa, di “coinvolgimento” dei privati?

Far spendere ai proprietari denaro per consolidare parti di fabbricato che poi, a lavori ultimati, qualcun altro si prenderà, quando allo scopo si potrebbe utilizzare quella differenza di denaro di cui si è parlato in precedenza?

Perché, se così fosse, noi utilizzeremmo un termine diverso per descrivere l’operazione.

Per ora ci fermiamo qui, perché pare ci siano altre questioni poco chiare a R NORD: i politici locali se ne interesseranno, finalmente, andando a consultare gli atti e a sentire i proprietari?

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

L’arco e le frecce

Un tragico incidente, un’uscita fuori strada autonoma, uno dei tanti drammi che insanguinano le nostre strade. Così, poteva essere reso noto e archiviato, ciò che

Non ti fidar dell’acqua cheta

Sull’Ansa ho trovato il lungo elenco di catastrofi provocate da frane e alluvioni in Italia negli ultimi settant’anni: 101 vittime nel Polesine (1951), 325 persone

Gli ambientalisti nelle pinacoteche

L’ultima moda di certi ambientalisti è utilizzare le pinacoteche ed i musei per protestare. Così in questi giorni cinque attivisti di ‘Ultima generazione’ sono entrati