Cosa vuoi fare da grande?

Condividi su i tuoi canali:

Analisi aggiornata e anche disincantata sullo spazio disponibile e sulla consistenza del terreno sul quale le nostre giovani generazioni, alla ricerca di un loro credibile futuro, devono appoggiare i piedi per non sprofondare

Soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, con la crisi economica, la recessione, la difficoltà di trovare lavoro al termine del corso di studi, è necessario pianificare e decidere che cosa fare da grande, alla luce dell’effettivo fabbisogno del mercato del lavoro.

Se un tempo si poteva dire ad un giovane :- Devi seguire le tue attitudini, stai decidendo del tuo lavoro e quindi del tuo futuro e dovrai trovartici bene. Se scegliessi un indirizzo e un domani non ti soddisfacesse  più, non sarà facile tornare indietro-

Adesso, con la disoccupazione a tutti i livelli, anche fra chi esce dall’Università, è necessario essere realisti. Ci sono lauree veramente inutili che creano frotte di disoccupati, ci sono lauree  utili che vedono però un numero di laureati superiore alla richiesta in quel settore, e che creano allo stesso modo tanti disoccupati.

Non ha senso seguire le chimere e i sogni, è necessario restare con i piedi per terra per non finire a terra con qualcosa d’altro, dopo tanti anni di studio.

I giovani vanno  indirizzati verso  le facoltà scientifiche, i laureati in fisica-matematica-in gegneria nel nostro paese continuano ad essere pochi e il mercato del lavoro continua a richiederli. Anche la laurea in Scienze Infermieristiche, facilmente fa trovare lavoro appena laureati.

Troppe volte si assiste ad assurdità, come una laureata in Filosofia costretta a fare un master di tipo economico per cercare di uscire dalla disoccupazione.

Quindi, con il necessario pragmatismo che si deve purtroppo o per fortuna avere nella vita, chi in questi ultimi giorni sta ancora decidendo il corso di studi la cosa migliore da fare è scegliere, sì, ma all’interno di un ventaglio ridotto, che abbia come elementi le lauree con le maggiori possibilità di lavoro, ossia fare una statistica su quello che viene richiesto, e scegliere.

Uno studio dell’Istat , sulla percentuale di laureati con un lavoro continuativo a 3 anni dalla laurea conseguita nell’anno 2004 dava questi risultati, che rappresentano comunque la tendenza del mercato del lavoro post universitario

Migliori risultati : gruppo ingegneria(81,3) chimico- farmaceutico (72,4) economico- statistico (67,9) architettura (59,9) agrario (58,8) scientifico (56,9)

Buoni risultati :gruppo politico- sociale (54,8) linguistico (53,3) geo-biologico (52,8) psicologico (51,6) insegnamento (50,1)

Infine :gruppo letterario  (45,3) giuridico (41,3) educazione fisica (19,4)

Per il gruppo medico che presenta una percentuale molto bassa, 19,2 va considerato però il fatto che dopo la laurea si deve fare la specializzazione che dura dai 5 ai 6 anni, oppure bisogna fare dottorato di ricerca medica (3 anni) o diventare Medico di Medicina Generale, MGG, (3 anni di corso).

Per finire, se poi non si hanno particolari problemi etici, credo che si possano consigliare anche altre professioni, inutile nascondersi dietro pregiudizi superati e inutili scrupoli. Non ci sarebbe niente di male se, alla domanda -Cosa vuoi fare da grande?- un’adolescente rispondesse  –L’escort –

Il lavoro, ad alto livello per giunta, per quanto impegnativo è assai ben remunerato, e lo troverà sempre, in Italia e all’estero, gli esempi non mancano e non c’è da scandalizzarsi inutilmente.

Sono passati i tempi in cui chi si permetteva di dare dell’escort a qualcuna si beccava una querela per diffamazione,  probabilmente d’ora innanzi il titolo comparirà nel biglietto da visita.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Leva obbligatoria

La politica italiana gioca ai soldatini senza nemmeno sapere le regole del gioco. La politica italiana conferma la sua impreparazione sui temi militari e questa