“Cosa vuoi fare da grande” ?

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All’ eterna domanda, i bimbetti del Terzo Millennio possono rispondere: “Voglio diventare influencer”, senza che i genitori abbiano un mancamento, anzi, mandando pure in visibilio il parentado. Quando si può contare sulla bellezza, sul fiuto per seguire il vento, sulla fortuna e sulla capacità di captare gli  umori, i mugugni  e gli istinti della gente, perché mai perdere tempo con gli studi, che siano a livello universitario, scuole professionali, corsi vari… Meglio ignoranti e miliardari, che sapienti e poveri. Almeno così pare.

 


La notizia è di qualche giorno fa: la prestigiosa Howard University di  Washington ha chiuso il Dipartimento di Studi Classici, riorganizzando i corsi con altre priorità. Forse ricorderemo il prestigioso  ateneo privato afroamericano come un  “apripista” . Alla sua iniziativa, infatti, potranno accodarsi molte altre università, negli Stati Uniti e altrove, destando sempre minore sensazione. Socrate, Platone, Omero, Cicerone altre grandi menti che hanno illuminato i secoli e i millenni … sono liquidati come “dead white males”, uomini bianchi morti, uomini appartenenti a un genere e ad un gruppo etnico ritenuto storicamente dominante, pertanto giudicati, tout court, immeritevoli  dell’importanza attribuita nel tempo al loro pensiero, alle loro opere, al loro talento.

Non dobbiamo, comunque, scandalizzarci più di tanto, poiché  ogni anno, quando le  scuole chiudono i battenti, si ripresentano anche da noi discussioni sullo studio dei Classici, nei nostri tempi tecnologici nei quali i ragazzi sono  gravati di molte materie più utili e più aderenti alla realtà lavorativa che vivranno. Una realtà  composta di informatica, finanza, economia, commercio globale … una realtà che presuppone studi in questi specifici settori, lasciando  fuori altre materie  “inutili”.

Resta da stabilire se davvero una  formazione, forse anche minima, in queste materie sia davvero “inutile”. Sergio Marchionne diceva : “Non so se la Filosofia mi abbia reso un avvocato migliore o mi renda un amministratore delegato migliore. Ma mi ha aperto gli occhi, ha aperto la mia mente ad altro” e amava ricordare “Io non sono nato in una casta privilegiata, mi ricordo da dove vengo, so perfettamente che mio padre era un Maresciallo dei Carabinieri”. Forse non tutti hanno lo stesso talento, la stessa intelligenza, la stessa  tenacia di chi, come lui, conseguì tre lauree: Filosofia, Giurisprudenza, Economia. Nella vita spesso ci si accontenta di un lavoro non all’altezza dei nostri sogni, purché sia onesto e sufficientemente remunerativo. Ma, anche qui, le cose cambiano… E alla solita domanda “Cosa vuoi fare da grande” sarà  sempre più frequente e manderà in brodo di giuggiole il parentado, la  risposta dei bimbetti:  “Voglio diventare influencer”.

Fa entrare fiumi di denaro? Allora è valido.  Fa vendere? Allora va bene. Ripeto, nella logica legata al mercato, questa è semplice strategia vincente. Se la logica è il guadagno, se il fine è quello di  raggranellare cifre a molti zeri, in fretta, senza perdere tempo con gli studi, che siano a livello universitario, scuole professionali, corsi vari… allora  tutto deve essere accettato nonché considerato paradigma comportamentale per chi vuole sbarcare il lunario alla grande.Osservati, seguiti, imitati, idolatrati… sono gli influencer.

Che cos’è il mestiere di influencer? È  fantasia applicata? È  l’acqua alla gola che sviluppa l’inventiva? È il genio – italico e non- che si esprime,  riempiendo i conti correnti bancari e svuotando le zucche?
Qualunque cosa sia,  funziona. Ed è sempre più arduo far credere ai giovani che lo studio, il merito, l’eccellenza, l’impegno, la buona volontà,  premino sempre  nella vita. Anche perché è sotto gli occhi di tutti, a  veri gaglioffi superpagati fanno da contraltare giovani  preparati, con all’attivo lauree, titoli vari, master e corsi… con un destino di precariato o con emolumenti al limite della sopravvivenza.  E, per quanto amaro e ingiusto, sarà più facile che passi il concetto :  meglio ignoranti e miliardari che sapienti e poveri.
 

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

“Cosa vuoi fare da grande” ?

A.D.Z.

Scandalo: si censura l’informazione

Massimo Nardi La verità è che per decenni gran parte degli italiani non se ne è interessata facendosi i fatti propri e restando in una beata ignoranza grazie alla complicità della politica.

L’abitudine ai morti

Alberto Venturi

Non possiamo giudicare i morti con le statistiche e gli algoritmi. Ogni persona è un patrimonio unico e insostituibile; ogni morte è una perdita e un impoverimento. Come scriveva Karl Popper: “Ogni qualvolta muore un uomo, è un universo intero a venire distrutto. Ce ne rendiamo conto non appena ci identifichiamo con quell’uomo”
‘In vino veritas, in aqua stupiditas’

Ugo Volpi

La nuova Politica agricola comune che entrerà in vigore dal 2023 prevede la possibilità di vini senza alcool, anche i DOP e gli IGP; con aggiunta di acqua, si allarma Coldiretti, ipotesi poi negata dalla Commissione Europea, altrimenti sarebbe davvero ‘in aqua stupiditas’.

Gli Avanzi Di Balera Modenesi ripartono dalla TV

Francesca Mercury

Un lavoro di quasi due mesi per riprendere a provare in marzo 2021, dopo che i molteplici incontri con il Settore Cultura del Comune di Modena avevano fatto ottenere loro il patrocinio dell’operazione, che ha creato indotto per l’Associazione Tempio, per il Teatro Michelangelo, per TRC TV, per la Casa Della Musica oltre che per i nostri amici professionisti fermi da mesi e mesi al palo.

Rapinare si può…

Paolo Danieli

… difendersi no: a Grinzane Cavour torna in discussione il diritto alla sicurezza dopo che un gioielliere ha ucciso due rapinatori e ne ha ferito un terzo durante una rapina.

Buona settimana e buona lettura del n. 748– 443.

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