Cosa metto in TAV-ola?

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""Per me la Tav ha un senso se riduce in maniera sensibile il traffico su gomma e incentiva il trasporto su rotaia; la troverei invece assurda se fosse legata a una questione di tempi; dobbiamo mettere un freno alla smania di correre, di contare i minuti in meno per fare un tragitto, di non riuscire a sopportare un’ora in più in un tragitto nell’attraversare centinaia di chilometri. Resto convinto che ci sia qualcosa di storto nell’organizzazione della nostra vita, se è a tal punto cronodipendente.""

 


Il Resto del Carlino ha pubblicato nei giorni scorsi un prospetto nel quale si mettevano a confronto i dati forniti dalla Lega per il sì alla Tav e quelli del M5S per il no, entrambi smentiti dai numeri ‘reali’ forniti dal quotidiano. La confusione regna sovrana, soprattutto dopo avere letto ieri Salvini: “Bizzarro che Parigi veda l’analisi sulla Tav e io no” e Di Maio: “Non l’ho letta neanche io”.

Non sarà sufficiente neppure conoscere la relazione sui costi-benefici perché dipende dai parametri utilizzati, quanto incidono i fattori ambientali, come vengono tradotti economicamente, quali caratteristiche si ritengano prioritarie.

Per me la Tav ha un senso se riduce in maniera sensibile il traffico su gomma e incentiva il trasporto su rotaia; la troverei invece assurda se fosse legata a una questione di tempi; dobbiamo mettere un freno alla smania di correre, di contare i minuti in meno per fare un tragitto, di non riuscire a sopportare un’ora in più in un tragitto nell’attraversare centinaia di chilometri. Resto convinto che ci sia qualcosa di storto nell’organizzazione della nostra vita, se è a tal punto cronodipendente. Non lo capisco per i viaggiatori, figuriamo per le merci; non mi stupisco vedendo trasportare piastrelle come fossero prodotti deteriorabili, assolutamente necessarie in cantiere il giorno dopo, quando è invece terra, cotta per durare decenni.

Proprio ieri, ho ascoltato le dichiarazioni di produttori agricoli sull’indispensabilità che ortaggi e frutti girino il mondo in pochissime ore, per recuperare il 12% di vendite perso lo scorso anno sui mercati mondiali, affinché possano durare esposti nei supermercati un giorno in più. Davvero questa è la strada giusta? Davvero progresso significa mangiare le stesse cose in ogni angolo del mondo?

Ma noi cosa mettiamo in tav-ola?

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