Cosa ci porterà l’anno che verrà?

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Sicuramente non sarà un futuro roseo. Alcune anticipazioni: l’Iran, l’immigrazione e l’avversione pregiudiziale contro il premier Giorgia Meloni senza mai dimenticare che la mia è una visione super
partes perché mi sento più vicino all’ancien regime che a nani, ballerini e forcaioli di tutte le razze.

Fare delle previsioni su cosa accadrà agli italiani nell’anno in cui siamo entrati, è cosa assai problematica. Sicuramente, visto il recente passato, non sarà dei migliori. In primis, per lo scarso interesse degli italiani riguardo all’informazione. Vengo e mi spiego. Personalmente non sono uno di quelli che ha gridato allo scandalo quando l’ex premier Giuseppe Conte e compagna hanno pernottato al Gran Hotel Savoia di Cortina.

Potendo, l’avrei fatto anch’io, usando, però, i miei soldi.

Lui, invece, l’ha fatto in parte con i miei e unitamente a quelli di tanti altri italiani, considerando il lauto compenso che, giustamente, gli tocca vista l’incapacità mentale di ragionare di alcuni milioni d’italiani. Mi azzardo a definire questa circostanza come una semplice circonvenzione d’incapace. Per chi mi legge, non sarà una novità perché fin dalla loro nascita ho sempre definito la loro classe eletta degli scappati di casa senza arte, ne parte, scarsa d’idee intelligenti che controllano votanti che definisco sanculotti. Ah, dimenticavo! Ritengo inoltre, che la cultura di tali “cime” si fermi alla lettura dei discorsi fatti dai soviet a San Pietroburgo prima della Rivoluzione d’Ottobre.

Facendo un passo indietro, lo aveva capito bene Casaleggio senior cui è bastato trovare un volto noto della televisione per convincere alcuni milioni d’italiani a dargli fiducia basandosi solamente su alcuni temi che possono essere condivisi da persone che politicamente non consono la differenza fra destra e sinistra o qualsiasi altra definizione dell’agone politico. Tornando al nostro “caro” Conte e riferendomi alla sua battaglia per il reddito di cittadinanza, posso fare una previsione: il tempo di scadenza per alcuni dei percipienti è fissato fra sette mesi, quando decadrà il loro diritto a usufruire del sussidio voluto da un movimento che, alla lunga, ha usufruito di un voto di scambio. L’uomo, girando fra i bassi di Napoli, è riuscito a creare un clima molto pericoloso dal punto di vista dell’ordine pubblico per il prossimo futuro, rivendicando solo il mantenimento tout court della norma, senza per altro cercare con il centro destro un’eventuale soluzione alternativa. Quindi, questo già di per sé dimostra la totale povertà di mente del nuovo Robespierre e Sant Juste mandato a ricoprire l’incarico da ignoranti sanculotti.

A questo punto, e tornando alle prime battute di quest’articolo, si può capire perché non vedo nessuno scandalo in ciò che è accaduto. Anzi, la cosa è, per me, una semplice conferma di ciò che ho pensato da quando il Movimento Cinque Stelle si è affacciato al panorama politico italiano. L’inizio dell’anno, tuttavia, ci ha proposto altri motivi di riflessione su quanto accadrà nei prossimi mesi e che sicuramente tratteremo in futuro. Alcune anticipazioni: l’Iran, l’immigrazione e l’avversione pregiudiziale contro il premier Giorgia Meloni senza mai dimenticare che la mia è una visione superpartes perché mi sento più vicino all’ancien regime che a nani, ballerini e forcaioli di tutte le razze.

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