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PROTOCOLLO GENERALE n° 45747 del 05/02/2024

Al Presidente del Consiglio comunale
Al Sindaco

ORDINE DEL GIORNO

Oggetto: Zero sia il numero di maltrattamenti, violenze e abusi sui minori. Proposte di prevenzione, cura, accoglienze e azioni integrate a sostegno dei minori e delle loro famiglie fragili.

Il numero dei minori accolti dalle famiglie affidatarie o da comunità educative a Modena è:

  • 134 nel 2021
  • 114 nel 2022
    I dati reperibili dalla Direzione Centrale della Polizia criminale sui minorenni vittime di reati, raccontano di una tragica realtà: dal 2021 al 2022 i casi sono aumentati.
    ABUSO DEI MEZZI DI CORREZIONE O DI DISCIPLINA + 14%
    ATTI SESSUALI CON MINORENNE +17%
    MALTRATTAMENTI CONTRO FAMILIARI E CONVIVENTI +9%
    VIOLENZA SESSUALE +13%
    VIOLENZA SESSUALE AGGRAVATA +27%
    Dai dati del report dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza sappiamo con chiarezza che nel 91% dei casi chi maltratta i minori è un familiare.

Di fronte alle sofferenze che le bambine ed i bambini subiscono, molto spesso all’interno delle mura domestiche, dal 2019 si è creato un clima pesante, accusatorio e, non raramente, diffamatorio verso qualsiasi forma di allontanamento del minore, arrivando a parlare di “allontanamenti zero”.

Queste generalizzazioni, strumentali a fini ideologici ed egoistici, non aiutano a costruire e migliorare strategie di prevenzione ed intervento a tutela delle/dei minori. Gli allontanamenti temporanei da famiglie inadatte o con difficoltà, verificati con professionalità competenti, sarebbero, invece, fondamentali per garantire un presente e un futuro più sereno a moltissimi di questi bimbi e ad operare per il recupero, quando possibile, degli adulti fragili.

I servizi sociali, i soggetti del Terzo Settore e le famiglie accoglienti svolgono la funzione di sostegno a numerosi interventi preventivi e di attenzione sul territorio, ma, nonostante ciò, occorre prender atto che vi sono anche famiglie fortemente maltrattanti o abusanti: in questi casi i tribunali ed servizi hanno il dovere di intervenire per mettere in sicurezza i minori, nei tempi utili affinché le profonde ferite subite non diventino irrecuperabili e compromettano la crescita e la vita intera dei minori.

PRESO ATTO DEI NUMERI CITATI AD INIZIO DOCUMENTO E CONSIDERATO CHE:

C’è un’emergenza invisibile, ma reale e tragica, che riguarda i bambini e le bambine, che invece avrebbero necessità di maggior ascolto, cura e protezione da parte della nostra comunità.
Questa emergenza è stata causata dal “caso Bibbiano” e successive analisi propagandistiche su altri “casi” in Regione.
Questa emergenza purtroppo ha già mietuto vittime. E le vittime sono prima di tutto loro, i minori.
Sono state gettate ombre e sospetti su servizi e famiglie, la comunicazione diffamatoria dei media e dei social si è scagliata prima e accanita poi contro le/gli assistenti sociali, le/gli insegnanti, le famiglie accoglienti, le figure educative che operano intorno ai minori, inducendo molti di loro a pensare che proteggere i minori fosse troppo rischioso, o addirittura sgradito, e non un servizio essenziale per la nostra comunità.
Tutto ciò ha reso più indifesi i minori e più fragile la nostra comunità, perché ha creato una falsa contrapposizione tra famiglie d’origine e società, come se gli interessi di benessere, cura e tutela non coincidano, ma siano, anzi, inconciliabili, con l’aggravante di trascurare i diritti di tutela delle/dei minori.

Anche a fronte ad episodi acclarati di violenze – segnalate da scuola, Polizia, Carabinieri, Pronto Soccorso, medici pediatri – sono calate verticalmente le disponibilità delle famiglie a prendere in affido i minori in difficoltà, soprattutto quando ancora in tenera età.
Gli operatori, i genitori accoglienti, gli insegnanti, sono ancora a rischio di minacce, dirette o via social, da parte di cittadini mal informati o, a volte, parte in causa.

Oltre che erodere seriamente il clima di convivenza sociale, sono anche lievitati i costi per la collettività. Senza famiglie accoglienti, infatti, quando l’allontanamento si rende comunque necessario, il servizio di tutela dei minori si rivolge più spesso a strutture accreditate dalla DGR 1904/2011, che lavorano con qualità nell’educativa, ma che hanno costi di gestione maggiore. Queste strutture educative, assolutamente indispensabili per alcune tipologie sociali e meglio strutturate per l’età dell’adolescenza, sono chiamate oggi a a dover accogliere anche i bambini in tenera età, con costi per il Comune fino a sei volte superiori al rimborso riconosciuto ad una famiglia accogliente.

Anche gli/le stessi/e operatori/ici delle case famiglie, delle comunità familiari e delle comunità educative sono stati messi costantemente in discussione e in forte difficoltà, rischiando maltrattamenti, discredito per il loro operato, fomentati dall’ignoranza insensibile della gogna mediatica, che ha speculato su tutto il sistema di prevenzione, sostegno, supporto e protezione.

Le nostre città hanno invece bisogno di assistenti sociali tutelati/e, di insegnanti che continuino senza paura a segnalare i sospetti casi di violenza, di personale educativo sensibile, di un pronto soccorso efficiente e attento, di pediatri coraggiosi, di psicologi, di comunità di accoglienza che sappiano coniugare professionalità e cura.
Abbiamo bisogno di una comunità intera che sappia mettere il bene del minore al primo posto, affinché non diventi a sua volta un adulto/a fragile, pericoloso/a, nel corso di una vita segnata e poco equilibrata.

Il sistema dei servizi di protezione dei minori è assolutamente necessario e non è accettabile che la slavina mediatica, alimentata per ragioni politiche meramente strumentali, assolutamente estranee al bene comune, li indebolisca o li faccia sentire sotto accusa.

L’affido e le altre tipologie di accoglienza sono a supporto anche alle famiglie di origine.
L’affido è infatti uno strumento temporaneo, che permette ai genitori di essere sostenuti per poter superare momenti particolarmente difficili, soprattutto quando esiste la tranquillità della cura delle/dei figlie/i, spiegata come un periodo significativo al recupero dell’adulto e non come una minaccia all’integrità familiare.

Nel nostro territorio, quindi anche nella città di Modena, esistono reti di famiglie, variamente formalizzate, che aiutano altre famiglie, attraverso un attento sostegno materiale, di gestione dei ritmi familiari e di godimento di spazi terapeutici e di aiuto.

Il Centro per le Famiglie è un servizio offerto dall’Amministrazione Comunale di Modena, previsto dalla Legge Regionale 27/89, rivolto alle famiglie del territorio.
Al Centro per le Famiglie è possibile trovare:
• risposte, opportunità, soluzioni alle difficoltà della vita quotidiana
• spazi di ascolto in cui sono disponibili operatori con diverse professionalità
• luoghi di scambio di esperienze tra adulti e famiglie, di sostegno alle competenze genitoriali
• luoghi di promozione che agevolano le relazioni tra famiglie, associazionismo ed istituzioni

In data 6 dicembre 2021 è stato firmato il “Protocollo di intesa per la realizzazione di strategie di rete per l’accoglienza familiare” tra Comune di Modena e le associazioni AmoGeA, Famiglie per l’Accoglienza, Famiglie per l’emergenza, Ohana famiglie accoglienti e Venite alla Festa. Il protocollo è stato istituito per attivare “forme di collaborazione sul tema della prevenzione del disagio familiare, del sostegno alla cura di minori e delle persone fragili”. Associazioni, Centro per le Famiglie e Comune di Modena si trovano periodicamente e con regolarità.

I minori hanno bisogno di questi servizi fondamentali perché non sono ‘proprietà’ di alcun genitore, perché la loro tutela è un diritto prioritario a qualsiasi altro diritto di persone terze e perché devono avere la possibilità di risolvere prima possibile tutte le conseguenze subite da abusi e maltrattamenti.
I genitori di queste/i bimbe/i hanno bisogno di questi servizi per affrontare e cercare risoluzione o punti di equilibrio rispetto alle proprie fragilità, senza la preoccupazione della cura dei figli, comunque impossibile in queste condizioni e con una prospettiva temporale definita e verificata costantemente.

Per questi motivi non smetteremo di impegnarci ogni giorno per la sicurezza e il benessere dei bambini, la qualità della democrazia, la possibilità di costruire insieme un futuro
migliore per tutti.

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA LA GIUNTA E IL SINDACO A:
• sostenere il lavoro di assistenti sociali e servizi sempre più spesso minacciate, con azioni di protezione ambientale e personale, quando necessarie e con costanti iniziative di formazione e condivisione delle professionalità.
• promuovere l’affido come forma generativa di sostegno ai minori e ai loro genitori, nei modi e tempi necessari ad ogni singola situazione, nello spirito della temporalità della legge che lo governa e nella costante ricerca delle cause che provocano maltrattamenti e abusi a danno dei minori
• Sostenere l’affido anche con la costituzione di gruppi e associazioni di famiglie accoglienti, con la nascita di reti e gruppi di auto-mutuo-aiuto e l’organizzazione di formazione congiunta tra famiglie accoglienti e servizi per condividere linguaggi e culture operative
• Far nascere dal tavolo del protocollo, eventualmente allargato a nuovi soggetti, una coordinata attività di co-programmazione e/o co-progettazione, al fine di rispondere al meglio alle necessità delle famiglie fragili, implementare e migliorare la qualità delle forme di accoglienza, sostenere le famiglie accoglienti e creare reti solidali
• relazionare alla Commissione “Servizi” con periodicità non superiore ai 12 mesi

i consiglieri comunali:
Vittorio Reggiani
Federica Di Padova
Diego Lenzini
Antonio Carpentieri
Federica Venturelli
Ilaria Franchini
Alberto Bignardi
Lucia Connola
Mara Bergonzoni
Irene Guadagnini
Marco Forghieri
Francesca Fabbri
Stefano Manicardi
Enza Carriero

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