CONSIGLIO COMUNALE, ALZATI E CAMMINA!

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CONSIGLIO COMUNALE, ALZATI E CAMMINA!

Contributo di Alberto Venturi

L’evoluzione del governo degli enti locali, con al suo apice l’elezione diretta del sindaco, ha fatto una vittima: il consiglio comunale, che non è più l’istituzione centrale di una comunità, ma una fastidiosa appendice alla volontà della maggioranza, una forca caudina da sopportare ed ascoltare soltanto quando strettamente indispensabile. 

Non è un cambiamento da poco. La centralità è passata da una istituzione, formata da membri di diverse idee e posizioni, rappresentanti la comunità, ad una sola persona, avendo il potere di scegliere i suoi collaboratori di Giunta e perfino i dirigenti. 

A questo si aggiunga la perdita d’identità politica dei consiglieri, probi e disinteressati cittadini (nei comuni medio piccoli l’indennità è ridicola), dimentichi di rappresentare i propri elettori, a cui rendere conto e troppo impegnati a rappresentare se stessi. 

In più la divisione di ruolo fra politici e tecnici sta legando il Consiglio Comunale a delibere in mano alla dirigenza. 

Non è mai ora di allargare il discorso agli obiettivi generali: “Questa sera siamo qua soltanto per decidere

questo. O quello.
Ci sarà tempo per tornare in Consiglio prima della decisione finale” e quando arriverà sarà troppo tardi, perché molto è già stato approvato prima. 

Qualsiasi progetto viene affettato in una serie di decisioni parcellizzate; perfino il bilancio sta diventando la fiera dei numeri e non delle volontà.

Il Consiglio Comunale può e deve volare più alto delle sue delibere, capace di riunirsi su grandi e piccoli temi, anche con sedute straordinarie aperte, perché abbiamo bisogno di recuperare la visione da cui siamo partiti e l’obiettivo da raggiungere. Nulla impedisce di farlo se i consiglieri lo vogliono, arrivando in un certo numero a richiederne la convocazione.

Alzati, consiglio comunale… e cammina; la comunità ne ha bisogno.

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