Consigli di lettura

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In questo periodo in generale si ha più tempo per dedicarsi ai propri hobby... fra questi, la lettura.  Ogni settimana, fino alla pausa estiva, Bice consiglierà buoni libri, con particolare attenzione alle opere e agli scrittori   che ha ospitato  nelle sue pagine e delle cui opere ha curato la recensione.

Una tranquilla città di paura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un gradito ritorno, lo scrittore modenese Luigi Guicciardi, già ospite di Bice nel n. 29 dell’ormai lontano maggio 2006, che intervistiamo in occasione  del lancio del suo ultimo libro, Una tranquilla città di paura, Roma, LCF Edizioni, disponibile al pubblico su Internet, Amazon, IBS e in libreria. 

 

Vuole illustrare brevemente  ai nostri lettori l’avventura del Commissario Cataldo, ambientata proprio a Modena?

Sì, la vicenda si svolge a Modena in un giugno afoso. La prima a cadere sotto il coltello di un misterioso assassino è una slovena che vive di espedienti in un casolare di periferia in via Cavo Argine. Il secondo però è un violinista di Trento, di passaggio per un concerto al teatro Pavarotti, ucciso in pieno centro storico in via Carteria. E la terza è una bella vedova non più giovane, ammazzata nella sua villa in via Cucchiari, in un quartiere elegante e ricco.

Tre omicidi in sei giorni. Troppi, anche per una città come Modena dalla cronaca nera sempre più brutale. L’opinione pubblica è scossa, chiede aiuto. E a indagare è chiamato il commissario Cataldo, nel pieno della maturità professionale, ma intimamente incupito da una paura segreta, che condiziona la sua stessa vita.

Un’inchiesta difficile: storie vecchie di anni e nuovi delitti, gente che non ricorda o che non vuol parlare, un intrico di passioni, di interessi, di omertà, mente l’assassino continua a insanguinare la città di vittime senza alcun legame apparente, e Cataldo è costretto a ricucire tutto a forza di indizi insignificanti, di parole sfuggite inavvertitamente, di ipotesi azzardate, in una corsa disperata contro il tempo…

 

Il genere poliziesco, il mistery, ha un numero sempre crescente di  estimatori, anche fra i giovani. Quali sono gli elementi che rendono così  stimolante questo genere letterario?

 

Innanzitutto, la struttura: si parte da un omicidio (la ferita più grave inferta all’ordine sociale); si prosegue con la detection, la caccia al colpevole, attraverso la ricerca degli indizi, le domande ai sospettati, l’esame dei moventi; si intrecciano all’inchiesta principale false piste, nuovi delitti, colpi di scena, errori investigativi, fino all’individuazione dell’assassino e delle sue motivazioni. In molti gialli peraltro (compreso il mio) alla componente mystery si associa quella del thriller, cioè la presenza – fortemente captatoria – del brivido e della violenza. Non va dimenticata, infine, la carta vincente della gratificazione: a differenza di quanto accade nella vita reale, nel mondo del mystery il colpevole è sempre scoperto, e questo soddisfa il lettore medio (come disse una volta un critico inglese, il giallista fabbrica contemporaneamente la serratura e la chiave, mentre Scotland Yard non può che cercare la chiave che conviene alla serratura).

 

L’editoria, lasciando per un momento da parte le cause contingenti, come la crisi, è comunque in profonda evoluzione, anche e soprattutto per quanto riguarda i canali di vendita dei libri che oggi possono molto facilmente essere acquistati on line. Per quanto riguarda le sue opere, quali sono i canali privilegiati per la distribuzione?

 

Nell’ordine: la libreria tradizionale, l’acquisto diretto dalla casa editrice tramite Internet (www.dgs3-editrice.it o www.lcf-edizioni.it), IBS, Amazon Italia.

 

Quanto  c’è di pura invenzione letteraria e quanto c’è di lei,  nel Commissario Cataldo?

 

Metà e metà. In altre parole, ho attribuito al personaggio Cataldo una parte di me, del mio carattere e dei miei gusti (l’origine siciliana, la pazienza, la curiosità, il libri che legge, la musica che ascolta) e, insieme, molte cose diverse e quasi opposte (l’aspetto fisico, le esperienze sentimentali, le indagini che affronta…). Il vantaggio è che, in questo modo, ritrovo sempre in lui qualcosa di piacevolmente consueto (che è abituale e rassicurante anche per il lettore fedele), senza precludermi mai, al tempo stesso,la possibilità di fargli vivere con la fantasia “sperimentazioni” nuove: che è un buon antidoto narrativo all’eventualità di noia e stanchezza. Non va dimenticato, del resto, che Cataldo è un personaggio in evoluzione, che invecchia e modifica il proprio vissuto libro dopo libro (si innamora, si disamora, si sposa, diventa padre…), di pari passo con i mutamenti della città stessa in cui s’è trasferito.

 

Ritiene  Una tranquilla città di paura  adatto anche ad un pubblico di studenti, come lettura estiva?

 

Credo proprio di sì. A parte qualche scena di violenza (a cui però sono già abituati da cinema e televisione), il romanzo penso possa interessarli sia per il dinamismo del ritmo narrativo, sia per la sceneggiatura molto dialogata (che coinvolge di più nella lettura), sia infine per l’ambientazione urbana realistica (che gli studenti modenesi, in particolare, potranno confrontare con la loro percezione personale della città).

 

Salutiamo  il professor Guicciardi,  augurando al suo libro grande successo. A tutti voi l’augurio di buona lettura.

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Alcune note biografiche sull’Autore

Modenese di lontane origini siciliane, insegnante di liceo, critico letterario e ricercatore di Storia contemporanea, Luigi Guicciardi ha pubblicato saggi e articoli in miscellanee e su riviste (“Italianistica”, “Lingua e stile”, “Il Mulino”, “Otto/Novecento”, “Storia contemporanea”, “Studi e problemi di critica testuale”, “Delitti di carta”) e ha curato edizioni critiche ed edizioni scolastiche commentate.

 Nell’ambito della narrativa, alla fine degli anni ’90, ha creato il personaggio del commissario Cata
ldo, poliziotto al centro di una serie di mystery:

 La calda estate del commissario Cataldo (1999; Ein heisser Sommer für Commissario Cataldo, Heyne, München, 2000; Inspector Cataldo’s criminal summer, Hersilia Press, Oxfordshire, 2010), Filastrocca di sangue per il commissario Cataldo (2000; Ein Wiegenlied für Commissario Cataldo, Heyne, München, 2001), Relazioni pericolose per il commissario Cataldo (2001), Un nido di vipere per il commissario Cataldo (2003), Cadaveri diversi (2004) per Piemme; Occhi nel buio (2006), Dipinto nel sangue (2007), Errore di prospettiva (2008), Senza rimorso (2008), La belva (2009), La morte ha mille mani (2010) per Hobby&Work; Una  tranquilla città di paura (2013) per LCF Edizioni. Coi suoi romanzi ha vinto il Premio Molinello (Siena 2000), risultando più volte finalista al Mystfest Città di Cattolica (1995), al Premio Scerbanenco/Noir in Festival (1999, 2000) e al Premio Fedeli (2000, 2007, 2008).

Sul versante della critica ha pubblicato inoltre Stile e realtà urbana nei gialli di Antonio Perria, “Narrativa”, Centre de Recherches Italiennes de l’Université Paris X-Nanterre, n. 26, 2004; Ai confini del giallo. Note sul “Pasticciaccio” di Carlo Emilio Gadda, “Delitti di carta”, VIII, 4, mag. 2005, e Sciascia giallista eretico. Annotazioni sul “Contesto”, in AA.VV., Nero su giallo. Leonardo Sciascia eretico del genere poliziesco, Milano, 2005.

 

 

 
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