Consigli di lettura.

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 In questo periodo in generale si ha più tempo per dedicarsi ai propri hobby... fra questi, la lettura.  Ogni settimana, fino alla pausa estiva, Bice consiglierà buoni libri, con particolare attenzione alle opere e agli scrittori   che ha ospitato  nelle sue pagine e delle cui opere ha curato la recensione.

Ferruccio Lamborghini,  un mito della nostra terra e del mondo. Un uomo che aveva forte il desiderio di assicurarsi un posto nella storia  Giovedì 21 maggio 2015, alle ore 19,00, presso il “Caffè Concerto” di Piazza Grande, a Modena, presentazione del libro “Ferruccio Lamborghini. La storia ufficiale”, all’insegna delle automobili da sogno, che sono splendide sculture, forme scolpite , che esprimono dinamismo, aggressività e potenza. Giovedì 21 maggio sarà presente anche una delle “mitiche” Lamborghini personali” di Ferruccio. 

La nostra terra, per secoli, è stata caratterizzata dalla civiltà contadina, che forgia uomini forti, pieni di creatività, fortemente individualisti, anche se pronti a socializzare e collaborare con gli altri.  Enzo Biagi , che da buon emiliano, ci conosceva bene, ripeteva spesso che i nostri uomini amano lottare, confrontarsi per avere un’affermazione, sul piano personale, individuale , ma “se dovesse prendere fuoco la casa o il fienile di un altro, sono subito pronti a correre per aiutare gli altri”. Stando alle testimonianze vive, sincere, spontanee raccolte nel bellissimo volume “Ferruccio Lamborghini. La storia ufficiale” di Tonino Lamborghini (edito da “Golinelli Communication Lab s.r.l.”) , Ferruccio Lamborghini è stato ed è uno dei grandi protagonisti del nostro territorio. Come sottolinea lo scrittore e poeta Stanislao Nievo, “Ferruccio era un creatore nato, o meglio un trasformatore illuminato. Suo figlio (Tonino) ha voluto ricordarlo con il più naturale dei Comandamenti cristiani: Onora il padre e la madre. Ferruccio stesso era una persona che onorava il padre e la madre.. Ferruccio sentiva nel suo essere quella curiosa scintilla che fa di certi uomini dei veri economisti… studiosi cioè del miglioramento  ambientalo in cui sempre sono coinvolti gli uomini. Non sempre riuscendovi. Lui riusciva.  Questo prologo della sua memoria tiene conto della pianura natale dove è cresciuto e del toro, naturale simbolo di forza riproduttiva nel lavoro, almeno lui lo intendeva così. Scelse poi il più feroce dei tori da corrida come simbolo del suo formidabile ed elegante velocipede, la Miura. Il personaggio era socievole ma determinato, curioso della vita ma individualista, raffinato atleta della competizione industriale, pur nato contadino. Che fossero trattori, trappole per topi, inceneritori o vetture splendenti, Ferruccio si era messo in testa  di vincere nella vita.  Queste memorie …  ignaro di mercato , maestro di psicologia, con mani  da inventore e con occhi da falco per la meccanica confessava “Sono il primo giapponese della storia, non invento niente, parto da dove sono arrivati gli altri” Cambiando l’essenziale, dovremmo aggiungere. .. intraprese sfide segrete con le auto più aristocratiche degli anni in cui visse e operò. Rispettava gli altri, se capaci, riconosceva gli errori  degli altri più che i propri… Gli piacevano le donne da emiliano verace, si innamorava e soffriva, ma non si fermava davanti agli insuccessi… Poco sindacale, patì l’autunno del ’68, apparteneva di più, come imprenditore, al Rinascimento, ma aveva i colori del Duemila per l’economia e del cavaliere solitario per le decisioni improvvise e il fiuto del ritorno alla terra. .. Aveva forte il desiderio di assicurarsi un posto nella storia…. La sua canzone preferita :Parlami d’amore Mariù…Lui d’amore non parlava soltanto a Mariù, ma un po’ a tutti, tra molle e accumulatori, vini, prestiti di banca e grandi vittorie”                         Allo scrittore e poeta Stanislao Nievo, fa  eco il giornalista e curatore di libri Daniele Buzzonetti , che, tra l’altro, scrive:  “per cercare di capire come avesse fatto quell’uomo straordinario a diventare (dal nulla) il prototipo del miracolo italiano degli anni ’60 e ’70… personaggio che era sempre fonte di sorprese, e che, qualsiasi cosa avesse fatto, mescolava passione, orgoglio e convinzione a una naturalezza disarmante… Dava l’impressione che fosse in grado di compiere dei miracoli nel modo più semplice, senza farlo pesare, senza quell’atteggiamento che avrebbe, probabilmente, caratterizzato un industriale lombardo o piemontese.  Tirava su stabilimenti, inventava nuovi prodotti, insegnava la tecnica ai suoi.. tecnici, sfidava i più grandi costruttori del mondo con le sue straordinarie automobili, sempre con soddisfazione… ma anche con una disinvoltura che gli era innata… Solo un uomo dal temperamento così particolare, avrebbe potuto avventurarsi con successo in una infinita serie di iniziative, una diversa dall’altra, come è stato il caso di Ferruccio Lamborghini: elaboratore di automobili dopo la guerra, costruttore di trattori sfruttando i residuati bellici e subito dopo industriale nello stesso settore, costruendo trattori considerati le Rolls-Royce dell’agricoltura, imprenditore nel campo dei bruciatori e dei condizionatori d’aria, costruttore di celebri granturismo,  pioniere nel settore degli elicotteri, fondatore di una fabbrica di pompe oleodinamiche e infine coltivatore e creatore di un’impresa vinicola! … Mille episodi confermano che avesse un carattere entusiastico, aperto alle curiosità e alle novità.  Viene ancora oggi ricordato soprattutto per la famosa fabbrica di automobili, inaugurata il 26 ottobre 1963, quella che gli ha dato la celebrità a livello popolare… anche se tutte le sue attività dovrebbero essere ricordate allo stesso modo, perché di imprenditori di successo ce ne sono stati e ce ne saranno altri, ma sono invece rari quelli che riescono a sommare le più svariate attività con sorprendente semplicità…   La prima Lamborghini, la 350 GTV, aveva in effetti una linea un po’ troppo avveniristica per essere posta in vendita, ma quel mezzo passo falso fu esagerato dalla critica, confermando che solo una minoranza la aveva capito” . In effetti, aveva già in sé tutta la filosofia di Ferruccio Lamborghini e delle sue automobili sculture, forme scolpite che esprimono e contengono dinamismo, potenza ed aggressività.  Come spesso avviene , i grandi uomini anticipano troppo i tempi, non si arrendono mai. Sono sempre pronti a lottare. Come Ferruccio Lamborghini che –sottolinea  il giornalista Daniele Buzzonetti- “ era stimolato da continue curiosità e da nuovi campi da esplorare, aveva una passione principale, ed era proprio l’automobile”.                                                                                                   Un ritratto perfetto, scavato nel profondo, del  “genio” Ferruccio Lamborghini, lo delinea ,  la bravissima (e attivissima) psicanalista e giornalista (è anche capo redattore della prestigiosa rivista “La Città del II Rinascimento”) , Anna Spadafora che, tra l’altro, scrive: “ Non accade tutti i giorni che un artista divenga Leonardo da Vinci, come non accade tutti i giorni che un meccanico divenga Lamborghini: occorre  vivere senza credere di essere qualcuno e senza tuttavia limitare la pulsione, la spinta verso la qualità assoluta. Tonino Lamborghini (curando e pubblicando il volume “Ferruccio Lamborghini. La storia ufficiale” n.d.r.) ha il grande merito di avere restituito al lettore le vicende intrecciate intorno a un nome che diviene un < strong>mito –un uomo che ha inventato vere e proprie opere d’arte :  basti pensare che nel 1968 la Miura fu esposta al MoMa di New York- senza mai cedere alla tentazione che potrebbe avere un figlio di idealizzare un padre… Dal ritratto che emerge da questo libro –di un uomo che non si fissa nelle proprie credenze e nelle proprie presunte certezze – capiamo che il paragone con Leonardo da Vinci non è casuale: come per Leonardo, per Ferruccio non c’è la separazione fra il cervello e la mano, la mano intellettuale di Ferruccio Lamborghini è la mano ingegnosa di un’esperienza originaria. La forza simboleggiata dal toro scatenato che aveva voluto nel logo identificativo delle sue creature è la forza di una mano che non è senza cervello, né attende le idee geniali del cervello altrui da metter in pratica. Tant’è che la sua prima auto nasce dall’occorrenza –eliminare il difetto che aveva riscontrato nella Ferrari – oltre che dalla sfida –provare che il Drake aveva torto a pensare che come pilota avrebbe dovuto limitarsi ai trattori- e della scommessa nella riuscita.  Per inventare vetture estreme, come venivano definite le sue auto… “                                                                    

Questo libro (il precedente, Tonino Lamborghini lo aveva intitolato “Diventerò Lamborghini”) è dedicato dall’instancabile ed entusiasta Tonino Lamborghini ai suoi figli adorati Ferruccio, Ginevra, Elettra, Lucrezia e Flaminia (“Siate orgogliosi del cognome che portate, reso famoso dal nonno, uomo libero da condizionamenti, ricco di intuizioni, volontà e desiderio di realizzare se stesso per distinguersi… Per voi una eredità morale impegnativa, alleggerita però dalla consapevolezza di appartenere comunque ad una  storia che continua ad incantare il mondo e che ,come una buona iniezione di benzina, vi permetterà di percorrere una lunga strada”) . E’ un libro che nasce dall’amore, dalla grande stima e riconoscenza di un figlio (Tonino) per il proprio padre, un “genio” , uno dei protagonisti della storia del nostro Paese, un mito come Enzo Ferrari, Adolfo Orsi-Maserati, ed anche Alejandro De Tomaso . Con Ferruccio Lamborghini, tre    nati nel nostro territorio (Modena , Bologna e Ferrara) giustamente definito “la terra dei motori e della velocità” ed uno (De  Tomaso) adottato (nato a Buenos Aires e dall’Argentina trasferito a Modena).  Quattro miti, quattro protagonisti che si sono sempre “spiati”, ma (credo) sempre rispettati, l’un l’altro.  E sempre si sono sfidati per primeggiare l’uno sull’altro, così come (lo abbiamo sottolineato anche in apertura di questo articolo) suggerito dal DNA dei modenesi, dei bolognesi e dei ferraresi.                                                        

Il bellissimo, documentato libro, di grande formato, nelle sue 284 pagine, racconta un sogno che, grazie all’impegno unito alle genialità, alla volontà di affermarsi, all’intelligenza di un uomo è diventato realtà. Un sogno che ci ha regalato automobili belle come sculture, ma anche potenti e veloci, insuperabili nella meccanica, per i motori.  Come didascalia per una fotografia che riproduce Ferruccio Lamborghini  davanti ad un suo “capolavoro” , si legge “ bella come un’amante e altrettanto costosa” (si dice che Ferruccio Lamborghini fosse un grande estimatore anche della bellezza femminile) . Con un ricco corredo di fotografie a colori e in bianco e nero che raccontano-illustrano oltre 60 anni di vita e attività , cioè  “la vita e le vicende di Ferruccio Lamborghini, figlio di proprietari terriere emiliani, che con il suo straordinario ingegno ha creato uno dei miti italiani più famosi del mondo… Accanto a ricordi personali  (del figlio Tonino) , aneddoti e curiosità sulla vita di Ferruccio, il libro offre una pagina di storia del nostro Paese: attraverso le vicende di un self made man , nato in un piccolo paesino di provincia tra Ferrara e Bologna, si assiste al passaggio chiave dall’Italia agricola alla nuova Italia industriale, sorta dalle ceneri del secondo dopoguerra” . Il volume ci documenta e ci fa vedere l’avventurosa e ineguagliabile vita e storia di una famiglia (nello stemma araldico, della famiglia Lamborghini, si legge “si presume sia stato conferito intorno al 1.100 ai cavalieri crociati, al ritorno della spedizione in Terra Santa”) , che è stata caratterizzata anche dall’audacia, dalla volontà di affermazione, dal coraggio nell’accettare e affrontare tutte le sfide che il mondo può comportare. Per affermarsi come protagonisti. Come numeri uno.                                    

 Giovedì 21 maggio 2015 , alle ore 19,00, presso il “Caffè Concerto” (Piazza Grande) di Modena, l’autore Tonino Lamborghini, con la giornalista e psicanalista Anna Spadafora e con il vice-presidente del “Panathlon” , Ennio Cottafavi, presentano il volume “Ferruccio Lamborghini. La storia ufficiale”

L’ingresso è libero, aperto a tutti (fino ad esaurimento posti) . L’autore è a disposizione per rispondere alle domande dei presenti e per dedicare copie del volume

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