Considerazioni sulla Lega nord di Modena

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Le correnti interne ai partiti sono sempre esistite, sono ricchezza di pensiero e riflessione, garanzia contro l’autoritarismo dei vertici. Scorrono quiete ma diventano tumultuose quando le segreterie ed i rispettivi leader entrano in crisi, proprio come accade oggi. L’errore che si compie è quello di volerle arginare brandendo lo statuto a mò di spadone, o peggio di ignorarle fingendo di avere la situazione sotto controllo, come è successo nel Carroccio a Modena. In realtà quello delle correnti interne è un finto problema per la Lega Nord modenese. Il travaglio continuo dei suoi consiglieri comunali ha origini ben definite e responsabilità univoche, come testimoniato dalle loro stesse dichiarazioni. Essere passati da una squadra unita e produttiva di sei consiglieri ad un trio rissoso con il solo capogruppo in linea con la segreteria cittadina dovrebbe preoccupare anche il coordinamento regionale. Non oso pensare ad un identico risultato trasferito sul piano delle prossime elezioni, sia amministrative che regionali: la messe di voti e di preferenze che ha visto la Lega Nord modenese superare il 10% non è stata frutto del caso ma del lavorìo politico e sociale intenso dei suoi militanti e dirigenti che ha aperto la porta delle istituzioni ai giovani. Ora costoro, a tutti i livelli,  si dovrebbero coscientemente chiedere se sono effettivamente in grado di incrementare o quanto meno mantenere, con la loro linea di azione politica sul territorio,  i risultati ottenuti in passato.

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