Considerazioni politiche sul terremoto in Emilia

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In questo momento particolarmente drammatico, la Federazione di Modena del Nuovo PSI auspica il fiorire di un comune sentire tra le forze politiche per una risposta rapida ed efficace alle esigenze delle popolazioni e dell’economia delle zone coinvolte dal sisma.

Affermiamo la necessità di una forma di solidarietà attiva che si concretizzi nel soccorso e nel sostegno finanziario alle popolazioni colpite e nella ricostruzione del tessuto economico e sociale delle zone terremotate.

Riteniamo che lo Stato debba intervenire in maniera consona all’entità dei danni non imponendo nuove tasse, ma onorando con sollecitudine i debiti consistenti che ha con le aziende disastrate.

Proponiamo prestiti a fondo perduto almeno per il primo triennio e la riduzione o l’annullamento della pressione fiscale per la popolazione, per il settore industriale e per quello agricolo.

L’economia dei territori colpiti incide sensibilmente su PIL del Paese e potrà riprendersi soltanto con interventi rapidissimi e con il superamento degli ostacoli burocratici. Se non usciamo dall’attuale paralisi, i competitor stranieri prenderanno il sopravvento sul mercato e le nostre aziende spariranno o delocalizzeranno, lasciando dietro di sé il deserto economico. Questo grave danno locale si ripercuoterà alla lunga sull’economia dell’intero Paese.

Perciò diventa imperativo fare ripartire l’attività produttiva immediatamente almeno per quelle imprese che non hanno subito danni strutturali e stabilire subito le nuove regole per dare la possibilità di ricostruire gli stabilimenti lesionati nel più breve tempo possibile.

Non ci piace il fatto che le autorità locali abbiano sminuito la gravità della calamità e non abbiano insistito sugli aiuti di Stato che in queste circostanze sarebbero state di grande beneficio per le popolazioni terremotate. Non si è visto l’esercito, non si sono viste le colonne di aiuti, né ruspe e gru o ospedali da campo, né tende in quantità soddisfacente o tensostrutture, container, celle frigorifere, ecc. che in circostanze analoghe gli enti governativi hanno prontamente fornito.

In pratica gli emiliani, che nel dramma hanno dimostrato un comportamento esemplare in quanto a compostezza, dignità e voglia di rincominciare,  sono stati abbandonati a se stessi dalle istituzioni.

Quali i motivi? E’ perché alle nostre autorità locali piace masochisticamente fare sempre i primi della classe, quelli che non hanno mai bisogno di nessuno? O più realisticamente si vuole contenere la gestione sia dell’emergenza, sia della ricostruzione dentro i rigidi binari della gestione locale per indirizzare il business alle imprese politicamente vicine a chi amministra l’Emilia Romagna?

Ma per non far torto a nessuno, non  salviamo neppure i nuovi vertici del PDL modenese, che al di là di qualche timido balbettio di solidarietà, non sono stati capaci di una critica incisiva ad una gestione del post-terremoto fallimentare e che avrebbe meritato profonde correzioni.

 

Cs

 

Il Segretario Nuovo PSI di Modena

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