Conflitto d’interessi fino a mezzogiorno

Condividi su i tuoi canali:

Consentire ad un parlamentare di continuare la sua attività. Personalmente, trovo offensivo per me cittadino che i nostri rappresentanti a cui affidiamo le sorti dell’Italia, lo facciano a metà tempo, perché devono fare altro. Non credo che li paghiamo così poco da dovere impegnarsi in un doppio lavoro e non credo siano Mandrake. Semplicemente ci trascurano. Ogni secondo rubato al ruolo istituzionale, pagato da noi, è un secondo rubato alla collettività.

 


Beppe Grillo è stato giustamente contestato per la scelta di gridare sul suo post l’innocenza del figlio, attaccando la ragazza presunta vittima. Se nessuno può considerare colpevole il suo Ciro fino a sentenza, nessuno, nemmeno lui, può giudicare bugiarda lei… e urlarlo sul web.

C’è però in questa deplorevole vicenda, diventata ovviamente un caso politico, un aspetto che nessuno ha sottolineato ed è il ruolo di Giulia Mezzogiorno, intervenuta perché l’on Macina (M5S), dopo avere definito lo sfogo di Grillo “l’urlo di dolore di un papà. Vi vedo molto il lato umano. Quasi nulla di politico”. si è domandata: “Non si capisce se Bongiorno parla da difensore o da senatrice”, aggiungendo poi una insinuazione velenosa: “Buongiorno ha fatto vedere il video anche a Salvini?”

Tuoni e fulmini dalla Mezzogiorno con annunci di querela, seguita a ruota da Salvini.

La Macina ha torto a volere ridurre alla sfera privata l’intervento di Grillo. Lui, leader politico, ha pubblicato il video e così lo ha trasformato in un gesto ‘politico’. Ha torto anche a insinuare che la Mezzogiorno spifferi segreti professionali a Salvini, ma diciamoci la verità: non ha sentito il conflitto di interessi, la senatrice schierata con la Lega, di impegnarsi in un caso che vede coinvolto il figlio del leader politico di un altro raggruppamento?

Ce n’era proprio bisogno?

Il male sta all’origine; consentire ad un parlamentare di continuare la sua attività. Personalmente, trovo offensivo per me cittadino che i nostri rappresentanti a cui affidiamo le sorti dell’Italia, lo facciano a metà tempo, perché devono fare altro. Non credo che li paghiamo così poco da dovere impegnarsi in un doppio lavoro e non credo siano Mandrake. Semplicemente ci trascurano. Ogni secondo rubato al ruolo istituzionale, pagato da noi, è un secondo rubato alla collettività.

In ogni caso, finché uno è deputato o senatore, ministro o sottosegretario, ogni suo gesto pubblico sarà un gesto politico e se non si può insinuare che la Mezzogiorno abbia spifferato qualcosa a Salvini, si può almeno domandarsi quale obiettività le sia possibile.

Mettersi in questo conflitto di interessi, non legale ma d’opportunità, è molto pericoloso perché si rischia di fare incontrare privato e pubblici doveri, come abbiamo visto già troppe volte.

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...