Concorsi truccati all’Università

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Si grida allo scandalo per i concorsi truccati all'Università.  Io credo che ci sia tanta ipocrisia. Corruzione e raccomandazione sono antichi quanto il mestiere della prostituta.


Non avrei scritto niente sulla presunta corruzione nelle commissioni nazionali per l’abilitazione dei tributaristi se non per una conversazione con una persona che, del tutto ingenuamente, mi confidava la vita lavorativa di sua figlia e di come avesse già trovato lavoro. Niente di strano, salvo che chi l’ha assunta è un amico di famiglia col quale esiste un ottimo rapporto. A prescindere che non conosco la giovane, ritengo che abbia i requisiti per essere stata assunta. Seria e laboriosa la famiglia altrettanto serio l’amico di famiglia. Personalmente ritengo che sarà un ottimo acquisto per quell’azienda. Cari lettori, non gridate allo scandalo per quello che ho scritto e che continuerete a leggere, semmai dovreste gridare allo scandalo per tutti quelli che hanno versato litri d’inchiostro su quest’ affair. Sì perché come si legga nel titolo, stiamo parlando di cose trite e ritrite. Bastava leggere bene l’intercettazione che riguarda l’ex ministro di centro sinistra Augusto Fantozzi. Testuali parole: – trova dunque opportuno, se non necessario, che le future abilitazioni siano gestite, non dai commissari di volta in volta nominati, ma “da un gruppo di persone più o meno stabili”, da un gruppo di garanzia… uomini di buona volontà oltre che …qualche, possano stare in una nuova cupola-. – Perdindirindina-, direbbe il principe De Curtis, in arte Totò, ma allora quanto detto lascia presupporre che esisteva già una cupola o  che quella nuova la dovesse affiancare? Dubbio amletico. Siamo seri! La raccomandazione e il volere mettere persone in certi posti è un vezzo tutto italiano (esiste anche in altre nazioni, ma in minor misura).

Questa consuetudine (vi siete dimenticati delle lettere di raccomandazioni dei parroci che viaggiavano in tasca del campagnolo da portare al politico di riferimento nella città eterna?) è espressione del degrado che è stato elevato ai massimi livelli negli ultimi settant’anni, andando  di pari passo con il deterioramento della politica. Si urla allo scandalo, ma quando leggiamo un cognome in un ente pubblico e poi lo rileggiamo in un altro ente pubblico, oppure in altre attività sicure e ben retribuite, non ci poniamo il problema? Qualcuno le chiama baronie. Per non parlare della politica! Per quale diritto ereditario dobbiamo avere mogli, figli e nipoti (vedi Modena), a ricoprire ruoli istituzionali? Siamo seri e smettiamo di sorprenderci, di stupirci e di fare i moralisti del quartierino, o meglio, della cattedra. Personalmente considero la raccomandazione un bene se serve a mettere nel posto giusto una persona onesta e competente e in Italia, per fortuna, ce ne sono ancora tante. La considero immorale e una iattura, se serve a mettere dietro una scrivania un cretino, imbecille, deficiente e fannullone. 

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