“Concerti al Centro”

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Concerti al centro

Il Concerto di chiusura della stagione 2021 – 2022 del Centro VVV di Fiorano Modenese si è tenuto il 5 maggio.

È stato preceduto, alle ore 20.00, da una performance delle allieve ed allievi del M° Gen Llukaci che si sono esibiti con le coreografie delle ballerine della scuola di danza Balancè di Fiorano ed ispirate al tema della serata. Una dimostrazione scelta per aprire il Concerto, ma anche per stimolare gli studenti di musica ad affrontare il pubblico ed imparare a controllare l’ansia da prestazione. Il M° Llukaci ha voluto offrire l’opportunità ai suoi allievi di mostrare alle famiglie ed ai presenti i loro progressi in mesi di studio e dedizione.

In un ambiente caldo, ovattato, con i profumi e i sapori di un sapere diffuso, le luci abbassate per consentire al vibrare delle candele di creare atmosfera, e con le pareti addobbate, di quadri o di fotografie, sempre accogliente pulito ed ordinato, ci si sente bene, si rinfranca il cuore e si arricchisce lo spirito.
Un gran bel posto per trascorrere in armonia, immersi nel bello, nei sentimenti positivi e nelle proposte più creative, qualche ora della nostra irrequieta esistenza.

Così come ormai d’abitudine, dicevamo, anche giovedì scorso qualche momento prima dell’inizio del Concerto si sono quindi esibiti gli allievi del Maestro Llukaci: dai più grandi ai più piccini, ci hanno catturato per la loro preparazione e con la caparbietà di chi vuole esserci, ci hanno proposto brani di tutto rispetto, iniziando con un “Inno d’Italia” eseguito da una bambina di origini polacche, all’insegna della pace e dell’unità.

Le ballerine della Scuoladi danza Balancè ci hanno presentato performance del tutto diverse tra loro, ma altrettanto piacevoli e stimolanti. 

Alle ore 21.00 si è tenuto il Concerto programmato: la soprano Antonella de Gasperi, il baritono Fabrizio Macciantelli, e i Maestri: Gen Llukaci al Violino, Denis Biancucci al Pianoforte e Claudio Ughetti alla Fisarmonica ci hanno intrattenuto nel loro nuovo show: “Cavalli di Battaglia”, ovvero il meglio dell’Operetta italiana e della musica di tutti i tempi.

lirica
duetto

È stato un vero spasso, nella meravigliosa cornice creata delle foto di Paolo Cudini, appese alle pareti come ulteriore arricchimento di uno spazio sempre grazioso ed accogliente, farsi condurre dalle musiche balcaniche di Bregovic ai valzer più famosi, inframezzati dai sorrisi che i due attori e cantanti ci hanno fatto vivere attraverso uno scheck piuttosto che in una ironica interpretazione dei brani più comici ed allegri del repertorio operettistico.

Con questo appuntamento, dicevamo, si è chiusa la lunga stagione 2021 – 2022 del Centro Via Vittorio Veneto (Centro VVV) per dare appuntamento ai propri affezionati all’autunno prossimo, con i consueti giovedì al Centro.

pianista

Gli organizzatori hanno ringraziato l’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco Francesco Tosi e della vicesindaco, nonché assessore alla cultura: Morena Silingardi, il Comitato Fiorano in Festa nella persona di Sergio Romagnoli, il Forum delle associazioni nella persona della sua

presidente: Tina De Falco, il direttore artistico del Centro VVV: Gen Llukaci, il fotografo Corrado Corradi, l’attrice Franca Lovino, e il prof. Claudio Corrado, gli sponsor e coloro che hanno reso possibile tutto questo.

tenoresoprano

Un sentito ringraziamento è stato poi rivolto ai genitori degli allievi ed al pubblico presente, che intervenendo con rigore e precisione, appuntamento dopo appuntamento, ha contribuito allo svolgersi regolare degli incontri prestabiliti

Ed ora si possono fare un po’ di bilanci, in questo terzo anniversario dalla apertura del Centro VVV si può pensare che chi ha fortemente voluto la realizzazione di questo sogno, abbia avuto coraggio e determinazione.

duo che canta

Non sono stati anni favorevoli, né per fare cultura, né per i teatri o centri di aggregazione.
Col covid abbiamo imparato a vivere d’essenziale ed a rintanarci nella nostra “confort zone” non appena espletato le occupazioni indispensabili.

pubblico

Il 2020 ed il 2021 a causa del coronavirus si è tutto trasformato, sono state stravolte le nostre abitudini e le nostre esigenze di incontro e socialità, abbattendo il senso di comunità, vicinanza e condivisione. Ricordiamo che non solo ha determinato la chiusura delle scuole, ma ha portato al blocco delle attività culturali, delle proiezioni cinematografiche e degli spettacoli a teatro, “Sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”, si leggeva nel Dpcm del 4 marzo 2020 con misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del coronavirus. 

violinisti

In questo clima generale, gli artisti, i relatori e tutti coloro che si erano fino ad allora prodigati per regalarci qualche momento per nutrire lo spirito, si sono trovati a vivere momenti molto complicati, completamente dimenticati dall’opinione pubblica concentrata sul numero dei morti o sulle scene raccapriccianti di camion carichi di bare….. La condizione degli artisti, costretti a fermarsi, si sono sentiti talvolta esclusi, talora abbandonati, ha fatto emergere la criticità di una categoria priva di tutele, ammortizzatori sociali, cassa integrazione.

Come ben ricorderemo, al Centro VVV le programmazioni previste sia per la stagione 2019/20 che 2020/2021, nonostante le imposte “chiusure” sono state rispettate tutte, magari posticipando qualche data, ma gli artisti coinvolti hanno lavorato con gli eventi in cartellone, appuntamento dopo appuntamento, e

musicisti

questo nel rispetto di professionisti che se non avessero lavorato non avrebbero ricevuto alcun risarcimento, dato che per loro, il lavoro perso è lavoro perso e nulla lo fa più tornare.
Il Centro VVV è stato un “porto sicuro” un luogo dove rifugiare l’anima per un paio d’ore alla settimana, sia per chi veniva ad ascoltare un relatore, piuttosto che un concerto, sia per gli artisti, certi che l’impegno sarebbe stato rispettato.

soprano

Quello che gli organizzatori degli eventi al Centro VVV hanno inteso contrastare era che la pandemia Covid19, oltre a essere una malattia organica del corpo individuale, non si fosse trasformata in una malattia sociale, un’infezione che intaccasse i fondamenti, delle relazioni fra le persone, dei legami di identità e di appartenenza, dei rapporti con lo spazio pubblico e con i luoghi dell’aggregazione. Ha voluto fermamente credere che solo stando insieme, si è in grado di rispondere ai bisogni rispetto all’individualismo.

Ora, nostro malgrado, nonostante le nostre lecite o poco lucide resistenze personali a uscire da una zona di comodità, è giunto il momento di reagire. I rapporti fra Stati si sono via via modificati per rispondere coesi alla pandemia, ed ora si trovano a dover affrontare un conflitto tra Paesi vicini, grave e doloroso.

panoramica

Oggi, anche per le persone, sempre più, è indispensabile accelerare il processo di adattamento messo in atto da una crisi, separandoci da una parte di noi non più funzionale per adeguarci a quello che accade.

Ed allora, in questa incertezza, in questa incapacità di vedere la fine di situazioni così terrificanti, vale ancora la pena tornare alle fondamenta, e riprendere i valori che ci vengono trasmessi dalla letteratura e dall’arte, ancora oggi intramontabili e straordinariamente attuali che non finiscano mai di insegnare qualcosa che vada al di là dell’informazione sterile e del mero nozionismo ma che venga recepita come insegnamento perenne per le menti ben disposte a coglierli. Nel 1869 lo scrittore russo Fedor Dostoevskij fa dire al personaggio protagonista del romanzo “L’idiota” una frase davvero incredibile, che induce ad una riflessione immediata: «La bellezza salverà il mondo». Proprio così, ancora oggi possiamo affidarci alle convinzioni più profonde e credere che solo l’arte, la bellezza e la cultura potranno esserci di sostegno per contrastare le ferite ed i dolori di un lacerante momento di sofferenza, collettiva e globale.

gruppetto

Dobbiamo prendere coscienza che sono i rapporti interpersonali che ci permettono di crescere e di essere sempre più pienamente noi stessi, e che solo coltivando e frequentando gli altri che si migliorano la nostra salute fisica e psicologica, ancor di più condividendo momenti appassionanti, partecipando ad eventi dal vivo dove l’arte e la professionalità dell’artista arrivi, venga condivisa, ci commuova, coinvolga l’anima. Dobbiamo permettere a noi stessi che musiche ben interpretate da una voce piuttosto che da uno strumento, ci prendano per mano e ci conducano nelle recondite vie delle emozioni e dei sogni più evanescenti, per farci vivere dimensioni uniche ed irripetibili, onde ricorrere ad esse ogniqualvolta un turbamento o una delusione ci rattristano o ci affliggono.

ringraziamenti

È certamente questa la via che potrà indicarci, con speranza e convinzione, la chimera di un mondo sano, dove chi investe in cultura non investe egoisticamente solo per sé stesso, ma apre anche un conto in banca per l’intera umanità, capitalizza su un futuro dove valori come conoscenza, sviluppo, rispetto, integrazione, accoglienza, vita, abbiano nuove risorse a cui attingere. Se la cultura è sviluppo, e se sviluppo significa futuro, sarà solo la cultura a poterci garantire un domani, il migliore che ci si possa immaginare.

Ecco, chi sostiene il Centro VVV di Fiorano Modenese, muove da questo presupposto, ossia dalla volontà di investire sul futuro, un futuro migliore, per tutti noi.

E come sempre: ad majora!

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