Con tante case nuove vuote perchè continuare a costruirne?

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Se Modena è in pole position, in Emilia Romagna, nella classifica delle case nuove invendute e addirittura al primo posto in Italia per gli sfratti causati da morosità, va da sè che il problema della casa, per due diverse serie di ragioni, sta (o dovrebbe stare!) al primo posto nell’agenda della Giunta. È evidente, invece, che le politiche abitative sin qui messe in atto da una sinistra che da oltre 60 anni governa incontrastata la città e la provincia non sono state le più adatte a rispondere alle esigenze della gente.

Eppure, si continua a sventrare vecchi edifici e progettare residenza e direzionalità (ma dove sono tutti questi professionisti bisognosi di uno studio?) e a pensare a una città di maggiori dimensioni dell’attuale.

Negli anni 70, il sindaco Germano Bulgarelli, il più realista con il suo predecessore Rubes Triva fra tutti quelli succedutisi in piazza Grande, dimensionò Modena a 180.000 abitanti, tetto che la città ha appena superato lo scorso anno.

Spingere oltre i suoi confini, come qualcuno vorrebbe fare, non ha senso, se è vero come vero che ci sono tanti appartamenti nuovi in attesa di compratori o affittuari. È preoccupante anche l’alto numero degli sfratti, perchè significa che gli occupanti non riescono a far fronte alla pigione.

Si tratta, allora, di un fenomeno che va visto in un’ottica diversa.

C’è da chiedersi, infatti, come mai i Comuni della cinta attorno a Modena sono diventati i più appetiti per le giovani coppie e i singles.

Se la nostra amministrazione vuole fare concorrenza a Bastiglia, Formigine e Soliera deve attuare una politica di contenimento dei prezzi delle aree, solo annunciata.

Per ora, passando davanti ai numerosi cantieri che punteggiano la città, si vede in crescita quasi esclusivamente edilizia di prestigio, non certo alla portata di quelli che non riescono né a comprare le case nuove vuote né a pagare la pigione ai proprietari di quelle in affitto.

Rivediamo i sogni di gloria, manteniamo a Modena la dimensione che le appartiene, puntiamo sull’edilizia economica convenzionata e popolare. Altrimenti nelle ristrutturazioni d’importanti pezzi di città, come l’ex Manifattura Tabacchi e  il vicino TOF, finiranno per insediarsi soltanto centri commerciali, parcheggi e lussuose sedi d’istituti di credito. Com’è già successo anche all’ex Questura

 

Sandro Bellei

Consigliere comunale in Modena

Vice capogruppo di Lega Nord

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