Con queste elezioni avremo un premier o un curatore fallimentare?

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Personalmente ritengo che l’espressione del voto sia un nostro diritto costituzionale e, quindi,
da tutelare oltre che esercitare. Purtroppo, gli schieramenti politici di sinistra, destra o centro,
hanno partecipato attivamente a creare scompiglio.

Manca ormai meno di una settimana al risultato di queste elezioni in cui abbiamo assistito a una campagna elettorale che, per usare un termine elegante, è pari all’odore che si sprigiona dal letamaio di un’azienda agricola medio-grande. Ora, io mi domando per quale motivo una persona di media cultura dovrebbe, in una giornata di festa dopo una settimana di lavoro (ammesso che abbia uno) recarsi a votare. Personalmente ritengo che l’espressione del voto sia un nostro diritto costituzionale e, quindi, da tutelare oltre che esercitare. Purtroppo, gli schieramenti politici di entrambe le parti, sinistra, destra o centro, hanno partecipato attivamente a creare scompiglio. Direi che la sinistra, principalmente, ha vinto il premio sulla disinformazione e sulla correttezza delle espressioni usate. Vengo e mi spiego. Stiamo martellando tre milioni di giovani, che per la prima volta si recheranno al seggio per esprimere il loro parere, generando nelle loro menti una confusione a partire da quella geografica. Ora, ho cercato anche sull’atlante qualche riferimento geografico relativo all’affermazione del professor Enrico Letta secondo cui la città di Monza risulta essere la capitale dell’Europa. Sono risalito fino al Sacro Romano Impero ma non ho trovato nulla. Stessa cosa riguarda Pontida, in quanto la persona sopracitata l’ha definita provincia ungherese. Bocciato in geografia e con lui l’attuale governatore della Puglia Michele Emiliano, che definisce la sua regione “la Stalingrado d’Italia” (dimenticando che il nome di quella città è quello di un dittatore e che gli stessi russi in data 1961 hanno cambiato in Vovograd, vergognandosi delle porcate compiute dall’uomo cui era stata dedicata il capoluogo). Sempre lo stesso rappresentante governativo, per abbassare i toni di una competizione elettorale già abbastanza sopra le righe, se n’è uscito con la frase, riferita alla destra:- …dovranno sputare sangue… -. Che ineleganza, a dir poco, da parte di un uomo che dovrebbe rappresentare tutta una regione indipendentemente da quello che una persona vorrebbe votare. Inoltre, il giorno dopo, molto goffamente, il personaggio in questione cercava di annacquare l’affermazione, facendo la figura di gatto Silvestro che tentava di aggrapparsi a un vetro, scivolando lentamente e, per decenza, non dico dove. Passando poi alle promesse elettorali, si sfora nel ridicolo. L’affermazione del così detto avvocato del popolo, tale Giuseppe Conte, sul reddito di cittadinanza, si può configurare come un vero e proprio voto di scambio tale da far apparire le promesse fatte durante le campagne elettorali passate (scarpa destra prima del voto e sinistra a vittoria ottenuta) da Achille Lauro, come se “ o Comandante” fosse un dilettante allo sbaraglio. E ancora: con tali affermazioni non è che ci ritroveremo con un’Italia spaccata in due? Questa promessa elettorale rischia di dividere la nazione in due parti. Al nord e in parte al centro, pochi voti ai sanculotti grillini, mentre al sud, isole comprese, il pieno. Non dimentichiamoci che l’armatore napoletano pagava tutto di tasca propria, mentre questi usano i soldi statali: cioè i nostri. Altro che propaganda elettorale! Attenzione, ci terrei che passasse il messaggio che sono contrario al reddito di cittadinanza, solo per i fannulloni!

Chiudiamo con un po’ di malinconia. L’altra notte mi sono svegliato, dopo aver ascoltato la Giorgia nazionale che descriveva il suo programma politico, in un bagno di sudore. Non si trattava di un semplice risveglio dopo un brutto sogno, ma di un vero e proprio incubo. Brevemente: vedevo tre persone in una stanza. Una l’abbiamo già citata l’altra era Ursula von der Leyen e  Christine Lagarde. Giorgia stava spiegando a entrambe che la situazione italiana era molto precaria non solo dal punto di vista economico, e, per quel che ricordo, richiedeva l’intervento di tutti gli stati europei per bloccare sulle sponde libiche il flusso immigratorio verso l’Italia che sta trasformando il nostro paese in una brutta area di parcheggio mentre un intervento nelle zone di partenza potrebbe risolvere la situazione. Le due donne forti dell’Europa unita, che poi tanto unita non è, ascoltavano. Finita l’esposizione della situazione, non passarono più di cinque secondi prima che Ursula si alzasse dicendo: – Cara Meloni, sul punto dell’immigrazione lasciamo stare, altrimenti vi facciamo fare la fine della Grecia. I migranti ve li tenete tutti voi, o niente soldi -. 

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