COMITATI E ISTITUZIONI

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Ecco perchè siamo scontenti

Nei giorni scorsi il Coordinamento dei Comitati cittadini per la sicurezza ha preso pubblicamente le distanze da noi.

Probabilmente ciò è stata la conseguenza di un errore nel titolo di un nostro comunicato commesso da parte di un quotidiano locale che non ha indicato correttamente la nostra denominazione, cosa di cui peraltro subito ci siamo premurati di richiedere rettifica.

Tuttavia quanto comunicato dal Coordinamento ci pare la miglior dimostrazione, per chi non l’avesse ancora inteso, che, contrariamente a quanto gran parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica pare credere, i Comitati non rappresentano affatto “tutti” i cittadini.

D’altra parte, ne’ i rappresentanti dei Comitati, ne’ quelli del loro Coordinamento sono stati eletti con regolari consultazioni e desidereremmo pertanto sapere come mai, sia dai media, sia dalle istituzioni, essi siano accreditati di tanta autorevolezza.

Non ci piace la situazione che a poco a poco si è venuta a determinare nella nostra città: istituzioni e forze dell’ordine sembrano spesso dare maggiore ascolto solamente a chi si qualifichi come appartenente a qualche comitato.

Così a volte può capitare che gli operatori dei centralini delle forze dell’ordine non tengano nella dovuta considerazione le richieste di intervento o le segnalazioni che i singoli cittadini sono costretti a fare o che tentino di “rabbonirli”, e che citando i Comitati si ottenga più attenzione.

Ciò può avvenire anche per le richieste di appuntamento coi responsabili delle forze dell’ordine, quasi non fossero funzionari pubblici al servizio di tutti i cittadini.

Questa sorta di “istituzionalizzazione” dei Comitati fa sì che addirittura essi si sentano autorizzati ad intervenire al posto di altri soggetti.

 Col nostro precedente intervento avevamo criticato l’atteggiamento di chiusura del SULPM nei confronti della richiesta di estendere ogni giorno i turni della Polizia Municipale fino alle 03:00.

Avevamo espresso questa critica perché dopo oltre un mese dalla notizia dell’estensione dei turni, per la seconda volta il SULPM si era espresso negativamente, dandoci l’impressione di non tenere in debito conto ne’ le necessità dei cittadini, ne’ i sacrifici che debbono attualmente affrontare le altre forze dell’ordine, caratterizzate da carenze di organico e mezzi di cui la Polizia Municipale soffre in misura molto minore.

Senza tener conto, tra l’altro, che noi avevamo fatto questa richiesta fin dall’estate scorsa.

Ebbene: non abbiamo ricevuto osservazioni ne’ richieste di chiarimento direttamente da parte del  SULPM, come semmai avremmo potuto attenderci, e interviene il Coordinamento dei Comitati?

 Ora il Coordinamento dei Comitati si occupa anche questioni sindacali, e pare schierarsi dalla parte del SULPM anziché tutelare i diritti dei cittadini in materia di sicurezza?

Sarebbe il colmo: Comitati che dicono battersi per i cittadini, ma che difendono posizioni di chiusura di sindacati contro quelle dei cittadini che richiedono che in condizioni di emergenza tutti si comportino con la rapidità e la decisione che l’urgenza richiede?

Desideriamo ricordare ancora una volta che siamo all’8° posto in Italia e al 2° in Emilia-Romagna per pressione fiscale e che non ci fa piacere dover scendere per la strada o dover rubare tempo alle nostre famiglie o al nostro lavoro per dover chiedere continuamente che dei nostri diritti fondamentali siano rispettati.

Per questo vorremmo decisioni rapide e concretezza, provvedimenti tali da farci percepire i servizi erogati dall’Amministrazione come consoni al carico fiscale che grava su di noi.

Ed essere ascoltati.

Diversamente continueremo a protestare.

A Garagnani, che sostiene di aver svolto un grande lavoro, pur riconoscendogli un impegno che pur non avendo prodotto ai nostri occhi grandi risultati negli ultimi mesi, gli dev’essere attribuito, vorremmo anche osservare che, comunque, le misure relative ai turni della Polizia Municipale, pur se attualmente necessarie (così come lo sarebbe un richiamo ad esse per un rinvigorito impegno a far rispettare il Regolamento di Polizia Urbana di Modena), non rappresentano che un trattamento sintomatico del problema.

Per risolverlo occorre ben altro, sia a livello nazionale che locale: agir
e al fine di ridistribuire sul territorio, eventualmente legiferando a livello regionale e comunale, per quelle che sono le competenze del decentramento amministrativo, al fine di eliminare alla radice le problematiche che stanno alla base della situazione attuale.

Dal canto nostro stiamo lavorando per eliminare i ghetti esistenti (non solo per evitare di formarne di nuovi in futuro, come qualche esponente dei Comitati da tempo si limita a richiedere), perché siamo convinti che ridistribuendo sul territorio comunale le attività gestite da immigrati al fine di ottenerne una densità uniforme, si possa arrivare a risolvere molti dei problemi che una loro eccessiva concentrazione in un unico luogo comporta.

Quando il progetto sarà meglio definito, inviteremo anche i Comitati a fare la loro parte, se lo riterranno opportuno.

Per concludere, a Luca Bagnoli, che ha ribadito l’apoliticità dei Comitati, rispondiamo che fortunatamente avremo abbastanza presto uno strumento per verificare che tutti, all’interno di essi, non abbiano intenzioni differenti dal lavorare civicamente per il bene comune: l’anno venturo si terranno le elezioni amministrative e tutti potremo prendere atto dei candidati.

Fino a quel momento Luca Bagnoli ci perdoni, ma alcuni comportamenti e certi trascorsi politici di qualcuno ci rendono scettici al riguardo.

Siamo scontenti.

Lo siamo per molte ragioni, non solo legate alla sicurezza della città: ci sono vari altri argomenti che ci interessano e di cui ci occuperemo, come la sanità, ad esempio.

Con senso civicamente critico e costruttivo, apartitico: confidiamo che i media e le istituzioni ci ascoltino e ci diano spazio, perché siamo stanchi, oltre che scontenti, che a parlare siano sempre gli stessi e che i problemi si trascinino in infinite discussioni senza essere risolti.

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