Come si elimina la democrazia

Condividi su i tuoi canali:

Ovvero, far digerire agli italiani, senza olio di ricino e manganello di essere comandati da una minoranza politica. Berlusconi da l’addio al Milan. A quando quello a Forza Italia? 

Il vero appuntamento elettorale per il 2016, a mio avviso, non sarà sicuramente il voto per le comunali, anche se questo riguarda grandi città tra cui la capitale, ma il referendum di ottobre per abrogare il nuovo sistema elettorale chiamato Italicum e partorita dalla coppia Renzi-Boschi. In effetti, non c’è in gioco solo la democrazia, ma la stessa nazione. Se dovesse passare il nuovo sistema elettorale, ci troveremmo di fronte a una minoranza che porterebbe definitivamente l’Italia fra i paesi del terzo mondo riducendo ulteriormente le magre risorse per i suoi cittadini. Non si tratta di essere razzisti: si tratta di essere realisti. Se è vero che la Germania è disposta a stanziare oltre 94 miliardi di euro per l’accoglienza profughi, noi dove li troviamo? Temo non ci si renda conto che con molto meno di quella cifra si potrebbe costruire campi d’accoglienza in Africa. Oh forse è una semplice boutade della Cancelliera in attesa che passi l’estate? No, io credo più realisticamente che sia un prendere tempo per cercare di trovare una soluzione che favorisca le nazioni del Nord, in attesa di chi vincerà la corsa per la poltrona alla Casa Bianca. Intanto, però, quelli che arrivano ve li tenete voi!  Al di là dalle idee politiche che ognuno di noi può avere, è bene che le persone sappiano che rischio si corre. Ma, avremo tempo di riparlarne.   

Dopo quanto sopra scritto, mi viene spontaneo parlare di eredità politica. Silvio Berlusconi sta trattando la vendita del Milan, sollecitato dalla famiglia che non vuole più buttare soldi in un’impresa, che se tutto va bene (grazie ai nuovi e ricchi imprenditori asiatici che vorranno investire in una campagna acquisti onerosa), darà utili fra 3/5 anni, a essere ottimisti. È giusto un ritiro, sicuramente sofferto e doloroso, ma in parte ammorbidito da una cascata di milioni che lo ripagherà, non completamente, di quelli spesi. I milioni che mancheranno saranno ricompensati dalla soddisfazione di avere portato il club rossonero ai più grandi livelli mondiali della storia del calcio italiano. Si parla anche della messa in vendita di alcuni immobili importanti di sua proprietà, tra cui la villa di Porto Rotondo.  Ciò vuol forse dire che l’uomo che per più di 20 anni è stato, nel bene e nel male, nella storia politica italiana (quella da imprenditore è ancora più lunga), si voglia ritirare dalla scena pubblica. Il passare degli anni è ineluttabile! Da uomo lungimirante in queste dismissioni vede anche la sopravvivenza dell’impero da lui creato evitando sicuramente punti di frizione tra i figli e nipoti. Viene spontanea una domanda. Che fine farà Forza Italia o ciò che ne rimane? Chi ne beneficerà dalla sua dissoluzione? Nelle elezioni politiche del 2013, FI elesse alla Camera dei Deputati 97 onorevoli (21,97%). Oggi ne sono rimasti 53. Da notare che i sondaggi danno al partito del Cavaliere un bel passo indietro al 12.6%. Chi ne ha beneficiato di questo calo di consensi? La Lega? Forse, grazie anche al suo leader e pochi altri che riescono a parlare al grande pubblico. In effetti, dietro di loro c’è il nulla. Fra il voto di protesta e uno di consenso, però, c’è il mare. Sicuramente non se n’è avvantaggiata FdI-An, data fra il 3,6 e il 4%, che lo ripeto da qualche tempo, non ha saputo cogliere al volo il Le Pen pensiero e nella storica Bolzano dei fratelli Mitolo è superata da Casa Pound. Che il partito sia in difficoltà lo dimostrano anche il fatto che, al momento, anche a Milano non è riuscito a presentare una lista.

Un errore formale? Scherziamo!

Non siamo a dilettanti allo sbaraglio. Ecco perché mi pongo la domanda a chi andranno i voti di FI dopo che il leder storico si sarà definitivamente “pensionato”? Contemporaneamente ci sarà posto al centro per un partito con a capo un solo uomo o una sola donna? O forse è meglio cercare di rivitalizzare una destra che ora manca?

Ai posteri l’ardua sentenza.

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

“Lei non sa chi  sono io”

Quando   qualcuno ritiene che gli siano  dovuti privilegi o cure speciali, impunità compresa, ricorre all’espressione  che ho scelto come titolo e che  può essere declinata

C’era una volta il medico di famiglia

Le decisioni del Governo per accorciare le liste d’attesa, se incideranno relativamente sulla loro lunghezza, sono almeno un segnale d’attenzione alla crisi della sanità italiana. Le opposizioni gridano

La Corsa più bella del mondo 

La Corsa più bella del mondo torna dall’11 al 15 giugno con una cavalcata di 2200 chilometri che le magnifiche vetture costruite fra il 1927 e il 1957 percorreranno in cinque tappe, come da format inaugurato lo