Colpo di Stato: 8 giorni a Natale 2016

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Quando la fantasia anticipa il futuro e rispecchia la realta’. Senza tanti giri di parole in un libro viene spiegato il futuro della nazione e oltre.

 


Fare la cronaca della presentazione di un libro senza averlo letto, è molto pericoloso, in primis perché si rischia di generare, in chi legge, attese che poi vanno deluse. Questo, però, è normale nel grande circo della comunicazione telecomandata che impera nel mondo dell’informazione. Un circolo chiuso nel quale se sei inserito puoi scrivere delle sciocchezze, che sono poi vendute come capolavori. Naturalmente, se non sei nel giro, sei automaticamente cassato, anche se il libro è interessante. Avevo già letto il romanzo Colpo di Stato: 8 giorni a Natale 2016 e quindi sono andato venerdì 28 aprile al prestigioso Salotto Culturale Aggazzotti per sentire le ragioni che hanno indotto un collega a scrivere un fanta politico, che descrive il difficile rapporto che esiste fra persone, che hanno culture e religioni diverse. Per semplificare: Occidente e Medio Oriente.

Un romanzo che, come spiega l’autore, si avvicina più alla letteratura americana di spionaggio, azione e avventura come i romanzi di Clive Cussler, Tom Clancy, o del francese Gerard de Villiers che tanto successo hanno dal punto di vista delle vendite cartacee e che spesso sono riproposte sul grande – piccolo schermo. 

A fare gli onori di casa Sabrina Gasperini infaticabile creatrice d’eventi del Salotto che ha presentato l’autore Massimo Nardi e il giornalista di Modena Today Francesco Baraldi che aveva il compito di introdurre l’argomento e pungolare con precise domande l’autore. 

Un libro, che, come ha spiegato l’autore è stato scritto nel 2011 e pubblicato nel 2014, anticipando eventi poi realmente accaduti dal golpe militare in Turchia, che purtroppo, a dir suo, è fallito, aprendo così una nuova era in una nazione del Medio Oriente che ha conosciuto la laicità dello Stato e adesso va verso la china di una dittatura religiosa molto preoccupante. Naturalmente è finita come doveva finire. Sarà stato per le domande, ma lo spazio fra la fantasia e la realtà è stato in sostanza annullato. Siamo così entrati nel merito dell’immigrazione selvaggia e imposta per dovere civico. Dati alla mano, l’autore ha spiegato che questo fenomeno mette in pericolo la sicurezza, non del semplice cittadino, ma dello stesso Stato. Di come nel giro di pochi anni potremmo ritrovarci 1.250.000 persone che vagano per le strade d’Italia: persone che, come dice lo scrittore, sono più abili a usare il coltello che la penna. Naturalmente, questo costerà una cifra esorbitante che ricadrà sulle tasche dei poveri italiani tagliando così numerose risorse, specialmente quelle destinate a pensionati e disoccupati. 

Ha smontato luoghi e affermazioni della sinistra (quella più radicale), sull’accoglienza, ironizzando sulla frase della Presidentessa della Camera Laura Boldrini che dice che chi sbarca sono i nostri fratelli e sorelle. Suoi! Nardi Massimo tiene a sottolineare, soprattutto in questo caso, che è figlio unico. Non c’è n’è solo per la sinistra, ma anche per la così detta destra italiana tesa soprattutto a badare al proprio orticello, nel prepararsi a prendere sedie e poltrone alle prossime elezioni, sprecando così tempo prezioso, specialmente in ambito locale, al fine di cercare il protettore di turno a Roma, evitando invece accuratamente di aggregare nuove forze, timorosi di perdere l’eventuale cadrega. A livello nazionale questi partiti sono liquidati con la frase: – La Francia a Marine Le Pen, noi abbiamo Salvini e la Meloni-, a distinguere l’effettiva caratura e diversità di visione politica fra i vari movimenti. Terminando, l’autore auspica che nasca un movimento d’opinione con solide basi nazionali, inclusivo di persone provenienti da diversi percorsi, che faccia realmente gli interessi del popolo italiano. Non manca lo spunto polemico nei confronti della stampa amica e di movimenti politici che potevano aiutare la distribuzione del libro e cioè: – Un silenzio tombale -, che avvalora quanto detto sopra. Ognuno pensa al proprio orticello personale e la nazione, forse, viene dopo. Si passa poi alle informazioni, e qui l’autore si toglie qualche sassolino dalle scarpe, riferendo, che non ha trovato un minimo di pubblicità da parte dei giornali definiti di destra, portando ad esempio uno scrittore  francese, Michel Houellebecq che ha pubblicato in Europa nel 2015 il libro Sottomissione, che tratta in parte lo stesso argomento.   

Un’ora e quaranta minuti volata via, fra tragiche e amare verità che purtroppo non cambieranno il futuro dell’Italia. In fondo, la verità sta nella chiusura dell’autore:

– Chi può si compri un buco all’estero. I ricchi l’hanno già fatto -. 

 

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