Colpo di Stato: 8 giorni a Natale 2016

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Questo è un libro di “fantapolitica”, sperando che il suo contenuto non sia un messaggio premonitore per l’avvenire dell’Italia. I protagonisti sono di pura fantasia. Qualsiasi riferimento a persone vissute o viventi è del tutto casuale.

Massimo Nardi, scrittore per caso. Da sempre appassionato di storia e di politica. Ama scavare negli archivi storici della seconda guerra mondiale, detesta i luoghi comuni e il modo in cui certi episodi della nostra storia siano liquidati in modo alquanto opportunista e allineato. Vale a dire: i vincitori hanno sempre ragione. Opinionista della rivista di Profilo Donna, nel 2013 ha pubblicato il libro 10 anni in Profilo Donna. Per cinque anni ha scritto per un quotidiano modenese. Ora scrive per il settimanale on line Da Bice si dice. Colpo di stato è il suo primo romanzo di fantapolitica.

 

Molte volte la fantasia anticipa la realtà. Prendiamo ad esempio Jules Verne, classe 1828, prolifico autore di libri d’avventura, fra i quali basti ricordare Dalla Terra alla Luna e Ventimila leghe sotto i mari. “Una fantasia che, nel 1969 – più di cent’anni dopo –, divenne realtà”, con i primi passi di Neil Armstrong sul suolo lunare.

Colpo di Stato: 8 giorni a Natale 2016 vuole essere semplicemente questo: un libro di “fantapolitica”, sperando che il suo contenuto non sia un messaggio premonitore per l’avvenire dell’Italia. I protagonisti sono di pura fantasia. Qualsiasi riferimento a persone vissute o viventi è del tutto casuale.

 

La trama, racchiusa in un periodo assai breve, otto giorni, narra della resa dei conti fra Iran, Israele e Stati Uniti d’America, ovvero il momento in cui l’Iran porta a termine il suo programma nucleare per impiegarlo contro Israele. Grazie a questa sua superiorità l’Iran dà vita anche a una politica d’aiuto alle frange estreme dell’Islam, appoggiando la nascita della Federazione islamica che si propone di dominare il mondo. L’aspetto più preoccupante è dato, tuttavia, dal fatto che sciiti e sunniti siano arrivati a una tregua, anche se fragile. Risultato di ciò, negli Stati del Golfo Persico, eccettuati solamente Arabia Saudita e Qatar, è la caduta dei governi filo-occidentali, sostituiti da altri di matrice religiosa integralista.

Di fronte a tale minaccia gli U.S.A., con il nuovo presidente, decidono di prevenire una possibile guerra nucleare, seguendo due binari. Uno militare, il secondo diplomatico: rivolgendosi ai politici moderati costretti all’esilio.

In questo intreccio s’inserisce la nostra nazione. La grave crisi economica che ha colpito l’Italia, unitamente ad altri Paesi dell’Unione Europea, il flusso, oramai ininterrotto, di stranieri sul nostro territorio. E ancora, il default, con la conseguente uscita dall’UE e il legame, per la sopravvivenza con i paesi arabi, fornitrice di energia; rapporto che viene però pagato con la concessione, sul nostro territorio, di usi e costumi che nulla hanno a che vedere con la nostra tradizione.

 

I personaggi interessati, legati tra loro da un filo rosso, sono militari appartenenti all’Arma dei Carabinieri e alla Polizia di Stato, oltre che all’Esercito, politici e civili, alti prelati del Vaticano, servizi segreti di diverse Nazioni (CIA e Mossad su tutte), hezbollah, pasdaran e basiji.

Volutamente mi sono proposto di adottare una prosa semplice, quasi giornalistica, e, mi auguro, accattivante e vibrante. È un libro pensato per una platea di lettori di tutte le età: dai giovani, oggigiorno alquanto refrattari alla politica e disinteressati agli stravolgimenti del mondo che li circonda. Ai meno giovani, che già tante esperienze hanno vissuto dopo gli orrori della guerra, con il progressivo mutare dello Stato italiano, ormai in una situazione di endemica crisi, sotto le spinte della globalizzazione che, ha investito l’intero globo terraqueo.

Tutto ciò con la viva speranza di suscitare nel lettore la voglia e il desiderio di riflettere.

 

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