Colori della città

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“Modena come molte città italiane sta cambiando, ma non si può pensare di tornare al tempo dell’età della pietra rasando tutto ciò che è nuovo e non piace.”art. di C.V.

A chi non piacerebbe vivere in una città con casette basse circondate da giardino e lunghi viali alberati come si vedono nei telefilm americani, solo a pochi piacerebbe vivere in grattacieli e palazzoni ed è comprensibile, ma se l’urbanistica di ogni città si sviluppasse in tal senso oggi non vi sarebbe spazio per tutti.

La terra da destinare all’agricoltura, all’allevamento e al mantenimento delle ormai sempre più rare foreste originarie o di quelle da rimboscamento programmato non esisterebbe.

Modena è una città che negli anni del primo dopoguerra ha conosciuto il boom industriale: in molte zone si possono ancora vedere resti di queste fabbriche antiche, nate assai prima tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900.

Altri stabilimenti invece sono in fase di abbattimento oppure negli anni 2000 sono stati completamente abbattuti perché sulle aree erano già stati approvati progetti edilizi.

Nel frattempo i capannoni dismessi, i fabbricati annessi in fase di ristrutturazione sono tutt’ora ricovero di sbandati ed extracomunitari clandestini.

Non entro nel merito se sia giusto o meno costruire quando ci sono tante case sfitte, perché bisognerebbe ampliare il discorso alla crisi attuale a causa della quale sono stati tolti gli aiuti per chi abita in affitto e ha perso il lavoro. Oltre a valutazioni che si può riservare prossimamente.

Certo è che se si confrontano le zone in cui sono iniziati i lavori di costruzione con quelle dove invece non vi è ancora lo straccio di un’idea attuabile la prima differenza che si vede è l’alta concentrazione in queste ultime di presenze indesiderate ed indesiderabili, oltre all’impressione di chi le vede di totale desolazione ed abbandono.

Mi fa sorridere – ed è un mio personalissimo parere del tutto opinabile – voler demolire fabbricati fatiscenti per fare dei parchi. E’ un sorriso amaro perché questi parchi di sera e forse anche di giorno (come accade per il XXII aprile) potrebbero essere le zone di ritrovo per i tossicodipendenti e i pusher che li riforniscono invece che zona di gioco per bambini e di riposo e sollievo per il resto della cittadinanza. Sarei la prima a voler vedere case basse, aiuole pulite, viali alberati e parchi fioriti pieni di bimbi festanti, mamme accorte, privi di pericoli e anziani che possano passare un po’ di tempo a leggere o a chiacchierare. Questo è un clichè che non è applicabile alla situazione attuale della nostra città oggi.

Sono forse belle e gradevoli zone come quelle delle ex Fonderie o di quell’area tra Via Madonna del Murazzo e Via Compagni che da anni è sede di un acquitrino perché i lavori non sono mai iniziati? Questi sono solo due dei tanti esempi che si possono trovare facendo un giro per Modena, non soffermandosi solo al centro storico.

Ultima considerazione sul nascente museo presso la casa natale di Enzo Ferrari in Via Paolo Ferrari. Per tutti coloro che vorrebbero che questo museo potesse essere visto prima di arrivarvi (e non volando) consiglio di inoltrare le proprie rimostranze al Comune. Per avere questo risultato sarebbe stato necessario un piano che avesse previsto l’abbattimento di tutti gli edifici da entrambi i lati del museo e il relativo innalzamento dello stesso.

Sempre a mio avviso le affermazioni dell’assessore Marino comparse sui quotidiani in merito al termine dei lavori del Museo previsti per il 14/02/2012 sono una gradassa affermazione di un qualcosa che non si può avverare. Poi che si voglia far partire la tappa del giro d’Italia da li e aver terminato la parte esterna del museo (forse) per dare risalto e lustro a Modena, vorrei ricordare che servono anche altri particolari essenziali. Mancano la sicurezza stradale, un piano traffico efficiente ed altre amenità simili.

Modena come molte città italiane sta cambiando, ma non si può pensare di tornare al tempo dell’età della pietra rasando tutto ciò che è nuovo e non piace. Ogni persona ha il suo gusto personale in merito di estetica. Io trovo osceni i condomini di Errenord, il grattacielo dietro la palazzina del Vigarani e i condomini multipiano di Windsor park. Eppure ci sono persone che hanno trovato una soluzione abitativa li e di certo non posso e non devo essere io a decidere dove il mio prossimo debba andare a vivere.

 

 

 

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