Collocazione definitiva della statua di Giovanni Paolo II

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Nel Parco della Rimembranza della Basilica della Beata Vergine del Castello

 

Nel giorno della festa della Beata Vergine del Castello di Fiorano, sabato 8 settembre, al termine della Messa solenne delle ore 11, l’arcivescovo di Modena e Nonantola mons. Antonio Lanfranchi, il parroco mons. Giuseppe Albicini e il sindaco di Fiorano Modenese, verrà benedetta la nuova e definitiva collocazione della statua dedicata a Giovanni Paolo II, che dal Parco della Rimembranza guarda alla basilica.

Come scrive il parroco mons. Albicini: “La statua del Beato Giovanni Paolo II, posizionata nel luogo per cui era stata acquistata, accoglie i pellegrini che salgono e ricorda le parole proclamate con forza dal Papa Giovanni Paolo II nel discorso di inizio del suo pontificato: ‘Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!… Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo’, e ci incoraggia a perseverare nel cammino di fede, senza paura, perché veramente in Gesù troviamo la salvezza, in Maria una madre che ci accoglie e la Chiesa è strumento di salvezza. La statua guarda il santuario e ci invita ad andare da Gesù e dalla Beata Vergine Maria, nella chiesa. Ci eravamo abituati a vedere la statua nel giardino, nella sua sistemazione provvisoria. Il giardino si era riempito di fiori curati con amore, ed era diventato luogo di meditazione e di preghiera. Ci dispiace toglierla dal giardino, ma era stata pensata per la piazza. Vedremo cosa mettere al suo posto. Ora non solo il giardino, ma il piazzale stesso diventa luogo di avvio alla meditazione e alla preghiera”.

Se il Santuario risale al XVII secolo, costruito sulle rovine della preesistente fortezza medioevale per ottemperare al voto fatto alla Beata Vergine del Castello, dipinta con il figlio sul portale dell’antico maniero, il piazzale antistante risale al XX secolo, perché in precedenza, come evidenziano un dipinto processionale ottocentesco e le immagini d’inizio secolo, il colle era ancora un prato verde, con un pozzo e la croce di sasso duecentesca come unici elementi.

Nel Novecento invece è un susseguirsi di opere dentro e fuori la chiesa: vengono completati i cicli pittorici, viene costruito il Parco della Rimembranza nel 1924 in memoria dei caduti della prima guerra mondiale, vengono edificati il Salone del Pellegrino e la Casa degli Esercizi nel 1934, viene realizzato il piazzale, da sempre di proprietà comunale. Successivamente il Parco della Rimembranza subisce modifiche; la scalinata centrale lascia il posto alla scalinata e alla strada laterali. Durante il periodo bellico il sagrato è ricostruito e pavimentato in porfido con le semisfere in pietra, come attualmente si presenta, mentre l’interno del tempio è decorato di preziosi marmi.

L’8 Settembre del 2005, pochi mesi dopo la morte avvenuta il 2 aprile, il sindaco Claudio Pistoni e le autorità religiose intitolano ufficialmente la piazza a Giovanni Paolo II, probabilmente la prima in Italia. “Ogni piazza è un luogo privilegiato di incontro e di espressione della vita sociale, quella del santuario è inserita del complesso monumentale al centro della storia e della cultura fioranese – era la motivazione dell’amministrazione comunale – Contestualmente vogliamo ricordare un grande protagonista del XX secolo, testimone di pace, di solidarietà, del dialogo fra le genti, le religioni, i popoli. Sono valori che il nostro Statuto Comunale pone alla base della nostra comunità e ne indirizza il cammino. Volevamo inoltre mantenere vivo il ricordo di quella splendida giornata del 1988 quando Giovanni Paolo II ha celebrato la Messa nella Pista di Fiorano e, parlando ai lavoratori, ha indirizzato il suo pensiero e le sue preghiere alla Beata Vergine del Castello. La grande devozione alla Madonna che ha caratterizzato il cammino di fede e l’insegnamento del Pontefice potranno così essere ricordati dai pellegrini che salgono alla Basilica”.

L’8 Settembre del 2008, sempre nel giorno di sagra, si festeggia la conclusione del primo stralcio degli importanti lavori di riqualificazione del piazzale, realizzati dall’amministrazione comunale, nell’ambito del più generale progetto sul centro storico fioranese. Durante i lavori sono emersi muri e testimonianze dell’antico castello medievale, oltre a interessanti reperti e oggetti di vita quotidiana.

Il primo maggio del 2011, mentre a Roma si svolge la celebrazione solenne per la beatificazione di Giovanni Paolo II, a Fiorano più di 600 persone sono salite in processione al Santuario per assistere alla benedizione della statua dedicata al pontefice, provvisoriamente posizionata nel giardino della Basilica in attesa che si concludano i lavori di consolidamento e riqualificazione del Parco della Rimembranza, che costituiscono il secondo stralcio dei lavori. Ideata dallo scultore Albano Poli , dello studio Arte Poli di Verona, la statua è stata realizzata in fusione di bronzo, finemente lavorato; è prodotta  in 10 esemplari che saranno collocati in alcuni fra i principali luoghi mariani  in tutto il mondo, acquistata con le offerte di enti e privati cittadini.

In occasione della sagra dell’8 Settembre 2012 era prevista la conclusione dei lavori del secondo conclusivo stralcio, dedicato a consolidare e qualificazione il Parco della Rimembranza, la parte conclusiva del piazzale, e la sistemazione definitiva della statua. Anche durante questi interventi non sono mancate le sorprese: è stato riportato alla luce il pozzo medievale, analizzato, documentato e quindi ricoperto, mentre rimarrà visibile il perimetro della stanza castellana emersa nel primo stralcio.

L’impossibilità a rispettare i tempi previsti a causa della rinuncia da parte dell’impresa appaltatrice a causa della crisi, impedisce di rimuovere il cantiere, ma non impedisce il posizionamento della statua e la sua benedizione, nonché la riapertura della scalinata.

La statua è posizionata al centro dell’aiuola e su un basamento marmoreo, colto in atteggiamento benedicente e rivolto con lo sguardo verso il Santuario, la casa
di Maria.  “Questo luogo – scrive il progettista arch. Giovanni Cavani – sarà un degno compimento della parte già sistemata del piazzale, un asse prospettico di architettura ma anche di profondo significato spirituale, per chi sale in questo luogo per ristorare la propria fede, prima ancora che godere del panorama e dell’arte”.

Emergono alla memoria le belle parole che Giovanni Paolo II aveva pronunciato a Fiorano nel corso della Messa per i lavoratori celebrata della Pista della Ferrari: “Il luogo dove ci troviamo, segnato fortemente dal lavoro e dall’ardimento umano, da fabbriche a campi, da capannoni e ciminiere, è vicinissimo al Santuario Diocesano della Madonna del Castello di Fiorano. Questa circostanza mi pare significativa. E’ in compagnia di Maria di Nazareth, la quale veglia dall’alto del Santuario, che vogliamo sostare insieme per riflettere brevemente sulla situazione economico-sociale dell’Emilia e per accogliere col cuore aperto la parola del Divino Lavoratore, e meditare sul suo esempio”.

Giovanni Paolo II chiese se “questa disponibilità di mezzi e di risorse sia usata in tutte le sue potenzialità e in modo corretto e giusto, cioè per finalità di promozione umana, o se non accada a volte, anche qui, che le tendenze speculative e l’ansia del massimo e più rapido profitto condizionino l’operato di tutte le parti interessate”. Affermò ancora che il diritto al lavoro e il dovere del lavoro si coniugano in modo inscindibile nella vita di tutti e rappresentano una strada obbligata per l’azione e lo sviluppo della società. Ricordò l’importanza della solidarietà umana, rendendo necessario un nuovo modo di operare perché se procurarsi un lavoro è un diritto-dovere, è altrettanto chiaro il dovere dei gruppi sociali e della società di fare quanto è in loro potere perché il lavoro non manchi a nessuno. Si rivolse alle associazioni del lavoro per affermare che non possono soltanto promuovere i legittimi interessi dei vari gruppi, ma devono orientarsi verso forme più responsabili di coinvolgimento in obiettivi di bene comune. “L’azienda deve tendere sempre meglio ad essere una comunità di persone in cui i diritti e i doveri personali si incontrano e coordinano in vista del bene dell’azienda e di quello più generale della società”. “Qualcuno tende ad affermare che nella vita economica sarebbero soltanto i conflitti di interessi privati a determinare il progresso e il bene di tutti – spiega il Papa – Ma non è vero. Secondo la dottrina sociale della Chiesa la forza più autentica di progresso è l’amore”. “Cercate nella preghiera, nel lavoro, nel Vangelo le risposte per portare la giustizia nel mondo!”.

A Fiorano, dove il numero di posti di lavoro è stato per molti anni pari a quello dei suoi abitanti, dove massimamente sono presenti operai e artigiani, la devozione per Giovanni Paolo II si è subito imposta e mai sono mancati davanti alla sua statua fiori e ceri.

 

Cs

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