CODICE COMPORTAMENTO DIRETTORI AUSL, INTERROGAZIONE DI ANDREA GALLI

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Il sottoscritto Andrea Galli, Consigliere Regionale di Forza Italia e Capogruppo di Forza Italia, 

premesso che 
– l’Azienda USL della Romagna, a firma del Responsabile della Prevenzione della Corruzione, ha inviato a tutti i Dipendenti, al Direttore Sanitario e al Direttore Amministrativo un “secondo e ultimo sollecito” (protocollo n.0049139 del 20/02/2019) con il quale  sollecitava a tutti i dipendenti che non avessero ancora adempiuto, l’obbligo di compilazione/aggiornamento delle dichiarazioni previste dal Codice di comportamento aziendale entro il 30/03/2019; 

rilevato che
– con tale sollecito, che richiamava due precedenti note, veniva richiesto la compilazione e/o l’aggiornamento delle suddette dichiarazioni tramite il Portale del Dipendente in adempimento, “come stabilito dal Codice di comportamento aziendale che integra e specifica il Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici di cui al DPR n. 62/2013” ai seguenti obblighi:   
•       obbligo di deposito delle dichiarazioni patrimoniali e reddituali (solo per dirigenti, Direttore Amministrativo e Direttore Sanitario); 
•       obbligo di comunicazione degli interessi finanziari e conflitti di interesse (tutti i dipendenti, Direttore Amministrativo e Direttore Sanitario); 
•       obbligo di dichiarazione partecipazioni azionarie e altri interessi finanziari (solo per dirigenti, Direttore Amministrativo e Direttore Sanitario); 
•       obbligo di comunicazione adesione/appartenenza ad associazione o organizzazione (tutti i dipendenti, Direttore Amministrativo e Direttore Sanitario) 
– si ricordava altresì che “il mancato adempimento agli obblighi di rendere le dichiarazioni di cui sopra, è fonte di responsabilità disciplinare ed è rilevante ai fini della responsabilità civile, amministrativa e contabile ai sensi dell’art. 54 del d.lgs. n. 165/2001 e s.m.i.”.

preso atto che
 –  la Corte Costituzionale, con sentenza n.20/2019, ha ritenuto incostituzionali gli obblighi per tutti i dirigenti pubblici di pubblicare i dati relativi a redditi e patrimonio per violazione del principio di proporzionalità, richiamato dall’Art.3 della Costituzione, con riferimento particolare alle questioni di legittimità costituzionale sollevate dal TAR Lazio relativamente all’art. 14, commi 1-bis e 1-ter, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (norme inserite con il D.Lgs 97/2016) «nella parte in cui prevedono che le pubbliche amministrazioni pubblichino i dati di cui all’art. 14, comma 1, lettere c) ed f) dello stesso decreto legislativo1 anche per i titolari di incarichi dirigenziali»;
 
considerato pertanto che 
– l’obbligo di pubblicazione permane solo a carico dei Dirigenti che rivestono un ruolo apicale, ossia per i titolari di incarichi dirigenziali di cui all’art. 19, commi 3 e 4, del d.lgs. n. 165 del 2001;
  
INTERROGA
 
 
La Giunta regionale per sapere
 
– se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa; 
– se adempimenti analoghi a quelli richiesti dall’Azienda Usl della Romagna ai propri dipendenti siano richiesti ancora oggi da altre AUSL dell’Emilia-Romagna e, in caso affermativo quali;
– se non ritenga che, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n.20/2019, l’adempimento degli obblighi sopra richiamati da parte dei dipendenti che non rivestono ruoli dirigenziali apicali nonché la producibilità di documenti riguardanti redditi da Partita Iva percepiti fuori dalle strutture ospedaliere, come nel caso dei possessori di Partita IVA che esercitano in regime libero professionale extramoenia, sia illegittimo e pertanto non più dovuto;
– se non ritenga urgente una revisione della normativa regionale relativa a tali adempimenti nel senso indicato dalla Corte Costituzionale nel rispetto quindi del principio di proporzionalità a tutela della privacy dei dipendenti.

 

 

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