CODACONS, il deposito di gas di Rivara e il sig. Mauro Manfredini

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Relativamente alla vicenda del deposito di gas di Rivara e’ bene che il sig. Manfredini della lega Nord prima di sparare accuse ed illazioni gratuite nei confronti del CODACONS si informi adeguatamente o ci troveremo costretti come in questo caso a decidere se procedere o meno al deposito di una  querela per diffamazione. In primo luogo è bene che il sig. Manfredini sappia che il CODACONS in qualità di associazione di protezione ambientale non è tenuta a chiedere il nulla osta a nessuno prima di occuparsi di questioni come quella di Rivara ed ha il diritto di pretendere dal Governo i dovuti chiarimenti nonché quello di partecipare a confronti tecnico-scientifici.

E’ inoltre opportuno sottolineare che il CODACONS è un’associazione nazionale di protezione ambientale riconosciuta a suo tempo dal Ministero dell’Ambiente  non per gentile concessione o favore politico, ma solo a seguito di sentenza del Consiglio di Stato che questo impose al governo dell’epoca accertando l’illegittimità del diniego in tal senso espresso dal Ministero.

Il CODACONS opera alla luce del sole le proprie scelte strategiche e l’aver imposto al Governo la costituzione di una commissione tecnico scientifica che analizzi tutti gli aspetti della vicenda legati alla sicurezza è sicuramente un successo che ha determinato l’invidia del politico di turno che in periodo elettorale ha tentato di speculare in termini di immagine pur facendo parte della compagine governativa che vuole realizzare tale infrastruttura.

Il Comitato “Ambiente e Salute”  ha con il CODACONS un rapporto unicamente di natura fiduciaria e quindi è libero di tenere in considerazione o meno le valutazioni che nell’ambito della commissione farà il tecnico nominato dal  CODACONS.

Ciò che ignora il sig. Manfredini (ma avrebbe potuto chiedercelo con una semplice telefonata) è che il CODACONS  non imporrà un proprio tecnico al Comitato, ma lo presenterà in assemblea pubblica e ascolterà le valutazioni dei residenti sulla designazione dello stesso prima di indicarne il nome al Governo.

Il CODACONS  ha preannunciato battaglie legali  se non vi saranno i presupposti per dare il proprio assenso a seguito della valutazioni tecnico scientifiche in ambito di commissione presso l‘istituto nazionale di geofisica le patrocinerà.

Occorre che  i politici comprendano che in materia di sicurezza prevale la scienza sulla politica ed in ogni caso l’ultima parola spetterà ai cittadini informati dell’esito dei lavori della commissione.

Il Sig. Manfredini sa benissimo che un’infrastruttura come quella di Rivara può essere fatta rientrare come infrastruttura strategica e così in parte imposta dal Governo di cui la Lega Nord fa parte, è forse questo a cui aspira il sig. Manfredini?  Non ritiene l’esponente della Lega Nord più opportuno spendere le ragioni dei cittadini in una sede tecnico-scientifica per poi riportare l’esito di tale confronto  ai cittadini  stessi in pubblica assemblea?

Da ultimo ma non di poco conto e’ l’accusa anch’essa gratuita secondo cui il CODACONS corre dietro alle quote associative  e che lo stesso in questo modo avrebbe raccolto a suo dire circa 850 mila euro.

Non il caso ma la volontà del CODACONS in tutta Emilia Romagna fa si che l’associazione, anche se non tenuta a farlo,  tenga un proprio  bilancio approvato in pubblica assemblea con entrate ed uscite e che sia le une che le altre siano individuabili nei conti correnti intestati  al CODACONS, bene proprio grazie a questo sforzo di trasparenza possiamo senza tema di smentita rassicurare il sig. Manfredini che le quote associative raccolte sino a questa mattina sono poco oltre 110 e che la somma così raccolta corrisponde ad una iscrizione al CODACONS per due anni estesa a tutti i membri del singolo nucleo familiare e come sanno tutti i cittadini del comitato “Ambiente e salute” verranno in buona parte utilizzati per pagare il geometra e gli altri tecnici assicurativi che si stanno recando casa per casa (abbiamo iniziato e proseguiremo dopo Pasqua) per verificare se e in che misura la presenza di un’eventuale infrastruttura di quel tipo qualora non venga certificata la pericolosità a rischio zero possa determinare una perdita di valore degli immobili ed aumenti dei premi sulle assicurazioni dei fabbricati. Non solo ma sempre la stessa cifra già raccolta dal CODACONS servirà per pagare i costi dell’eventuale azione fino al termine del primo grado di giudizio. Ed ancora le quote raccolte potevano essere versate solo sul conto corrente in modo da evitare possibili contestazioni sulle somme così raccolte.   

Ci sembra quanto mai strano che proprio un esponente delle istituzioni che hanno in altri casi accettato un confronto con tecnici indicati dai cittadini per verificare l’impatto ambientale di alcune infrastrutture poi non accetti il  principio di reciprocità arrivando a ritenere che il CODACONS  in qualità di associazione di protezione ambientale e di tutela dei diritti degli utenti e consumatori si debba sottrarre ad un confronto con il Governo di natura prettamente tecnico-scientifica senza alcuna diretta ricaduta sulle decisioni ultime.La Lega Nord è bene che risolva le proprie contraddizioni interne rispetto alle scelte del Governo che sostiene, prima di attaccare il CODACONS  che da subito si è schierato e resta schierato a fianco dei cittadini di Rivara e di San Felice sul Panaro contro ogni impianto a rischio utilizzando a fronte di eventuali abusi o soprusi anche in materia di tutela ambientale e di sicurezza della salute dei cittadini l’arma dell’azione giudiziale quale normale strumento per la tutela dei diritti.

   

Il Vice Presidente Nazionale CODACONS

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