Clandestini profughizzati, profughi clandestinizzati e altre amenità

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Un dialogo a distanza tra due Lettori, con differenti opinioni, un commento e una risposta che, per contenuto, forma, precisione nella replica, è un articolo vero e proprio.art. di Pasquino al Mudnès

 

Cara lettrice, devo essere sincero: ha scritto un commento per rispondere al quale compiutamente probabilmente occorrerebbero dieci pagine (1) Proverò ugualmente, cercando di sintetizzare. 1°: non mescoli pere con mele, come fanno i politicanti, per cortesia. Un conto sono gli immigrati che, regolarmente e civilmente, dal paese di origine, vengono qui a lavorare, sfruttando le opportunità e seguendo le procedure previste dai Decreti flussi, altro sono i profughi e altro ancora sono i clandestini. Nel comunicato dei CITTADINI INDIPENDENTI si dice “”no a nuovi clandestini””, e io sono totalmente d’accordo. 2°: lei “”lavora”” con immigrati regolari, mentre io e moltissime altre persone dobbiamo “”convivere”” con tutte e tre le tipologie descriitte al punto 1. Provi lei a vivere in parti di città che erano vivibilissime e tranquille e che l’ipocrita (perchè praticato da chi da questo problema non è toccato direttamente) “”buonismo”” e l’inerzia della classe politica hanno fatto sì che divenissero dei ghetti. Poi mi sappia dire se la pensa ancora così. A proposito: lei dove risiede? 3° se vuole essere così gentile da dirci anche che tipo di attività svolge, per 2.500 euro netti al mese le posso assicurare che non solo verrei io a lavorare per lei, ma sono certo che le potrei trovare molti professionisti di varie età che sarebbero pronti a lasciare il loro attuale lavoro sottopagato a poco più di 1.000 euro al mese per trasferirsi alle sue dipendenze. La prossima volta le consiglio di reclamizzare meglio le sue offerte di lavoro: vedrà quanti Italiani si presenteranno. 3° per quanto riguarda l'””incompetenza dell’Italia”” le ribadisco che un conto è dire che l’intera classe politica italiana non sta facendo da anni l’interesse del paese e altra cosa è affermare che gli Italiani sono tutti dei babbei perchè hanno votato chi li governa, come di nuovo mi pare lei ribadisca qui. Perchè questa è una balla colossale: noi tutti, quando andiamo a votare, non possiamo fare altro che mettere una “”x”” su un simbolo o scrivere un nome, scegliendolo tra quelli che una segreteria di partito ha deciso di inserire in lista. Abbiamo anche un’altra possibilità, che è quella di non andare a votare, lasciando le nostre schede bianche in balia dei soliti furbetti. Infine, e secondo me sarebbe a questo punto la soluzione più adeguata, possiamo anche andare a votare annullando le nostre schede, per dare un segnale forte a questi politicanti che ci hanno veramente stufato. Tutti, da destra a sinistra. Questo è tutto quel che possiamo fare, perchè non possiamo scegliere veramente i candidati (in Italia non si fanno “”primarie”” come negli Stati Uniti) e non possiamo, con una legge di iniziativa popolare, riformare la legge elettorale, perchè per farlo occorre una riforma costituzionale che dev’essere il Parlamento a fare, in base alla Costituzione. Quindi, quando dice che la colpa è nostra, parli per lei, non per altri. C’è chi sta provando a redigere il testo di una petizione popolare atta a scardinare questo “”loop””, questo circolo vizioso dal quale è quasi impossibile uscire: non è facile, perchè questi signori “”vivono”” all’interno di un sistema “”autoprotetto”” e piuttosto difficilmente cominceranno a segare il ramo su cui così comodamente e invincibilmente stanno seduti. Parli per lei, quindi, glielo ribadisco. 4°: i flussi in Francia, in Germania e in Spagna sono maggiori dei nostri? Se si riferisce agli immigrati regolari, temo che lei si sbagli sul dato relativo all’Italia: gli ultimi dati relativi al nostro paese parlavano di circa 6 MLN di immigrati su una popolazione totale di circa 66 MLN di abitanti, il che significa che anche da noi sono ormai il 10% della popolazione. Detto ciò, i Francesi e i Tedeschi i clandestini (propriamente detti o regolarizzati con provvedimenti ballanzoniani) li aspettano alle frontiere e ce li rispediscono – a mio avviso giustamente – qui. Gli Spagnoli, quando l’economia non tira, non accettano nemmeno i “”regolari””. E fanno ancora meno complimenti degli altri: sparano. Le faccio un breve riepilogo di quel che è successo negli ultimi anni coi Decreti flussi, ricordandole che in base al Testo Unico sull’Immigrazione, il Presidente del Consiglio “”dovrebbe”” emanare il Decreto entro il 30 novembre di ogni anno. 2011: 90.000 nuovi ingressi (stiamo ancora faticosamente uscendo dalla crisi e, naturalmente, chi di dovere a novembre sapeva quel che stava accadendo nel Nord Africa). 2010: il Presidente del Consiglio, in piena crisi economica e con moltissimi lavoratori in cassa integrazione o disoccupati, si “”dimentica”” di emanare il Decreto, per cui, come saprà, il Testo Unico sull’Immigrazione prevede che venga preso per buono quello dell’anno precedente. Morale: 100.000 nuovi ingressi. 2009: 100.000 nuovi ingressi. 2008: qui vado a memoria, ma – se non vado errato – 110.000 nuovi ingressi. Le pare che in un periodo del genere la nostra economia fosse in grado di assorbire 400.000 nuovi immigrati? Molti di loro, arrivati qui, o hanno trovato il datore di lavoro fallito, o si sono ritrovati disoccupati o in cassa integrazione subito dopo. Tanto paga Pantalone. Questo per ribattere quanto ha detto a proposito dei contributi. A questi “”regolari”” devono essere sommati i clandestini e, complessivamente, mi pare proprio che si possa parlare di invasione e che abbiano ragione i CITTADINI INDIPENDENTI quando dicono di tenerne conto nel redigere i Decreti flussi per i prossimi dieci anni. 5°: no, non credo affatto che gli immigrati fungano da “”riequilibrio”” demografico. Tutti i miei conoscenti hanno in media due figli. Gli immigrati, invece, prolificano come conigli: esattamente come nei paesi di origine. Il rischio che si corre, perciò, è a mio avviso l’esatto contrario: quello di un’esplosione demografica che non porterà a niente di buono, perchè, come si diceva più o meno in un vecchio film (“”Maledetti vi amerò””) ogni nuovo nato sarà un posto di lavoro in più, un posto in più a scuola, un posto in più in autobus, un posto in più all’ASL, ecc. E se questi posti non li troveranno, questi si incazzeranno e faranno la rivoluzione. Queste sono le mie di opinioni. E per ora mi fermo qui.

 

Pasquino al Mudnès

 

(1) Ne abbiamo abbastanza, Bice n.270, di Cittadini Indipendenti.  

    Commento Quando eravamo dall’altra parte, una lettrice  4/15/2011 14:20 

 

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