Città invivibili e insicure. Anzi, no.

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L'abitudine di giudicare persone ed eventi, guidati esclusivamente dall'ideologia, fa sì che quanto è accaduto a Ferrara sia definito da alcuni ""un vero e proprio inferno con scene di guerriglia urbana""  e da altri, invece, derubricato a ""un paio di cassonetti rovesciati"". La verità oggettiva è che le nostre città, comunque la si pensi politicamente,  sono sempre più invivibili e insicure.

 


Sono ormai all’ordine del giorno le risse fra bande di immigrati  che si contendono nelle nostre città  le zone per i traffici illeciti, primo fra  tutti lo spaccio di droga. Ma non mancano altre motivazioni, come le liti scoppiate fra ubriachi, nonostante  siano ufficialmente astemi per credo religioso. Altre volte ancora, come  testimoniano i recenti fatti di Ferrara, a scatenare  la violenza è un normale controllo delle forze dell’ordine, come accaduto la sera di sabato 16 febbraio, quando una pattuglia  dei Carabinieri di servizio nella zona della stazione,  ha fermato  per un controllo di routine un migrante di origini nigeriane di 28 anni il quale  si è  precipitosamente  dato alla fuga venendo poi, di lì a poco, investito dall’auto di un ignaro cittadino che se lo è trovato improvvisamente davanti. Portato in ospedale per le  lievi ferite riportate, giudicate dai sanitari guaribili in  15 giorni,  ha anche  portato a casa una denuncia per possesso di stupefacenti ai fini di spaccio.

Ma, come sempre, per quanto siano rivali e nemiche  quando si tratta di affari loschi,  non appena entrano in campo le Forze dell’Ordine, le bande  di migranti si coalizzano  contro “”il nemico””. In questa occasione poi, come accade  sempre alla folla esaltata, il leggero ferimento del connazionale si è trasformato in qualcosa di assai più grave e il tam tam con  la notizia della sua morte, frutto di malinteso o consapevole inganno, ha scatenato una vera e propria rivolta. Le bande rivali, accantonati momentaneamente  i violenti dissapori legati al business, si sono alleate ed scoppiata la rivolta. Le immagini  mostrano cassonetti rovesciati, immondizia dappertutto,  persino la “”campana”” del vetro  capovolta, un’infinità di pericolosi cocci di bottiglia ovunque. Urla, minacce  e violenze che ihanno indotto ad intervenire  altre pattuglie dei carabinieri da tutta la provincia di Ferrara. La situazione si è aggravata al punto da richiedere anche l’intervento dell’Esercito. Inutile  proseguire con la cronaca  dei fatti ben noti benchè non sia  stato concesso loro spazio nei notiziari nazionali. Ciò che mi colpisce, oltre alla disinformazione, è la differente valutazione che taluni fanno di fatti così gravi, derubricandoli a “”un paio di cassonetti rovesciati”” benchè le immagini smentiscano queste versioni  assurdamente minimizzanti l’accaduto.

E’ incomprensibile e scorretto negare, ancora una volta, che l’insicurezza nelle nostre città, grandi e piccole, sia principalmente legata ormai alla presenza massiccia, incontrollabile e violenta degli immigrati, presenti sul territorio. Presenti a  qualsiasi titolo, aggiungo, dato che  ogni  tipologia, richiedenti asilo per scopi umanitari, rifugiati, migranti economici, migranti climatici, perseguitati, in fuga dalla guerra… si sta macchiando di reati gravi e gravissimi. Che ci siano poi etnie, come quella nigeriana, altamente specializzate nello spaccio di droga, rende  ulteriormente pericolosa la loro presenza, dato che la droga è una delle piaghe della società che, fra giovani e giovanissimi, miete  così tante vittime.

Un terreno scivoloso, un campo minato… comunque lo si voglia definire, collegare l’insicurezza crescente nelle città, grandi e piccole, alla massiccia presenza di  migranti, richiedenti asilo, rifugiati… scatena  una ridda di reazioni. Con l’italica attitudine a schierarsi su opposti versanti, non ci sarà mai una trasversale linea di  opinione che chiaramente  veda in questo preoccupante aspetto della nostra società con chiarezza senza condizionamenti ideologici.

Per questo motivo, quanto accaduto a Ferrara è blandamente definito da alcuni “”un paio di cassonetti rovesciati””  e da altri, invece, “”un vero e proprio inferno  con scene di guerriglia urbana””.
La verità oggettiva è che le nostre città, comunque la si pensi politicamente,  sono sempre più invivibili e insicure. E a fare le spese di tutto questo, sono i cittadini.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Città invivibili e insicure. Anzi, no.

di A.D.Z.

Il fu modello emiliano

di Alberto Venturi

Le farmacie comunali non credo fossero nate per il business, ma come servizio alla comunità e il cambiamento dei tempi non avrebbe dovuto cambiare la loro mission. E invece per business sono state vendute e soprattutto è stato gettato alle ortiche lo spirito originario dell’impresa.

A tu per tu con Mantegna

di Gianfranco Ferlisi – Servizio fotografico di Corrado Corradi

Apre a Mirandola, con grande riscontro di pubblico, la prima conferenza di un interessante ciclo dedicato a episodi chiave della Storia dell’Arte.

W Bulla

di Paolo Danieli

Viviamo in una società dove prevale una minoranza che si occupa degli omosessuali, dei travestiti, degli uteri in affitto e del gender. Così in tutti questi anni non è stato fatto niente per contrastare il calo delle nascite, la cui conseguenza logica è l’invecchiamento della popolazione con tutti i problemi che ne conseguono, dalla spesa previdenziale a quella sanitaria. Tanto – dicono – ci pensano gli immigrati a rimpiazzare i bambini che non nascono più.

Criogenizzarsi

L’immortalità è sempre stata un mito nella letteratura classica ed uno dei temi principali sviluppati nei romanzi di fantascienza, tuttavia in un futuro non molto lontano quello che ora ci sembra impossibile, potrebbe diventare possibile. A cominciare dalla propria clonazione prendendo alcune parti essenziali del proprio corpo criogenizzato.

Buona settimana e buona lettura del n. 642 – 327.

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