Cinque anni fa come oggi

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""E’ una selezione degli appunti mattutini, che pubblico sul mio profilo Facebook, scritti nel 2013, quando ho iniziato. Mi sono chiesto se davvero ""nihil sub sole novum"" , pensierini vecchi di cinque anni, eppure riciclabili oggi?""

 


Il 28 luglio, all’interno di ‘Andam a vegg’ presenterò il mio ‘Cinquanta pensierini cinque anni dopo’, grazie al coraggio di Incontri Editrice. E’ una selezione degli appunti mattutini, che pubblico sul mio profilo Facebook, scritti nel 2013, quando ho iniziato. Mi sono chiesto se davvero nihil sub sole novum, pensierini vecchi di cinque anni, eppure riciclabili oggi? Speriamo di essere cambiati noi e la nostra consapevolezza, o il tempo è trascorso soltanto per renderci più vecchi. Per Guido Rojetti  “il tempo è spesso puntuale nel farci capire molte cose in ritardo”, ma per fortuna Alberto Manzi ci ha insegnato “Meglio tardi che mai”. Anche pensierini vecchi di cinque anni possono ritornare utili. 

Di giugno del 2013 ne ripropongo tre: ‘Ci autotagliamo la democrazia’, ‘Pantaoverdose’ sulla drammatica vicenda del figlio morto perché dimenticato dal padre in auto e ‘Un utile ritorno’ su una bravata scolastica in Germania di una scuola.

Il primo in particolare conserva tutta la sua attualità: “Con il sistema proporzionale avevamo la migliore legge elettorale, nella quale ogni voto valeva uno. Con le preferenze potevamo scegliere i nostri rappresentanti nelle istituzioni. Con il finanziamento pubblico ai partiti potevamo garantire alla politica di essere senza padroni. Con il sistema proporzionale e con i sindaci eletti dai consigli comunali davamo centralità al ‘gruppo’ ed evitavamo troppo potere in un’unica persona.  Poi, per combattere politici disonesti e faccendieri, abbiamo ridotto gradualmente la nostra democrazia, ma i politici disonesti ci sono ancora, sempre più forti e sempre più faccendieri.  E del resto… non si chiudono le banche perché sono state rapinate, né si cancellano le strade solo perché la gente corre troppo o di notte diventano circuiti, né si chiudono le scuole solo perché qualche insegnante ha comportamenti violenti.  In tutti i settori della vita reagiamo affrontando il problema; in politica no. Continuiamo a punire noi quando invece basterebbe non eleggere i politici disonesti. Sono contro l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e vorrei risolvere il problema, per una volta, nel giusto modo, punendo chi ne ha abusato”.

Cinque anni fa, non eravamo entrati nel vortice dell’ellum e similari: Mattarellum, Porcellum, Consultellum, Italicum, Democratellum, Verdinellum, Speranzellum, Grechellum, Provincellum, Legalicum, fino all’attuale Rosatellum, che non ha saputo fare uscire una maggioranza dalle urne, poi trovata grazie all’impegno e alla volontà di due forze politiche tra loro contrapposte, sperando in risultati non disastrosi. Ma questo sarebbe potuto succedere con qualsiasi altra formula, perché i problemi dell’Italia non sono gli algoritmi e le tecniche del voto, ma la volontà di chi eleggiamo.

 

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