“Cime Tempestose” al Centro VVV di Fiorano

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Durante la rassegna “Cenacolo Letterario” è di scena “Cime Tempestose” di Emily Bronte

Domenica 25 febbraio scorso, alle ore 17.00, presso il Centro Via Vittorio Veneto, si è tenuto il terzo incontro del ciclo, per la stagione 2023 – 2024 del «Cenacolo Letterario» con “Cime tempestose” di Emily Brontë presentato dalla professoressa Tina de Falco, con le letture di Franca Lovino e la musica di Gen Llukaci.

Il pomeriggio è stato introdotto dalla spiegazione circa la volontà degli organizzatori di presentare per tre domeniche consecutive, qualcosa che riguardasse le donne. Parlare di Emily Brontë e Anne Brontë, è stata una scelta voluta: sono considerate antesignane del femminismo per diverse ragioni legate alla loro produzione letteraria e al contesto storico in cui operavano. Le sorelle Brontë, attraverso le loro opere, hanno contribuito a sfidare e a ridefinire i ruoli di genere tradizionali presenti nella società vittoriana dell’epoca. I loro romanzi, che spesso presentano protagoniste forti, indipendenti e determinate, affrontano tematiche legate alla condizione femminile, all’autonomia delle donne e alle sfide che le donne dovevano affrontare in un contesto fortemente patriarcale. Emily Brontë con il suo capolavoro “Cime tempestose” presenta personaggi femminili complessi e sfaccettati come Catherine Earnshaw, che sfidano le convenzioni sociali e mettono in discussione i ruoli di genere predefiniti. La scelta è caduta su di loro proprio perché si è voluto parlare di donne che non siano sempre e solo “vittime”, ma si è scelto di presentare queste autrici poiché con il loro lavoro hanno contribuito a gettare le basi per il movimento femminista successivo, ispirando generazioni di donne a lottare per i propri diritti e a rivendicare una maggiore autonomia e libertà.

L’avv. Gian Carla Moscattini, nell’introdurre l’appuntamento di domenica pomeriggio ha proprio voluto sottolineare come Emily Brontë e le sue sorelle siano state – da sempre – considerate antesignane del femminismo per il loro contributo alla promozione della parità di genere e alla valorizzazione del ruolo e della voce delle donne nella società. Domenica 3 marzo, poi si parlerà d’amore, in omaggio a San valentino appena passato e all’8 marzo che sta per arrivare, e lo si farà con le letture di Franca Lovino e la musica del M° Gen Llukaci al violino e Carla They all’arpa.

Ma veniamo al nostro pomeriggio di domenica scorsa. La relatrice, Tina de Falco, ci ha spiegato come “Cime tempestose” sia da considerarsi un romanzo classico della letteratura inglese che affronta temi complessi come l’amore, la passione, il dolore e il desiderio di vendetta. La storia si concentra sul tormentato amore tra Heathcliff e Catherine, caratterizzato da una passione intensa e autodistruttiva. Effettivamente abbiamo scoperto come ci sano diversi elementi che rendono “Cime tempestose” un romanzo affascinante anche per un pubblico adulto. La profondità psicologica dei personaggi, le relazioni complesse e spesso disturbate che si sviluppano tra di loro, e il tema della vendetta che permea l’intera narrazione sono solo alcuni degli aspetti che catturano l’attenzione dei lettori più maturi. Lo stesso protagonista, Heathcliff ci è stato rappresentato come uno dei personaggi più complessi e controversi presenti nel romanzo “Cime tempestose” di Emily Brontë. Descritto come un uomo oscuro, tormentato e passionale, Heathcliff incarna la figura dell’antieroe romantico. Nato povero e di origini misteriose, Heathcliff subisce ingiustizie e abusi fin dalla sua infanzia trascorsa a Cime tempestose, la casa dove è cresciuto e vissuto. La sua relazione con Catherine Earnshaw, l’amore della sua vita, è caratterizzata da una passione intensa e autodistruttiva che segna profondamente entrambi i personaggi. Heathcliff crescendo, ci è stato letto, come sia sempre più tormentato dalla sete di vendetta e desideroso di rivalsa nei confronti di coloro che lo hanno ferito e umiliato. La sua natura vendicativa e spietata lo porta a compiere azioni crudeli e distruttive, ma al contempo emerge la sua profonda sofferenza interiore e il suo struggente amore per Catherine. Le immagini, le letture e le spiegazioni ci hanno fatto comprendere anche la complessità psicologica di Heathcliff, la sua lotta tra amore e odio, la sua solitudine e il suo desiderio di riscatto, tali da renderlo un personaggio affascinante e ambiguo, capace di suscitare empatia e repulsione nel lettore. La figura di Heathcliff rappresenta quindi un’analisi profonda delle contraddizioni dell’animo umano e dei conflitti interiori che possono scatenare comportamenti estremi.

È stato un pomeriggio ricco di spunti, di emozioni forti e la musica, come le parole, l’atmosfera, hanno avuto il potere di suscitare commozione e di coinvolgere un pubblico composto da persone ben disposte e dall’animo raffinato. Quando ci si trova in un contesto in cui la musica, il racconto di un romanzo scritto 180 anni fa, ma ancora così moderno ed attuale, è possibile vivere un’esperienza emotiva straordinaria che va oltre il semplice ascolto. La relatrice, la lettrice ed il violinista in un ensemble di professionalità sono riusciti a creare una dimensione magica, unica e coinvolgente, in cui le parole e le melodie si sono fuse per trasmettere sensazioni e stati d’animo profondi. Si è respirato per tutto il pomeriggio energia positiva e si è percepito l’entusiasmo delle persone presenti in una dimensione di condivisione e di comunione, in cui le emozioni sono state amplificate e condivise da tutti gli astanti.

Erano presenti tutti i protagonisti del “Cenacolo letterario” annunciati e ringraziati uno per uno, per aver saputo “fare squadra” ed attraverso la presentazione di opere così importanti riuscire a cogliere il linguaggio universale dei grandi Autori, capaci di toccare le corde più intime dell’animo umano, di suscitare gioia, commozione, trasporto ed emozioni tanto da restare impresse nella memoria e nell’anima di chi le vive.

“Cime tempestose” è risultato un romanzo che continua a suscitare interesse e ad essere ammirato per la sua complessità e profondità anche dopo tanti anni dalla sua pubblicazione, rappresentando, ancora oggi, una lettura stimolante per un pubblico adulto che desidera immergersi in una storia avvincente e intensa. La stessa relatrice ha confessato di averlo letto la prima volta negli anni giovanili, ma di avervi trovato mille altre provocazioni, leggendolo da adulta, proprio grazie alla formazione, alla maturità ed alle competenze acquisite.

Sono veramente momenti edificanti, costruttivi e stimolanti.

Grazie anche alle fotografie di Monica Callegari, riusciamo ad immaginare l’atmosfera ed immedesimarci nella gradevole sensazione di attenzione che si è respirato.

Come sempre, per gli appuntamenti a venire, il migliore augurio: ad majora!

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