Ci vuole rispetto per il popolo

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Siamo già in campagna elettorale. E' iniziata la rincorsa per un posto al sole. Nulla facenti da una vita, vogliono una nuova candidatura.

 


Siamo già in campagna elettorale. I capi di tutti i partiti, o almeno quelli presenti in parlamento, hanno iniziato la loro personale campagna elettorale, naturalmente, seguendo la regola che più sei grande, dal punto di vista dei consensi o dei seggi, più spazio mediatico ti spetta. Un altro aspetto che si può notare è che tanti parlamentari, che nel corso della legislatura terminata, per svariati motivi, si erano allontanati dal partito in cui erano stati eletti, tornano all’ovile ( parlare di Canossa per loro è troppo elegante). Oppure, per salvare la faccia e anche per non creare, specialmente nell’ambito del centro destra, motivi di litigio con nuove sigle. Queste alleanze pecetta servono solo a riguadagnare una poltrona in cui passare altri quattro anni al servizio del popolo.  Così, loro, dicono! Semmai è il contrario: è il popolo che è al loro servizio, di questa nuova aristocrazia, da fare impallidire quella vera di una volta. Così, ideologie diverse si uniscono per il bene della nazione e degli italiani. Qualche esempio: Gianfranco Rotondi quattro volte deputato e una volta senatore, Maurizio Lupi anche lui quattro volte a Montecitorio, Raffaele Fitto, presidente di regione, euro deputato, e tre mandati come deputato insieme con altre persone, organizzano quella che è definita la quarta gamba del centro destra. Anche a sinistra non si scherza. I rottamati da Matteo Renzi, uscita dalla porta della sede di via di Sant’Andrea delle Fratte, non vogliono rinunciare alla poltrona. A loro si aggiungono i comunisti duri e puri e danno vita a Liberi e Uguali. Anche fra loro ci sono politici non certo di primo pelo! Ora, grazie al sistema elettorale attuale, è probabile che dopo il 5 marzo alcune delle persone citate si ritroveranno a bersi un caffè alla buvette di Montecitorio o a palazzo Madama. Ma, se lo meritano? All’elettore l’ardua sentenza. Tuttavia come arginare questo fenomeno? Nessuna possibilità da parte dell’elettore? In effetti, sembra così, perché è l’attuale situazione economica italiana che non ce lo permette. Aprendo una parentesi, non spetta a chi fa informazione indicare per chi votare, però, spetta all’informazione comunicare correttamente cosa deve aspettarsi con la vittoria di questo o quell’altro schieramento, secondo una visione non omologata dell’informazione. Chiusa parentesi. Ora queste elezioni non sono da prendere sottogamba. La situazione nazionale è ormai al collasso. Servono uomini e donne che sappiano quello che fanno e, quindi, già questo dovrebbe fare riflettere l’elettore quando a fine mese usciranno i nomi dei fortunati o dei miracolati. Ormai credo che sia chiaro che ci troviamo di fronte a un bivio. O un cambiamento del modo di pensare e di agire, oppure continuare su un attuale percorso che al momento non ha migliorato, anzi, le condizioni di vita degli italiani. Non si può pensare che gran parte del popolo di una nazione sia dominata da una minoranza. Un esempio: un cavallo di battaglia degli avversari di Matteo Renzi è quello in cui in Emilia Romagna il partito alle regionali del 2014, prende solo 535.109 voti, contro gli 857.613 del 2010. Per quei cittadini non cambia niente. Sempre i rossi comandano. 

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