Ci vorrebbe un Giorgio Gaber

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Da un articolo di Luca telese sul Giornale di lunedì 20 ottobre 2008

Ci vorrebbe un Gaber per raccontare quelli che godono quando va male. Se lo avete amato come lo abbiamo amato noi, scrive Luca Telese nel suo eccellente articolo sul Giornale di lunedì 20 ottobre, ci vorrebbe un Gaber per raccontare questo spicchio d’Italia che invoca la catastrofe, questo frammento di paese disfattista che si augura il peggio. Telese conclude dicendo che Gaber aveva visto lungo e giusto. E’ così. Ma quanto ha pagato Giorgio Gaber per aver guardato verso l’intollerante sinistra? Anzi, quanto hanno pagato Giorgio Gaber e lo scrittore-pittore, Sandro Luporini, suo coautore dal signor G al 2003? Si può non ricordare che nei teatri dell’Emilia rossa Gaber-Luporini sono stati estromessi per quasi 10 anni solo perchè ritenuti qualunquisti in quanto critici verso la sinistra? Ancora oggi Sandro Luporini paga le posizioni espresse assieme a Gaber con l’esclusione da tutte le sedi espositive romane controllate fino alle ultime elezioni da Gianni Borgna (Veltroniano), e da Federica Pirani, figlia di Mario Pirani (Repubblica), oltre che da un sughero galleggiante di nome Alessandro Nicosia. A Roma ha agito per 13 anni una lobby di sinistra e i cittadini, anche della sinistra stessa, col voto hanno invocato il cambiamento. Per la cronaca Gianni Borgna, artefice delle Notti Bianche assieme a Veltroni è ancora alla presidenza della Città della Musica dove spadroneggia e da dove continua ad escludere dalle mostre realizzate in quella sede il coautore di Giorgio Gaber, Sandro Luporini. Alessandro Nicosia, marito della signora Cristina Bettini, capito bene? Bettini!!!, ha odorato il vento infido e ha capito l’antifona continuando a gestire il Vittoriano alla faccia del cambiamento allemandiano e alla faccia delle interrogazioni parlamentari del deputato Massimo Garavaglia che il 7 giugno 2007 chiedeva conto al Governo di due milioni di euro (4 miliardi di vecchie lire) elargiti a Nicosia dalla società Arcus del Ministero dei Beni culturali e delle infrastrutture (quindi soldi pubblici) per quattro misere mostre di documentazione e fotografiche il cui costo normalmente non va oltre i 50 mila euro. Così dal Vittoriano, Alessandro Nicosia, continua a intessere rapporti trasversali (un navigatore al cui confronto il Tom Tom è una macchinetta obsoleta).

In questo bel quadretto la signora Federica Pirani è rimasta a controllare il settore mostre e a svolgere aggiuntive funzioni di curatrice; forse non in conflitto di interesse, forse… Ma con cotanto padre, nessuno, nemmeno Alemanno, osa spostarla da un luogo dove con Borgna e Veltroni ha determinato per anni la più grande sagra di effimero e di spreco che ha subito Roma da Nerone in poi. Quando si hanno tante relazioni il posto si mantiene nonostante i nuovi vincitori. A tale scopo Il compagno Gianni Borgna si è assunto l’onere di concludere un convegno della Rauti, moglie di Alemanno, sulle pari opportunità nell’Opera Balilla. Opportuna conversione. Mossa geniale: adulare il vincitore per mantenersi al potere con l’ipocrita finzione del dovere democratico. In altri tempi, e non lontani, sarebbe stato preso a calci nel sedere dal comitato federale del Pci da un lato e da quello di An dall’altro…

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