“Ci sono amicizie che hanno la grazia di rose senza spine”

Condividi su i tuoi canali:

Così scriveva Henry Frédéric Amiel, parole che dedichiamo  a un amico ci ha lasciati,
un amico di Bice della prima ora, lettore assiduo, commentatore attento,  colto, generoso.
Ci mancherà molto.  

Il Cav. Antonio  Scroccarello, insegnante in pensione ormai  da molti  anni, aveva della persona colta la curiosità  e l’interesse per tutto ciò che lo circondava, leggeva moltissimo ed era abbonato a diversi quotidiani. Si meravigliava sempre, e apprezzava, la gratuità di Bice  per la quale aveva maturato una simpatia fin dagli inizi, nell’ormai lontano 2005, simpatia andata crescendo  con gli anni. La sua scomparsa  mi addolora personalmente ma  credo di interpretare il pensiero anche dell’editore e degli altri Autori, per la perdita di un lettore come lui, mai distratto, mai superficiale , sempre pronto a riconoscere ed apprezzare il lavoro altrui. I tempi  sono  cambiati, anche nel nostro campo… e così le abitudini dei lettori che, pur numerosi, ormai  raramente commentano. Invece, Antonio  amava, come un tempo,  mettere sulla carta i pensieri  che la lettura degli articoli gli aveva suscitato. Le sue riflessioni, sagge e pacate, hanno  spesso arricchito e reso migliore l’articolo che commentava. Aveva, nonostante l’età, una notevole dimestichezza con l’informatica tale da consentirgli anche l’uso dei social, senza difficoltà. Navigava per i siti di interesse, in particolare quelli di argomento scientifico e quelli dedicati alla Musica Classica che amava moltissimo. Aveva, tuttavia una predilezione per Bice… che ci gratificava e ci onorava. Anche quando le forze venivano meno, trovava sempre il modo  di inviare un commento, talvolta, quando la malattia più crudelmente lo limitava, delegava un nipote a questo compito, dettandogli quello che voleva scrivere. Aveva stretto un’amicizia  virtuale da molti anni con il dott. Dante Fontechiari che,  profondo  conoscitore delle persone, lo accolse con stima, simpatia e rispetto, ricambiato dalla devozione del Cav. Scroccarello,  sempre pronto a rendere merito agli altri, animo generoso e gentile come l’Abruzzo che gli ha dato i natali. So che si scrivevano anche mail private, per approfondire una discussione, per aggiungere qualche considerazione a quanto letto… Da credente, (una fede salda e senza fronzoli la sua) Antonio Scroccarello  spesso faceva riferimento all’Aldilà, alla vita futura che ci attende. Mi piace pensare che  ora abbia potuto riabbracciare , con le sue persone care, anche il dott. Dante Fontechiari.
All’amata moglie, signora Giannetta, ai figli, stimati professionisti e ottime persone, ai nipoti e familiari tutti, l’affettuoso abbraccio di tutta Bice.     

Agostina D’Alessandro Zecchin 

[ratings]

2 risposte

  1. Questa lettera è diversa da tutte le altre che hai ricevuto con uno dei mezzi a mia disposizione. Senza tema di essere smentito affermerei che è l’ultima. Il mio status è cambiato. Sono stato richiamato. In ogni caso l’Universo non spreca niente. Ha già iniziato a trasformarmi.

    Leggi: – Non abito più sul pianeta Terra.

    La motivazione di questa missiva.
    Dagli inizi del 1997, anno nel quale sono entrato in possesso del primo computer, mi è capitato più e più volte. Ho continuato a scrivere a delle Persone che, come è accaduto a me oggi, erano state richiamate. Non desidero cadere nello stesso errore. Ed ecco perché sono ricorso all’aiuto di Kristina alla quale non sono legato da un vincolo di sangue. Lei è stata da me eletta “nipote d’elezione”; settima nipote nell’ordine di arrivo sul nostro pianeta. Mi ha aiutato moltissimo nell’uso del computer, soprattutto dopo l’arrivo della Signora Patologia che, ope legis, per forza di una legge che non conosco, si è insediata nella mia casa.

    Se chiedessi a un mio ipotetico uditorio: – Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare del poeta Ungaretti – sono sicuro che nessuna mano si alzerebbe.

    Ero ancora giovane quando la vita terrena del poeta cessò. La sua capacità di esprimersi in quel modo particolare mi è sempre piaciuta. Non sono un esperto nel campo della poesia ma sarei portato a ritenere che nessun altro poeta abbia imitato il vate appena citato.
    Se questo ricordo mi è balzato alla mente c’è un motivo. Dall’inesauribile archivio di Bice, oggi che scrivo, per merito della giornalista A.D.Z,, Agostina D’Alessandro Zecchin, che scrive sul giornale online Da Bice si dice, ho letto una poesia, Natale, proprio di Ungaretti. Il poeta, forse, ha bisogno di tranquillità, e chiede di essere lasciato in un angolo e dimenticato.
    Per me è diverso. non mi piace scomparire senza metterne al corrente gli amici.
    Ho voluto semplicemente salutarti. Della tua cara persona porterò con me un caro ricordo.
    Continua a camminare sempre accanto a me e, nei nostri limiti umani, restiamo Amici.

  2. Io ero – e lo sono ancora – un assiduo lettore di riviste e romanzi di fantascienza, genere letterario a cui mi sono appassionato sin dal lontano 1973, anno in cui acquistai il primo romanzo di “Urania” nell’edicola della stazione di Novara mentre attendevo il pullman per tornare a casa dopo la scuola. Da quel giorno iniziò la mia passione per tutto ciò che riguardava il “nostro” prossimo o lontano futuro, passione che mi ha portato ad avere in casa una libreria con oltre 1.600 volumi tra riviste, libri e romanzi di fantascienza (con comprensibili problematiche coniugali con la mia adorata – e paziente – consorte) e che, forse, è proprio la causa del mio continuare a vivere intensamente le passioni da quel bambinone mai abbastanza cresciuto che mi pregio ancora di essere.
    In uno di tali romanzi mi ritrovai a leggere di un lontano futuro su di un altrettanto lontano pianeta dove la popolazione continuava ad esistere anche dopo il “passaggio” grazie al ricordo di amici e parenti che, con la forza della mente e l’aiuto di apposite apparecchiature che ne amplificavano le facoltà mentali, continuavano ad avere i loro cari accanto, persone dalla vita parallela e altrettanto reale che venivano consegnati all’oblio solo qualora nessuno pensasse a loro.
    Questo romanzo mi colpì profondamente e mi fece molto meditare arrivando alla conclusione che anche nel nostro mondo e senza tanto andare aventi nel futuro effettivamente il ricordo e il pensiero dei nostri cari trapassati continua a mantenerli “in vita” anche senza strane apparecchiature. Non avranno mai una consistenza reale come in quel lontano pianeta ma sfido chiunque a non averne sentita la presenza in alcuni momenti di estrema gioia o di profondo scoramento. Io, per esempio, continuo sempre a percepire la presenza di mio padre, grande e appassionato pescatore, quando mio trovo a sentire lo stormire delle foglie accarezzate da una brezza in riva ad un fiume, sento i suoi consigli dove lanciare la mia mosca e dove egli mi indica dove sosta il pesce che voglio catturare e così il mio cuore allora incomincia a cantare ed io mi rovo in pace con tutto il mondo.
    Continuiamo pertanto a pensare a loro, ai nostri cari e ai nostri amici affinchè non vengano consegnati all’oblio… essi così sono e saranno sempre accanto a noi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Fiera di San Rocco 2022

Dal 12 al 16 agosto: cinque giorni di festa, spettacoli e tanto cibo, ad ingresso gratuito! Ecco in arrivo la ultracentenaria Fiera di san Rocco,

Corso per Clown Dottori

Si parte a ottobre, ma gli incontri di presentazione del corso sono previsti il 6 e il 10 settembre L’associazione Dìmondi Clown organizza, a partire