Chiudere i conti con il passato

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""Se la nostra democrazia ha tanta paura dei morti, deve essere piuttosto fragile.""
art. del Dr. Riccardo Pelizzo

Secondo alcuni la Seconda Repubblica sarebbe stata un gran fallimento perché non ha fatto né le riforme istituzionali e costituzionali, necessarie per rendere più stabili e più efficaci i nostri governi, né le riforme economiche, necessarie a risolvere i problemi economici ereditati dalla Prima.

Si tratta di un giudizio abbastanza impietoso e per certi versi ingiusto visto che i governi della Seconda Repubblica sono stati complessivamente più stabili di quelli della Prima, che la debolezza governativa nasce dal frazionismo che atomizza i nuovi partiti (problemi che la riforma della forma di governo non risolve) e che le riforme economiche sono state avversate da importanti gruppi sociali.

La critica vera che va mossa alla Seconda Repubblica è di non aver voluto fare i conti con il passato, per cui, invece di riconoscere che comunismo e fascismo sono stati movimenti politici importanti nel nostro paese, si è preferito abiurarli, nasconderli ed eliminare i partiti che di quelle tradizioni erano gli eredi più o meno gloriosi.

A Sinistra esponenti di quello che era stato il PCI prima, il PDS poi, i DS dopo ancora hanno dichiarato che il comunismo fa schifo, che Togliatti era un mostro e che Stalin era pure peggio, mentre esponenti di quello che era stato il MSI prima e AN poi, dopo aver visto per anni in Mussolini lo statista più grande del ‘900, si sono accorti che il fascismo fu un tragico errore e Mussolini un mostro peggiore di Togliatti.

Se la nostra democrazia ha tanta paura dei morti, deve essere piuttosto fragile. Ma la fragilità maggiore è quella dei nostri sedicenti liberali, che vogliono liberalizzare l’economia e vogliono proteggere diritti e libertà individuali, ma non hanno il coraggio di abolire i reati di opinione. Nel codice penale c‘è ancora il reato di apologia di fascismo e la 12^ disposizione transitoria della carta costituzionale vieta la ricostituzione del partito fascista. Si tratta di reati d’opinione. Se hanno davvero il DNA liberale che dicono di avere si battano per la libertà e per l’abrograzione di queste norme anacronistiche. Questa sì che è una battaglia liberale! Se non se la sentono, la smettano di dar lezioni di un liberalismo con cui hanno scarsa familiarità.

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