Chiacchiere e distintivo

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Non con continui dibattiti, ma con fatti concreti si può risolvere il degrado della zona Tempio-Stazione-Attiraglio

Al momento della stesura dell’ultimo articolo inviato agli organi di informazione non eravamo ancora a conoscenza della “tre giorni” organizzata dall’associazione “Via Piave e dintorni”,  patrocinata dal Comune di Modena e dalla Circoscrizione 1, sponsorizzata dalla CME e con l’adesione di varie altre associazioni.

Ora che siamo informati, vorremmo fare alcune considerazioni.

Premesso che ciascuno, in democrazia, ha il diritto di promuovere e portare avanti le proprie idee, a patto che rispettino i dettami della Costituzione italiana e che non venga utilizzato denaro di tutti per finanziare progetti di pochi se non nel caso di manifesta utilità pubblica, desideriamo precisare che non parteciperemo all’iniziativa in quanto riteniamo che per risolvere il problema della zona occorra ben altro che trovarsi sporadicamente a chiacchierare, a fare feste, concerti e mercati: del resto, le foto inviate anche di recente agli organi di informazione (solo parzialmente pubblicate) documentano che a nulla è servito, ad esempio, il concerto del 29 giugno scorso.

Il problema della nostra zona è imputabile a nostro avviso principalmente a tre fattori: speculazione da parte di molti proprietari-locatori di immobili, insufficienti controlli delle residenze e dei contratti di affitto, pessima pianificazione territoriale (con particolare riferimento alle attività commerciali gestite da immigrati).

E chissà che non vi sia anche una quarta ragione, sempre di natura speculativa, che, da maligni peccatori quali siamo (che però spesso ci azzeccano, come diceva qualcuno), ci limitiamo solo a lasciare immaginare in maniera totalmente fantascientifica: dato il degrado progressivo della zona, ovviamente i prezzi degli immobili sono andati qui in controtendenza rispetto al mercato, con grande danno per i proprietari, ma con evidente beneficio per quanti volessero investire ora… E rivendere un domani quando l’intera zona sarà stata riqualificata, per esempio attraverso la realizzazione del Museo Ferrari, il recupero del cinema Principe e degli altri contenitori dismessi di cui si è detto nel precedente articolo.

Senza entrare nel merito dei singoli punti per ovvi motivi di spazio, cosa che ci riserviamo di fare in futuro, intendiamo ribadire che solo rimuovendo una volta per tutte le cause dianzi esposte si può pensare di risolvere in maniera definitiva il problema.

Tutte le altre iniziative, comprese le nostre passeggiate serali, le richieste di una maggior presenza in loco delle forze dell’ordine e di una migliore videosorveglianza, costituiscono solo provvedimenti necessari per garantire un livello di vivibilità accettabile al quartiere in attesa che chi è deputato a risolvere il problema si decida finalmente a farlo in maniera seria, perentoria e con l’urgenza e il rispetto che i cittadini e contribuenti onesti che qui risiedono e che qui acquistarono casa facendo sacrifici in epoca non sospetta meritano.

E poi, ma solo dopo, andrà bene anche incontrarsi tutti al “Roxy bar.

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