Chi vuole la società multirazziale ?

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Ricordate anni fa quando i mass media ci allarmavano per la crescita zero della popolazione italiana? Quando si esortavano le giovani coppie a non essere avari di prole, altrimenti ci saremmo estinti? Le solite falsità con cui si è usi abbindolare questo popolo di creduloni. Siamo arrivati tranquillamente al traguardo dei 60 milioni di abitanti, anche se il numero esatto non lo sapremo mai, data l’imprecisione con cui si è svolto l’ultimo censimento. Eppure non più tardi del 1989 precisi studi stabilivano la necessità di non superare di troppo i 30 milioni di abitanti, al fine di garantire agli italiani una qualità di vita ottimale per il presente e per il futuro. Con il passare degli anni si sono lodate le ondate sempre più alte di extracomunitari e successivamente la proliferazione dei medesimi come plasma per le vene rinsecchite di questa nazione mummificata (Italia e Giappone sono le nazioni con più anziani in assoluto). I sindaci ed i parroci di paese benedicevano l’inversione di tendenza tra nati e morti: grazie agli extracomunitari il paese tornava a crescere. In realtà non aveva mai smesso di crescere, ci pensavano i meridionali. Era solo il pericoloso aumento generazionale della quota di popolazione anziana (arriverà al top nel 2025) che metteva in crisi il sistema pensionistico ancor prima di quello produttivo. Il Sud italia è sempre stato un vivaio inesauribile di individui, e quando cessò l’emigrazione dei meridionali all’estero per iniziare quella verso il Nord italia, il problema della crescita fu ampliamente, anche troppo, superato. Ora la densità di popolazione in italia si avvia a superare i 200 abitanti per km quadrato, superiore a quella della Cina: se al calcolo di superficie si sottraggono le oasi di natura e i rilievi montuosi la percentuale diventa doppia rispetto a quella del celeste impero. Solo ora il governo inizia a preoccuparsi di come stanno stretti gli italiani in questa babele multirazziale non regolamentata. Ma le iniziative messe in campo sono disarticolate e contastanti: xe pezo el tacon del buso! Hanno chiesto aiuto all’Europa ottenendo la promessa di aiutarci contro l’invasione di clandestini con un controllo aeronavale congiunto. Staremo a vedere. Intanto come prima mossa hanno regolarizzato quei 350mila rimasti fuori dalla legge Bossi-Fini, irregolari sì ma già sul suolo italiano e costretti perciò a lavorare in nero: come se la regolarizzazione procurasse loro un contratto di lavoro, pia illusione, il lavoro nero è la regola dilagante anche per milioni di italiani. Oggi combattono contro la Bossi-Fini così come combatterono contro il lavoro nero, ricordate? Hanno chiuso furbescamente  gli uffici del collocamento, che funzionavano alla perfezione, e al loro posto sono spuntati come funghi gli uffici del lavoro interinale ed è tornato prepotente il fenomeno del caporalato. E noi CO..CO..CO..a becchettare come ..polli ! Congiuntamente il consiglio dei ministri vara un decreto che facilita i ricongiungimenti famigliari e riduce di un anno il periodo necessario per ottenere il permesso di soggiorno a tempo indeterminato. E per quelli cattivi così-così in galera? Niente paura. Con l’indulto escono circa 13mila carcerati, di cui oltre la metà extracomunitari pregiudicati. Un colpo al cerchio e tre alla botte. La realtà indicibile è che la situazione è oramai sfuggita di mano e l’attuale governo sembra ben deciso ad aggravarla. Ma la montagna di pensionati (votanti e perciò importanti) l’hanno tranquilizzata: altre generazioni garantiranno la copertura per l’assegno di previdenza sociale, allegria! Peccato che ai giovani e giovanissimi non resteranno in futuro che gli occhi per piangere. Ma il potere gerontocratico non guarda al futuro, guarda al presente, quindi fermiamoli, se potete, cari alleati europei, ma non chiedeteci di chiudere le porte, in nome della carità. E si continua a crescere, mentre la Spagna, un paese in crescita sì ma economica, a parità di estensione ha solo 40 milioni di abitanti. La Francia ha lo stesso nostro numero di abitanti ma con una estensione del territorio doppia: non va sottostimata la recente rivolta nelle banlieux francesi degli immigrati quì residenti da tempo, un terribile monito di quanto potrà succedere a effetto domino in qualsiasi paese europeo, ma specialmente in italia, che si trova già nelle peggiori condizioni. Si assiste purtroppo all’espandersi di un razzismo inverso, a tutti i livelli amministrativi dello Stato, quasi a voler affrettare la realizzazione di quel progetto di società multietnica in cui finiremo per affogare. L’unica grande opera in cantiere.

 

 

 

 

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