“”Chi va all’osto perde il posto”” …

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Così recita un antico proverbio con il rassicurante seguito  “Il padrone è ritornato e il posto va ridato” . Questo, nei proverbi. Nella realtà, innanzitutto l'osto è l'ospedale e non l'osteria... e, quando il padrone torna, non solo non gli ridanno il suo posto, trova la casa occupata, la  serratura cambiata e un altro nome sul citofono, al posto del suo. 

 


Con un po’ di disincanto, volendo essere un po’ realisti, possiamo dire che  alcuni proverbi  sono   basati su semplici  assonanze di parole e non su verità inconfutabili; altri sono decisamente superati o bugiardi ma, tant’è, essi appartengono alla cultura dei popoli e non c’è praticamente aspetto dell’esistenza umana, dai sentimenti, alla salute, al lavoro, al clima, alle stagioni, alla vita e alla conclusione di essa…che non sia  in qualche modo  definito da un proverbio o un modo di dire e tutti, prima o poi, vi ricorrono. Di fronte alla notizia dell’ennesima casa occupata, mentre l’anziano titolare era assente in quanto ammalato, se avessimo voglia di scherzare, potremmo citare il celeberrimo “Chi va all’osto perde il posto” anche se l’osto, in questo caso è l’ospedale…e  potremmo comunque proseguire con l’adagio “Il padrone è ritornato e il posto va ridato” e tutto sarebbe risolto.

Nei proverbi le cose filano lisce come l’olio, problemi e dilemmi hanno pronta soluzione; nella realtà, non è proprio così, purtroppo. La vicenda del signor Ennio Di Lalla, ottantaseienne e ammalato, sembra uscita dalla penna di Franz Kafka.

Assentatosi per qualche giorno dal suo appartamento per sottoporsi ad alcuni esami, al rientro l’ha trovato occupato, con la serratura cambiata e con un nome sconosciuto, Sinanovic Nadia,  sul citofono, al posto del suo. Nella sua casa, sei persone di etnia Rom, quattro donne e due uomini, perfettamente insediati e in  totale agio fra le sue suppellettili, i suoi beni, le sue  proprietà. A lui e ai Carabinieri, come giustificazione, hanno  detto che “adesso ci stavano loro”.  

Innumerevoli le versioni date dalla Sinanovic (portavoce , evidentemente, della combriccola)  sui motivi  dell’occupazione: essere in stato di gravidanza,  essere affetta da Covid, la presenza di bambini  piccoli… fino a  sostenere che la casa fosse un dono dello sfortunato  anziano, in quanto suo amante! 

La voglia di ridere si allontana sempre più ma i fatti sono questi.

Ci sono voluti ventuno lunghi giorni, la nomina di un legale, l’intervento del GIP  che, infine, ha emesso un decreto di sgombero, e  obtorto collo, con tanto  di cagnolino al guinzaglio, la compagnia ha liberato l’appartamento. Appartamento nel quale, detto per inciso, dopo le tre settimane di permanenza sembra sia passato un tornado, tanto è irriconoscibile per disordine, danni, disposizione  caotica di mobili, sudiciume e ciarpame vario disseminato ovunque, come testimonia la  fotografia del Messaggero di Roma.  

Non c’è da meravigliarsi che il signor Di Lalla, che in quell’appartamento abita tal 1953, a quella vista,  si sia sentito male. “”Sono stato lasciato fuori da casa mia, sembra surreale. Per di più, pare che la signora occupante abbia riferito che mi conosceva. Credo si tratti di una cittadina dell’Est, l’ho vista la prima volta quando ho trovato la serratura cambiata e ho chiesto l’intervento dei carabinieri. Io e i militari sul pianerottolo, e lei dentro””.

Questa una delle dichiarazioni dell’anziano, incredulo di fronte alla “mascalzonata” (così l’ha definita) perpetrata ai suoi danni. Ora lo aspettano giorni difficili che passerà rimettendo tutto in  ordine, nonché  facendo l’inventario delle sue cose:  nulla di più facile, infatti,   che molte di esse siano sparite…ma, almeno, è tornato a  casa.

Ma, per un caso di occupazione abusiva che pare ormai risolto, vuoi per il clamore mediatico suscitato dalla vicenda, sia per il tempismo della decisione del magistrato… molte e molte altre hanno avuto e avranno un lungo iter, colmo di difficoltà, con attese lunghissime e incerta soluzione.

Questo non è molto civile, mi sembra.

Chiunque compia un abuso di questo genere, abbia anche una nidiata di bambini, altre situazioni di fragilità e quant’altro… deve assolutamente essere allontanato. Si dirà, i minori vanno sempre tutelati. Certo, chi dice il contrario, vanno  tutelati e protetti,  indipendentemente dai genitori, che spesso sono degli incoscienti, dei truffatori che si servono proprio degli innocenti figli anche per compiere reati o per farsene scudo… Vanno  tutelati e protetti, non hanno  colpe. 

Ma la loro tutela, la loro protezione, non deve essere a spese del singolo cittadino, non deve essere estorta con la forza di un atto come l’occupazione abusiva, per di più ai danni di una persona fragile e idifesa come può essere un vegliardo ottantaseienne, per giunta ammalato. A farsi carico dei casi umani, devono essere  associazioni, strutture, organizzazioni. Non deve più prevalere il concetto che lo “stato di necessità”  possa in qualche modo assolvere o giustificare almeno, qualsiasi reato.

Dato che è tanto attuale invocare le “leggi di civiltà”, per cose importanti e per emerite quisquilie, ci vorrebbe una “legge di civiltà” che impedisca l’occupazione abusiva, che tuteli chi, per qualsivoglia motivo lasci, per periodi brevi o lunghi la propria casa … certo di ritrovarla, al suo ritorno.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più agevolmente il giornale, andando direttamente all’articolo interessato.

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Chi va dall’osto, perde il posto

A.D.Z.

No vax: libertà per loro ma anche per le persone che non vogliono avere una bomba a orologeria accanto

Massimo Nardi

Autonomie locali senza autonomia

Alberto Venturi

I governi di questo inizio di millennio, invece di riformare lo stato per renderlo una macchina efficace, hanno preferito operare con i bonus, i contributi e le forme di sostegno. Lo hanno fatto per incapacità e per gestire il potere sui territori e sulle categorie.

Concerti al Centro

La Reine

Giovedì 4 novembre, presso il Centro Via Vittorio Veneto, si è tenuto il “Concerto per l’anima” del ciclo «Concerti al Centro»

Quando chi uccide lo fa per amore

Paolo Danieli

Se dietro quella quantità crescente di vecchi che uccidono un proprio caro per porre fine alle sue sofferenze non ci fosse l’amore, non lo farebbero. Se ne resterebbero indifferenti davanti alla sofferenza. Ci vuole una legge per il fine vita.

Antagonisti? Miei antagonisti

Ugo Volpi

Non condivido in alcun modo la violenza che gli Antagonisti, come accaduto a Padova
contro Bolsonaro, usano come metodo di azione, rendendoli troppo simili a quelli della sponda politica opposta. Sono contro la violenza per principio, anche perché inutile e dannosa per dare credibilità alle proprie idee. Ben diversa e totalmente pacifica la manifestazione di Greta e del suo movimento davanti ai grandi della terra.

Divina Crossing

Francesca Mercury

Con Dante in viaggio Attraverso il rock. Il 13 Novembre al Teatro De André di Casalgrande (RE), l’Associazione “Avanzi di Balera Modenesi”, a 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, propone un progetto che coniuga la levatura culturale con la piacevolezza dell’intrattenimento.

Buona settimana e buona lettura del n. 774 – 465.

 

 

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