Chi si sfrega gli occhi… e chi le mani

Condividi su i tuoi canali:

Sono morte tante, troppe persone... è morta la serenità del  vissuto quotidiano.Deve sopravvivere almeno la speranza. Non in un mondo utopico, in cui i terremoti siano  governabili, le tecnologie per le costruzioni antisismiche diano assoluta sicurezza e certezza,  ma, almeno,  un mondo in cui le promesse dei politici siano mantenute e non esistano gaglioffi  che da eventi come questo traggono immenso lucro e idealmente "" si fregano le mani""  mentre gli italiani si fregano gli occhi, per cacciare via le lacrime e cercare di rialzarsi. 

Cari  Lettori, quando ci siamo salutati,  qualche settimana fa, l’ho fatto con un  breve pezzo intitolato : Tutto è già stato scritto. Ora potrei riprendere il filo con Voi, scrivendo che tutto è già stato visto.

Non solo  l’imprevedibile, l’invincibile terremoto, che  data l’elevata pericolosità sismica, nostra  caratteristica che mette l’ Italia costantemente in pericolo… e con regolare periodicità getta nella disperazione e nel lutto l’intera nazione… ma anche quello che viene “”dopo””  una tragedia immensa come il sisma.  

Con piatta ripetitività,  i politici dicono e fanno le stesse cose… presenziano, rassicurano, promettono.  Certo, è difficile essere originali, di fronte alle stesse immani tragedie, quelle del passato, fino alle più recenti.

 “”Non vi lasceremo soli””  è sicuramente il più diretto e immediato dei propositi. Con quale stato d’animo possono accogliere una frase come questa, i terremotati di Amatrice e  degli altri comuni, ormai ridotti a cumuli di macerie…ma anche i cittadini dell’Aquila, sia gli amici dell’Emilia martoriata… vittime di terremoti disastrosi nel 2009  e nel 2012… che ancora vivono numerosi  in situazioni irrisolte?

Hanno, io credo, il  diritto di accogliere  questa frase con diffidenza, con rabbia… persino con amara rassegnazione…

“”L’Aquila ancora aspetta, dopo anni, il completamento della ricostruzione, figuriamoci se pensano al mio piccolo paese”” 

Così si è espresso un sindaco in un’intervista “”a caldo””.

Non è qualunquismo, io credo,  guardare con diffidenza e scoraggiamento a proclami  e frasi da imbonitori, dati i precedenti, troppi sono gli esempi negativi.

Sono indimenticabili, in negativo, e agghiaccianti… le risate al telefono, in occasione del tragico sisma dell’Aquila, secondo quanto appreso dalle intercettazioni telefoniche, nel cuore della notte, risate e altri commenti esultanti di chi letteralmente “”si sfregava le mani”” pregustando i  ricavi a sei zeri della ricostruzione;  così come sono indimenticabili le ingiustizie e le sofferenze patite dal 2012  e tuttora,  da tanti modenesi, emiliani, che ancora vivono il post terremoto  senza che la situazione sia risolta…

Il terremoto, lo sappiamo, è imprevedibile, inevitabile, invincibile… in quanto forza della Natura… il sogno di “”mettere in sicurezza”” l’intero Paese è un’ irrealizzabile utopia ma il progresso, gli studi specifici,  la tecnologia, hanno portato  a concezioni innovative nell’edilizia,  per la difesa antisismica. I terremoti non si possono prevedere nè evitare… ma distribuire il reddito di una nazione in modo da poter mettere il più possibile in sicurezza il territorio, invece, è possibile. Chi non lo fa, chi non permette di farlo, quando va in luoghi teatro di calamità fa la consueta  squallida passerella.

Si deve spendere bene il denaro dello Stato, si devono utilizzare bene le risorse, per rendere il più sicure possibili le nostre città, per prevenire il più possibile. E si devono garantire servizi   e assistenza, ai cittadini italiani per primi.

Sono morte tante, troppe persone… è morta la serenità del  vissuto quotidiano. Deve sopravvivere almeno la speranza. Non in un mondo utopico, in cui i terremoti siano  governabili, le tecnologie per le costruzioni antisismiche diano assoluta sicurezza e certezza,  ma, almeno,  un mondo in cui le promesse dei politici siano mantenute e non esistano gaglioffi  che da eventi come questo traggono immenso lucro e idealmente “” si fregano le mani””  mentre gli italiani si fregano gli occhi, per cacciare via le lacrime e cercare di rialzarsi.

 

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Vi illustro brevemente il numero on line da oggi. I titoli  in grassetto portano direttamente agli articoli, per rendere più agevole la consultazione di Bice anche alle persone che hanno fretta  e  che  non hanno molto tempo a disposizione.

 

Chi si sfrega gli occhi… e chi le mani

di A.D.Z.

Fortezza Europa: ma l’Italia, per scelta dei suoi politici di sinistra e dell’UE, ne rimarra’ fuori.

di Massimo Nardi

… gli austriaci non vogliono le tende nei lindi giardini del Prater di Vienna, contrariamente a come avviene a Como. Nè i croati, che ci fanno concorrenza col turismo accetterebbero migranti sugli scogli, come a Ventimiglia.

L’Italia e’ finita

di Pietro Cerullo

La morte del Bel Paese e’ certificata a vista, conseguenza e insieme concausa del coma etico, morale e politico della società che lo abita. Una società senza principii, senza regole, senza idee.

Omaggio Luciano Pavarotti …

di Roberto Armenia

Omaggio a Luciano Pavarotti e “pietas”  per le vittime del drammatico terremoto che ha colpito le Regioni  Lazio, Marche ed Umbria.

Il prossimo

di Eugenio Benetazzo

Il  nostro paese è oggetto di terremoti con frequenza costante, pertanto dopo ogni sisma,  tutti gli altri italiani si dovrebbero chiedere quando potrà essere il prossimo e soprattutto dove potrebbe colpire.

Lo zar Putin

Putin gioca a scacchi e con poche mosse vince contro Europa e America. Povera Italia: dalla Sicilia alle Alpi è diventata un immenso campo profughi, mentre l’Europa blinda le frontiere.

Ben ritrovati…Auguro a tutti buona settimana, buona lettura del n. 527-199.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

SASSUOLO ANTIQUARIATO VINTAGE

Un weekend in cui il “tradizionale” mercato dell’antiquariato del primo sabato del mese in piazza Garibaldi raddoppia. Si svolgerà, infatti, sabato 3 e domenica 4