Chi pensa al futuro dei nostri nipoti e pronipoti?

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Quando i popoli delle nazioni del Vecchio Continente (Europa) vennero in contatto con
i Nativi Americani che lì abitavano, questi ultimi rischiarono l’estinzione.

L’informazione che spesso è trasmessa al grande pubblico risente, a mio modesto pensiero, dell’idea politica di chi la racconta.

Per carità, non c’è niente di male. Anzi, è un bene che il lettore possa ascoltare pareri diversi. Infatti, come farei a farmi delle belle risate sentendo la trasmissione della Gruber e udendo le dotte argomentazioni dei suoi ospiti, quasi tutti di provenienza “sinistra”, a commentare ogni piccola proposta del nuovo governo di centro destra, che in fondo è il bersaglio preferito di quella televisione che io ormai chiamo Tele Corea del Nord?

D’altronde, personalmente, faccio lo stesso, con la variante che almeno mi documento. Prendiamo come esempio la polemica sull’immigrazione e il braccio di ferro che si è creato fra l’Italia e la Francia. Ora, se guardiamo i numeri, non ci sono delle grosse differenze sui numeri di accoglienza. Andate a leggerli sul sito di Wikipedia.

Ma chiarisco meglio.

La domanda è: che futuro si vuole per la propria nazione.

Personalmente, credo che i francesi vogliano chiamarsi così anche fra due generazioni a venire, gli italiani no. Il problema non sarà domani. E’oggi! Basta guardare come si comportano i nuovi arrivati o quelli che già risiedono sul nostro territorio nazionale! Il mio, non è un discorso razzista, ma basta vedere le poche trasmissioni che denunciano quello che avviene nelle periferie delle città. L’accoglienza in Italia è abbondantemente fallita. La scuola ha fallito nell’intento di cambiare la loro mentalità e le loro famiglie hanno fallito nel cercare di spiegare ai figli che sono loro che si devono adeguare alla nazione che li ospita. Fanno scappare da ridere quei soloni si sinistra che si preoccupa dell’avvenire dei nostri nipoti, e del debito che lasceremo loro. Il nostro falso buonismo rivolto agli immigrati (che si riduce soltanto alla frase : – poverini, vogliono solo un futuro migliore – ) cresce in proporzione al ritmo degli sbarchi, legali o meno.

In tutto ciò, mi sorge una domanda.

Chi pensa al futuro dei nostri nipoti e pronipoti? Tranquilli non sarà un nostro problema o dei nostri nipoti, semmai, sarà un problema dei nostri pronipoti che saranno schiavi dei nuovi arrivati. Ma buttiamola in caciara!  Tranquilli, ci sarà senz’altro tra i giornalisti di sinistra o anche una nipote della Boldrini che scriverà il rifacimento di Via col Vento.

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