“Chi ha paura della Festa della Liberazione?”

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Il segretario del circolo Pd Tempio San Cataldo: “La destra continua

a non accettare il fatto che il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani”

 

Il presidente della Circoscrizione Centro storico ha scelto di celebrare la giornata del 25 aprile con una messa in suffragio di “tutti i caduti delle guerre”, in concomitanza con le celebrazioni ufficiali della Liberazione. Ecco, in proposito, una dichiarazione di Federica Di Padova, segretario del circolo Pd Tempio San Cataldo.

«Il Presidente Ricco, eletto coi voti di Lega e Pdl, ha preso parte, dopo vari tentennamenti, alle celebrazioni presso i cippi intitolati a caduti della Resistenza in centro. Il programma è stato però ridotto e presenze tradizionali, come quelle degli allievi delle scuole, non sono state previste. Sembra che la storia del 25 aprile, col suo carico di valori di libertà, responsabilità civile, coraggio e dedizione, non debba essere motivo di istruzione per le nuove generazioni. Al tempo stesso il Presidente ha voluto promuovere, col solo sostegno unilaterale del suo gruppo e la contrarietà del gruppo Pd in circoscrizione, una messa “”Per i tutti i caduti””, che è stata collocata il 25 aprile appena un’ora dopo quella “”ufficiale”” celebrata presso

la Chiesa del Voto. Il rito è stato celebrato in piena coincidenza con la tradizionale deposizione della corona d’alloro al sacrario della Ghirlandina e con le celebrazioni ufficiali in piazza Grande, a cui hanno presenziato tutte le autorità civili e militari della città.

Evidentemente la destra continua a non accettare il fatto che il 25 aprile è festa di tutti gli italiani, semplicemente perchè celebra la fine della guerra e dei suoi orrori, la liberazione dall’occupazione nazista, dalle deportazioni, dalle persecuzioni, dalla dittatura fascista che aveva conculcato ogni libertà elementare: di parola, di attività politica, di libera stampa, ovvero diritti che sono alla base della nostra Costituzione. Il 25 aprile è una festa della libertà di tutti gli italiani, ma il “”Popolo della libertà”” ne ha paura. Come mai? Perchè questa ansia di celebrarlo “”a parte”” e quasi di nascosto? Poco rileva se  un consigliere Pd, a titolo personale, e per puri motivi di umana pietà verso i caduti in buona fede, ha partecipato anche alla messa promossa dal presidente Ricco. Il  Pd riafferma che il 25 aprile, festa della libertà e della liberazione di tutti gli italiani, è una festa civile di tutti e per tutti: il Pdl ha il dovere di spiegare ai modenesi perché continua ad averne paura».

 

 

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