Chi era incapace prima, lo e’ anche in tempi di pandemia

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Avete già capito dal titolo che il decreto che dovrebbe servire a salvare l’Italia è stato fatto da persone in massima parte incompetenti. Probabilmente, perché non sanno come si tira su una serranda o si pulisce il banco di un bar, cercando di fare quadrare i conti alla fine del mese. E’ ripetitivo dirlo, ma siamo in mano all’Armata Brancaleone di Giuseppi, che il professor Giulio Tremonti ha definito – quel Tizio -.

 


Quanto un tumore (la sinistra), incontra il cancro (i grillini), difficilmente, la persona colpita si salva. E’ quello che succede a chi vuole fare impresa. Cui prodest?

Avete già capito dal titolo che il decreto che dovrebbe servire a salvare l’Italia è stato fatto da persone in massima parte incompetenti. Probabilmente, perché non sanno come si tira su una serranda o si pulisce il banco di un bar, cercando di fare quadrare i conti alla fine del mese. E’ ripetitivo dirlo, ma siamo in mano all’Armata Brancaleone di Giuseppi, che il professor Giulio Tremonti ha definito – quel Tizio -.

Una pietra tombale sul futuro delle giovani generazioni che avranno lavori con salari minimi decisi dal capitalismo mondiale delle grandi holding. Uno per tutti: la bassa ristorazione dei marchi stranieri, che purtroppo alcuni imprenditori italiani stanno copiando. Questo, grazie a chi ha seminato l’idea, che l’ingegno di fare impresa è visto solo dal punto di vista dello sfruttamento del lavoratore, dimenticando che il primo dipendente è l’imprenditore che non si accontenta dello stipendio e quindi lavora, non le canoniche 8 ore, ma molte di più nel ristorante, nel bar o nel negozio, combattendo contro un’assurda burocrazia e tasse esorbitanti. A costoro, sindacati in testa, si può dire che lo sfruttamento si combatte tenendo presente che tale uso (lavoro nero, caporalato e altro), non è la norma, ma l’eccezione. Tornando al decreto, che non accontenta una grande fetta della parte produttiva dello Stato, si vede ampiamente che chi l’ha fatto e chi l’ha proposto, trovano la giusta posizione nel titolo di questo editoriale. Siamo chiari! Puoi avere tutti i titoli accademici che vuoi, ma se sei un medico, la ristorazione la fai per gli amici. Poi, se a pensare male si fa peccato, non è colpa mia. Vengo e mi spiego. Prolungare la cassa integrazione e proibire i licenziamenti, serve solo ad allungare l’agonia di un’impresa. Sofferenza che termina, quando l’imprenditore porta i libri in tribunale. Che cosa faranno, allora? Emetteranno un decreto, dove si proibisce di fallire? Forse, sarebbe stato meglio ascoltare il parere dei diretti interessati, non di elementi di commissioni create per distribuire prebende agli …. In seguito, chi verrà negli spazi lasciati vuoti nella desertificazione del tessuto economico nazionale che si creerà? Solo spogli negozietti di frutta, verdura, liquori, kebab e ristoranti cinesi dalle dubbie condizioni igieniche? Addio alla cuoca che ci deliziava il palato con la tagliatella condita con un ragù cotto almeno quattro ore!

In questo giorni ho ascoltato tanti talk show della politica.  In almeno due casi ho visto due intervistati, uno donna e un uomo, dai chiari riferimenti ideologici. Alle spalle della signora c’era un ritratto di Lenin, l’altro, aveva un libro messo in maniera tale che dalla copertina si vedesse a chi era dedicato. E chi c’era? Ancora Lenin. Immaginate che tipo d’informazione i due ci possono dare? Chissà se gli accenderanno anche un cero e inginocchiandosi domanderanno – Hai visto, dopo 103 anni siamo riusciti a realizzare l’idea che tutti devono essere uguali (leggesi poveri)! -. Come effettivamente avvenne nella Russia dei Soviet, dove ai poveri si aggiunsero altri nuovi poveri e tutti assieme morirono “allegramente” di fame. Meno, naturalmente, i comunisti. Questo, è il triste futuro che ci aspetta.

Apro una parentesi: lungi da me proibire le idee personali. Sono un liberale nel vero senso della parola, per questo che non mi dovete apostrofare come reazionario se dietro alle mie spalle, c’è un dipinto dello Zar Nicola II!  

Avevo scritto sulla mia pagina Face Book ’Colpo di Stato 8 giorni a Natale’ che è il titolo del mio libro, un avviso ai commercianti milanesi che le ciclabili avrebbero inaridito i già loro bassi incassi dovuti alla pandemia. Purtroppo, puntualmente, si è verificato.  

Nuova perla dei grillini sanculotti e ignoranti. Questa volta tocca al deputato Stefano Ricciardi, memore della sua precedente attività lavorativa di regista teatrale, ma con scarsi risultati visto la precedente dichiarazione dei redditi prima di diventare parlamentare, ha finalmente attirato l’attenzione sulla sua persona con quello che si dice il coup de théâtre che, però, data la sua ignoranza, si è rivelato un fiasco. Il regista ha accusato, con toni da comitato di salute pubblica, la Regione Lombardia di avere speso soldi pubblici per la costruzione di un ospedale per cura intensiva del Codiv-19, quando tutti sanno che è stato pagato con fondi privati. Purtroppo per noi, il suo stipendio è pagato con soldi nostri. Ciliegina sulla torta: un uomo di spettacolo fa parte dell’VIII commissione (Ambiente territorio e lavori pubblici).

Povera Italia!

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