Chi crede a Berlusconi, gli crede comunque e può promettere qualsiasi cosa!

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Lanfranco Turci, improvvisamente ha cambiato partito: dai Ds alla Rosa nel pugno. Con immutata passione politica ci parla dell’oggi. Chi guarda a sinistra si aspetta più credibilità nelle proposte e Prodi ha alle spalle uno staff di economisti competenti. La faccia di Prodi non è certo ilare come quella di Berlusconi che racconta barzellette.

Lanfranco Turci,  improvvisamente ha cambiato partito: dai Ds alla Rosa nel pugno (le ragioni nella lettera da lui inviata a Fassino, che pubblichiamo a parte) e non accetta le accuse “Una poltrona da sottosegretario è molto piu’ sicura di un  posto a rischio in una lista molto debole”. “I modenesi non si aspettino che porti a casa i soldi per costruire la fontanella”

 

 

 

Che cos’è per Lei la politica?

 

Io ci sono dentro da quando frequentavo il liceo classico e ho concepito la politica come battaglia e modo per affermare idee, naturalmente anche aggiornate e cambiate, con la disponibilità a capire quelle degli altri. Io sono sempre stato un uomo di sinistra, quindi ho sempre concepito la politica come modo per promuovere e tutelare anche gli interessi sociali, almeno dalla parte dei piu’ deboli, senza per questo fare del pauperismo o discorsi parrocchiali

 

Quindi le piace fare politica?

 

Eh! certo, altrimenti ne sarei uscito prima

 

Quali sono i progetti e quelle idee che lei vuole sostenere e per le quali ha deciso di cambiare partito?

 

Le ragioni del mio cambiamento (che hanno suscitato tanti commenti – molti sfavorevoli, ma diversi anche di sostegno) è che io penso che ci sia bisogno nella sinistra di una piu’ forte direzione verso la cultura liberale. Mentre avverto una carenza di approfondimento, di ricezione di quello che dovrebbe essere un rinfrescamento di idee e di cultura liberale, da cui discende anche un certo appoggio ai temi etici, di bioetica, e vedo in questo un pericolo perché se la politica non si nutre di grandi idee, decade rapidamente. La gente si muove spesso quando percepisce che ci sono grandi idee non certo quando avverte che discutiamo soltanto di micro interessi settoriali.

 

In un mondo modenese a maggioranza ds, ci sono opportunità ora per Lei? E quali sono state le reazioni dei suoi ex compagni di partito?

 

Ricevo molte telefonate anche amareggiate, alcune anche ingenerose, ma la critica che non mi sento di accettare è quella “hai voluto salvare la poltrona”. Ricordo a tutti che Fassino mi aveva proposto di fare il sottosegretario e una poltrona da sottosegretario è molto piu’ sicura  (senza neppure fare campagna elettorale) di un posto a rischio in una lista molto debole come quella della Rosa nel pugno. Sono molto consapevole che posso essere eletto o non posso essere eletto. Dai Ds ho ricevuto e sto ricevendo reazioni di tutti i tipi, anche inaccettabili, si possono capire, ma anche telefonate di apprezzamento e di rispetto per le mie idee del tipo “effettivamente hai toccato un nervo scoperto e bisogna riflettere sulle cose che proponi”. Quindi non ho fatto calcoli precisi, ma penso che le questioni che ho sollevato trovino anche nell’elettorato diessino un’attenzione notevole, soprattutto il fatto che come Unione, Ds e Margherita, abbiamo rimosso anche da programma tutti i temi della legge sulla fecondazione assistita. Lo considero un errore, suona male anche all’orecchio di militanti diessini che si sono battuti per questi temi. Certo non volevamo pretendere che nel programma dell’Unione fossero accettati pari pari tutti i punti dei quesiti referendari, ma il silenzio o il rinvio alla libertà di coscienza è quasi un segnale di impotenza per i prossimi anni su questo tema. E’ inaccettabile.

 

Un recente sondaggio ha verificato che gli italiani preferirebbero eleggere politici che hanno o hanno avuto esperienze come amministratori in quanto conoscerebbero meglio i problemi del “quotidiano” . In questa prospettiva Lei pensa di avere le carte in regola?

 

Prima di fare il parlamentare ho fatto il Presidente della Regione e quindi so che cosa è il territorio e come si lavora in concerto con Regione, Provincia, Comuni. Ma certo c’è politica e politica e c’è politico e politico. E’ chiaro che c’è un rischio forte di autorefenzialità della politica, cioè la politica che si parla addosso, cioè quei politici che parlano solo alla televisione e quindi non parlano con la gente. Ma ci sono anche politici che pensano di
avere le antenne per capire quello che succede nel Paese, di sentire gli umori della gente. E’ vero che c’è un calo di interesse per la politica, lo si vede dai sondaggi periodici: si vede che la gente ha fiducia nel Presidente della Repubblica, nei Carabinieri, poi si passa alla Chiesa, e ultimo i politici.

 

Cosa pensa si aspettino la Lei i modenesi?

 

Se il modenese si aspetta che come parlamentare io porti a Modena, porti a casa i finanziamenti pubblici, il pezzo di tangenziale, la rotonda, onestamente devo dire che non ho mai concepito così il lavoro del parlamentare. Tutto questo si fa in base ad una programmazione: insieme i soggetti che rappresentano il territorio discutono col Governo centrale delle grande scelte di priorità e di investimenti e in questo caso i parlamentari hanno il dovere di farsi carico di “tramite”. Ma io penso che queste cose si discutano fra governi. Il parlamentare che porta a casa i soldi per la fontanella, e poi fa il telegramma ai giornali locali per dire che ha portato a casa i soldi dal Governo per la fontanella, non mi è mai sembrato un modello nobile anche quando queste cose erano piu’ compatibili con il vecchio sistema politico. Penso di portare ai modenesi, come ho fatto in questi anni, serietà in parlamento, credibilità nelle battaglie politiche sapendo che a livello nazionale ci si confronta su temi di portata nazionale, perché quando ci confronta bene su temi di portata nazionale, si serve anche il proprio territorio

 

I politici modenesi non parlano spesso di politica estera, mentre noi vogliamo sapere come si comporterà una volta in parlamento

 

Siamo in un momento di grande sconvolgimento da quando i sono caduti i blocchi militari contrapposti, che davano una loro stabilità al sistema politico internazionale, viviamo in un cambiamento totale di parametri. Non si avvertiva traccia di fondamentalismo musulmano finchè il mondo è stato giocato sul bipolarismo. Ora penso che noi dobbiamo avere una politica che tenga alti i valori della cultura democratica e liberale che in Europa è cresciuta attraverso secoli di tragedie, guerre civili e religiose. Non possiamo certo pensare di imporla ad altri Popoli, però dobbiamo essere convinti che se penetrerà anche in altri Paesi, potrà certamente aiutare all’emancipazione. Non penso che l’affermazione di questi valori possa essere affidata all’imposizione con le armi, alla guerra, il ricorso alla violenza deve essere solo per difesa. Penso contino molto di piu’ il confronto internazionale, lo scambio diplomatico, culturale, la circolazione dell’informazione. Però vedo anche tutti i rischi che ci sono nell’attuale panorama internazionale che potrebbero portare al precipitare di crisi nello scacchiere mondiale.

 

Il centro – sinistra ora fa tante promesse assicurando che se andrà al Governo staremo tutti meglio: salari, bonus bebè…. Ma dove si prenderanno tanti soldi?

 

Prodi ha alle spalle uno staff di economisti competenti per cui immagino che abbiano studiato molto bene la situazione. Ad esempio:  la proposta di riduzione di 5 punti del cuneo fiscale tra salari e costo del lavoro con una politica di rigore che intervenga su altre voci di entrate dello Stato (proposta alla quale anche io avevo lavorato) penso si possa coprire. L’approccio del centro – sinistra non è demagogico, anzi spesso siamo criticati per essere troppo seri. La gente in Italia è depressa. Avverte una situazione economica che non si schioda, avverte una situazione della finanza pubblica che è pericolante, complessivamente ci sono molti fattori che stanno tenendo in depressione la Repubblica italiana. E non dimentichiamo l’Europa. Il rischio della campagna elettorale del centro – sinistra non è quello di promettere miracoli o come si direbbe a Modena “legare i cani con la salsiccia”, ma quello di essere fin troppo seriosi,. Ho visto lo slogan che alla fine Prodi ha adottato è “La serietà al Governo” e la faccia di Prodi non è certo ilare come quella di Berlusconi che racconta le barzellette anche in Parlamento. Quindi caso mai corriamo il rischio opposto. Ma dietro ad ogni proposta formulata con precisione, lo staff di Prodi stia calcolando con precisione i costi e le alternative di entrata per reggere questa proposta. Chi crede a Berlusconi, gli crede indipendentemente da quello che dice, può promettere qualsiasi cosa! Chi guarda a sinistra si aspetta piu’ credibilità nelle proposte

 

Disoccupazione: in molti temono che gli stranieri portino via opportunità di lavoro agli italiani. Cosa ne pensa?

 

La disoccupazione di cui soffriamo non la si risolve bloccando l’arrivo di lavoratori da altre parti del mondo.  Ma certo questi flussi vanno regolati, occorrono leggi serie che non siano repressive, o concepite come rifiuto, ma devono offrire legalizzazione, trasparenza, tutto ciò che occorre perché queste persone possano inserirsi nel nostro contesto sia traendo quei benefici che loro cercano, sia portando a noi quei benefici di lavoro che le nostre leve non sono in grado di colmare. Non possiamo pensare e decine di migliaia di badanti italiane…Così come non avremmo molti muratori italiani… noi abbiamo bisogno di quote d’immigrazione e l’Europa ne dovrà assorbire sempre di piu’ .Penso che bisognerà abituarsi a vivere in società multietniche, che vuole dire anche avere, insieme alla tolleranza, una grande fermezza nella difesa dei principi nostri costituzionali. Per cui si potrà venire in Italia e coltivare tutte le religioni, perché tutte le religioni hanno la stessa dignità, ma ci sono anche le leggi da rispettare. Faccio un paio di esempi:
in Italia picchiare la moglie è un reato, l’infibulazione è un reato. Bisogna che chi viene in Italia e in Europa lo abbia ben chiaro e le acquisisca fino in fondo sapendo che non ci può essere un’idea di tolleranza o di convivenza multiculturale o multicomunitaria per cui ognuno nel suo ghetto fa quello che gli pare. Questo no.

 

 

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