CHE TIPO DI PACE VUOLE L’EUROPA?

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Si vuole un trattato tipo Versailles del 1919 nei confronti della Russia? L’Italia si candida
ad essere al primo posto nel Vecchio Continente  nella categoria dei pezzenti?

Il 28 giugno del 1919 in Francia fu firmato il trattato di Versailles che chiuse la I Guerra Mondiale. Da una parte i vincenti: Gran Bretagna, Francia, Italia e Usa solo per citare alcune delle nazioni che parteciparono al conflitto. Dall’altra, i perdenti: Germania, Austria e Ungheria che per la cronaca non furono nemmeno ammessi a prendere parte alla conferenza preliminare, ma che, da sconfitti, si limitarono a firmare il documento.

Quel trattato di pace a cui molti storici fanno risalire le basi per la II Guerra Mondiale.  Bene ha fatto il rieletto presidente della Francia,  Macron, a ricordare che quel trattato ha umiliato la Germania tanto da  favorire il nuovo nazionalismo tedesco, con tutte le conseguenze poi ben note. Quindi, usiamo bene le celluline grigie sulle proposte da fare alla Russia, altrimenti ci troveremo fra  qualche anno con nuovi-vecchi problemi in quanto il popolo russo a nazionalismo e patriottismo non è certo secondo a nessuno: possono fare a meno dei McDonald e della Renaul, come del Barolo.

In questo momento le sanzioni fanno più male a noi che a loro. Abbassiamo i toni e cerchiamo, quindi, una soluzione per risolvere il problema evitando nuove fosse comuni, bambini mutilati o, peggio, morti. I bambini ucraini hanno diritto alla vita! Putin, l’invasore, faccia un passo indietro e con lui Zelensky. Biden, pensi a trovarsi un successore e non faccia soldi con l’Europa. Non ultimo, smetteremo di vedere pseudo esperti che fanno le passerelle in televisione confondendo San Pietroburgo con Leningrado o raccontando che gli Usa invasero il Nord Vietnam. Non una divisione né un reggimento ma neppure un battaglione americano varcò mai il confine fra i due Vietnam e ricordo agli smemori che le truppe entrate a Saigon nel 1975 indossavano la divisa dell’esercito regolare di Hanoi. Inoltre, chi riforniva in modo discreto gli Ak 47 e l’artiglieria usata dai militari del nord? Chiamatela pure storia spicciola e chiudiamo qui quest’argomento, ma  torniamo in Italia che è molto più importante e che vedo con un futuro molto nero.

Traduzione: l’Italia presto sarà una nazione di pezzenti.

Una specie di corte dei miracoli in cui si muovono dei Quasimodo e delle Esmeralda. Non posso prevedere il domani ma qualcosa mi dice che avremo un autunno molto caldo, caldo che per le aziende servirà ben poco se i costi dell’energia per fare funzionare le macchine di produzione del Made in Italy si fermeranno. E’ vero, ci sarà la cassa integrazione, ma finita quella, per molti di loro, scatterà il reddito di cittadinanza. Inoltre, non possiamo non parlare della pochezza della nostra politica sia nazionale che estera: linea politica che in campo estero non è pervenuta, mentre all’interno dei nostri confini ci si muove a colpi di pecetta. Rattoppi come i 200 euro, una tantum alle famiglie (siamo chiari, sono bene accetti, servono a tappare i buchi precedenti). Apriamo una parentesi: è strano che l’informazione che conta non vada a fare un’indagine fra le aziende che forniscono energia per vedere l’aumento delle insolvenze relative alle scadenza. Poi, non possiamo non parlare, sempre in tema d’aumenti, dei costi dei beni di prima necessità. Frumento e olio di semi sono  prodotti che provengono dalla zona di guerra.

Capisco che abbiamo a che fare con il  dilemma – Armi sì, armi no all’Ucraina -, però, pensiamo anche a noi. Sì, perché se aspettiamo l’Europa, stiamo freschi. Siamo in piena emergenza profughi provenienti dall’est Europa, accogliamo volentieri bambini e donne che sono le categorie che pagano di più i danni e accogliamo anche quelli provenienti dall’Africa. Ci auguriamo, però, che almeno questi vengano ridistribuiti in Europa anche perché le bandiere che sventolano sulle navi che li vanno a salvare battono bandiera non nostra.

Termino con una domanda: le persone che hanno percepito in modo fraudolento il reddito di cittadinanza, lo stanno rimborsando? Se così non fosse, girare l’importo dovuto ai sanculotti Grillini, veri incompetenti di politica, affinché provvedano al saldo!  Lasciatemi, comunque, dubitare: è facile fare i fenomeni (ma il termine sarebbe un altro) con i soldi degli altri.

Pezzenti non si nasce, si diventa. Voi Grillini, tuttavia, un po’ di soldi, ve li siete fatti.               

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