Che strani giorni i miei!

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Che strani giorni i miei!

 

Credo che non esista fascino più irresistibile di quello emanato dalla bellezza inconsapevole.

E’ la bellezza di certe adolescenti, leggiadre e aggraziate, alle quali è ancora sconosciuta la vanità femminile, ed è sconosciuta soprattutto l’esibizione della stessa, talvolta così sfrontata da risultare scontata per gli uomini e insopportabile per le altre donne.

E’ la bellezza  degli  uomini che si guardano allo specchio solo per radersi, mettersi in ordine, ma che non si accorgono di quanto sono attraenti i loro tratti regolari, nè si beano del colore dei loro occhi, o della loro statura…al contrario degli uomini vanitosi e fatui, compiaciuti di sé che nemmeno si rendono conto dell’umorismo involontario che suscitano.

E c’è il fascino, ma potrei dire meglio, ci sono la suggestione e l’incanto di chi scrive semplicemente un pensiero, inconsapevole di fare, con quelle poche parole, poesia.

La poesia che oggi propongo ai Lettori di Bice è appunto una di queste.

 

Che strani giorni i miei!

 

Queste parole sono il titolo e sono  la poesia.

In queste parole, che una grande persona, importante e cara, ha messo come saluto, in fondo ad una lettera, ho trovato vera poesia.

E la vera poesia svela, con le emozioni del poeta, anche le nostre emozioni.

Ciascuno di noi, negli affanni, nelle gioie, nei progetti, nelle delusioni, nelle difficoltà, nelle gratificazioni, nelle amarezze  e nelle contraddizioni dell’esistenza,  ha detto le stesse parole, nelle quali c’è tutto.

Tutto quello che ci ha deluso, che ci ha reso felici, che ci ha fatto sorridere, o lacrimare, che ci ha fatto curvare le spalle e comunque ci  ha sempre fatto  rialzare  e guardare avanti.

Ai molti  e consueti auguri che si fanno in questo periodo, mi piace aggiungere anche questo.

 

A.Z.

 

 

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