Che non si sappia in giro

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Le notizie che la Sinistra non vorrebbe che gli  italiani sapessero. Lo fanno per il nostro bene, non per negare la verita’. Forse!

 


Il titolo come direbbe Vittorio Feltri, o il suo sosia, è “fattuale”, se non fosse per l’avverbio finale e cioè, forse. Infatti, nel panorama televisivo ascoltiamo nella stragrande maggioranza dei programmi dedicate alla politica, salvo rare eccezioni, a un coro concorde di un complesso eterogeneo di persone che va dal filosofo, allo scrittore, al cantante, al politico e allo psicologo che ci raccontano che l’accoglienza non ci deve fare paura. Anzi, è un bene per noi. Ci raccontano la grandissima pu…..ta che ci pagheranno le pensioni, che i nostri anziani non possono fare a meno della badante moldava e castronerie di questo tipo. In realtà, conosco signore italiane disoccupate e diplomate che fanno lo stesso lavoro in nero, senza contributi, pagate meno delle badanti provenienti dai paesi dell’Est perché messe in competizione con loro. Naturalmente quando non sono impegnate a curare i propri anziani che, grazie agli sprechi di uno Stato che non riesce a trovare i fondi per i propri pensionati,  non solo, politici con manie di grandeur nei confronti dei colleghi europei  che dicono frasi giuste (la vita umana è sacra)del tipo – Li salviamo tutti noi!-, salvo poi di scoprire che non si riescono a gestire questo flusso di persone,  ma  però ricevono  dai colleghi europei davanti alle telecamere il plauso serio e mesto. Siccome a pensar male, si fa peccato ma sovente ci si azzecca, penso che a telecamere spente essi ci ringrazino perché il degrado delle periferie e delle città, che ormai è sotto gli occhi di tutti, resta quasi esclusivamente sul nostro territorio. Sul tema della religione, poi, siamo al delirio puro. Persino il Viceré in terra del Re dei cieli invita alla comprensione e al dialogo, non con i valdesi, ma con gli islamici. Per inciso, nessuna armata valdese scese dalle Alpi per imporre la loro religione. Semmai, fino all’altro giorno sono stati i miliziani islamici dell’Isis a incitare alla guerra santa, cercando d’imporre la loro religione. Sono una minoranza, gridano i sinistroidi nostrani, gli altri sono buoni, sperando di raccogliere voti alle prossime elezioni. Intanto, il loro deputato del Pd Khalid Chaouki, pagato da noi, è diventato presidente della Grande Moschea di Roma. Speriamo che così, adesso, ci sia un interessamento presso le ricche monarchie del golfo, tanto generose nel finanziare la costruzione di luogo  di culto islamico, al fine di offrire anche qualche spicciolo per le popolazioni disastrate dall’ultimo terremoto. Noi, con i loro connazionali di religione, lo abbiamo fatto. Tanto, e spesso, a sfavore degli italiani. Eppure, i fautori dell’integrazione continuano imperterriti nella loro sciagurata, mi si passi il termine (ma dovrebbe essere molto peggiore), crociata dell’integrazione globale. Non si accorgono di minare l’unità, la coesione della nazione. Dove sta scritto che una nazione debba rinunciare alle proprie tradizioni, usi e costumi a favore di altre culture e religioni che vengono nel nostra Patria? La sinistra, nella sua globalità, mi dovrebbe spiegare perché un bambino italiano debba rinunciare al presepe nella sua scuola. (mica saranno tutte scuole come La Cittadella di Modena!), oppure, come si è visto poche sere fa in televisione, una donna non può bere un bicchiere di vino fuori dal bar, solo perché c’è vicino a una moschea. Stiamo parlando di suolo pubblico, suolo italiano. Ora, partendo dal semplice presupposto che ognuno dovrebbe essere libero e padrone a casa sua, o meglio nella nazione dei suoi avi, e non abbia nessuna intenzione d’integrarsi con chi viene ospite, non debba essere protetto. Come amo ripetere la frase tratta dal film World War Z – Se nove di noi leggono un’informazione e arrivano alla stessa conclusione, è compito del decimo uomo dissentire. Per quanto improbabile possa sembrare, il decimo uomo deve investigare con il presupposto che gli altri nove sbaglino-. Se questa è fantasia cinematografica, la storia, quella vera, è piena di episodi in cui il 10 uomo se fosse stato ascoltato, non avremmo avuto le degenerazioni nei regimi dittatoriali che hanno colpito il vecchio continente dalla fine della I° Guerra Mondiale. Infatti, se le condizioni di resa offerte alla Germania dai vincitori del primo conflitto fossero state più eque, forse, non ci sarebbe stato il revanscismo tedesco e la successiva nascita del nazismo. La storia ci manda di continuo dei messaggi che molto spesso dovrebbero essere analizzati e presi in considerazione. Brevemente un episodio del passato. Verso la fine del 1870, Muhammad Ahmad iniziò in Sudan a predicare per il rinnovamento della fede islamica. In seguito, si fece proclamare Mahdi, il redentore, per ripristinare il primitivo puro Islam. Raccolto un esercito composito di seguaci, si mosse verso il Cairo. Dopo alcune vittorie iniziali contro le truppe egiziane, ma anche inglesi, alla fine fu sconfitto quando l’Inghilterra decise di fare la voce grossa. Morale: agli italiani non passa per il cervello che dopo  che avremo importato un bel po’ di baldi giovani (e mi ripeto) abituati più a usare il coltello (figuriamoci un AK47) che la penna, non desideri alla fine la nostra “roba”. Chi spiegherà loro che questo non è consentito? Ah, già, i mediatori culturali!

Se condividete quanto scritto fatelo girare. Più persone lo leggeranno, più persone si accorgeranno del pericolo.

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