Che coraggio, Bersani!!!

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Pensiero Libero, mediante il portavoce Graziano Pini, commenta la tensione generata dal decreto Bersani:”Abbiamo, nel nostro sistema di regole, vincoli anacronistici, barriere legali, che riducono la concorrenza, riserve indiane che tutelano privilegi.”

A volte capita di dire sciocchezze, capita a me e può capitare anche ad altri. Può anche capitare di far finta di non capire. Per molti critici credo che sia questo il caso. Dire che il decreto del consiglio dei Ministri del 30 giugno e che i provvedimenti del Ministro Bersani siano aria fritta significa non aver capito o far finta di non capire. Si tratta di un atto di indiscutibile coraggio, una rivoluzione sintomatica che tutti gli scienziati, politologi, economisti e giuristi auspicavano da decenni, che tutti i documenti di intenti nazionali ed internazionali prevedevano ma che nessuno aveva finora avuto l’ardire di varare. Abbiamo, nel nostro sistema di regole, vincoli anacronistici, barriere legali, che riducono la concorrenza, riserve indiane che tutelano privilegi. Si poteva fare anche di più, ma già i provvedimenti presi sono rivoluzionari nella loro semplicità e ovvietà. Ci voleva coraggio a scontrarsi con lobby potenti e consolidate e ci vuole coerenza e perseveranza a mantenerli (qui ho qualche timore). So bene che la questione dei taxisti e quella dei liberi professionisti (tanto per fare due esempi) non è semplice e che non si risolve con la liberalizzazione secca. Concertare, gradualizzare, selezionare ciò di buono che va mantenuto per garantire la qualità dei servizi, sono tutti indirizzi da assumere prima di “tagliare”. Ma la ricetta era pronta da decenni, i problemi erano sul tappeto da sempre, non possiamo rischiare di vanificare questo sforzo dirompente. Gli stessi critici lo riconoscono: molte cose già avvengono, andavano solo legittimate giuridicamente, molte altre sono diverse da come le racconta (i farmaci potranno essere venduti solo in presenza di farmacisti, le spese notarili sono ben superiori a quelle da lui ipotizzate, mancano qualunque riferimento alle modifiche nei servizi pubblici locali e a diversi alleggerimenti burocratici, alla legittimazione delle associazioni dei consumatori che andranno tuttavia democratizzate, e così via). I provvedimenti sono tanti e tutti in direzione positiva, auspicati da destra e sinistra e in ogni parte del mondo. La direzione è giusta, non difendiamo le lobby, magari coinvolgiamole, ma non remiamo contro provvedimenti seri che vanno a migliorare la qualità delle regole, per poi lamentarci degli effetti negativi.

 

 

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