CGIL isolata? Non tra i lavoratori

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Appare  dalle  dichiarazioni dei segretari generali di CISL e UIL di Modena un  quadro di isolamento della CGIL, sui temi della contrattazione, che non corrisponde alla realtà.

Infatti  in una fase come questa, di forti tensioni con un quadro economico in  profonda  crisi,  la  priorità  dei lavoratori del comparto edile non è certo  quella  di  andare  a  definire  linee guida sulla contrattazione, a fronte  di  una  stagione  contrattuale  appena  conclusa  e che ha visto i settori  delle  costruzioni,  rinnovare  tutti  i  contratti con incrementi salariali  medi  superiori,  a  regime, ai 103 € al mese, ma bensì misure a sostegno dell’occupazione e del reddito.  

A  ben  guardare,  ciò  su  cui CGIL CISL e UIL dovrebbero dedicarsi è come onorare  l’impegno  che  si  sono  prese  con la piattaforma sul fisco e lo sviluppo del paese.

Abbiamo bisogno, a fronte di una tornata contrattuale positiva, di chiedere al  Governo  misure  fiscali  a  sostegno  del  reddito e per combattere la precarietà: questo chiedono i lavoratori e a questo occorre dare risposta.

La  vicenda  delle  “linee  guida”  che  CISL  e  UIL  hanno  condiviso con Confindustria  sono  questione  non  prioritaria,  anzi,  mi  pare  perfino sospetta  la  fretta di chiudere un accordo su queste materie in un momento nel quale non troverebbero immediata applicazione essendo i primi contratti da rinnovare nel privato tra circa due anni.

 

Il  volere  ora  precipitare la situazione in un accordo separato quando ci sono  ancora  i tempi e le possibilità per migliorare una possibile intesa, induce  a  pensare  che forse si auspica la possibilità di isolare la CGIL, accampando una supposta valenza politica del nostro dissenso. Il dissenso è puramente  di  merito, le linee guida sono ancora lontane dal dare risposta alla  piattaforma  unitaria,  ed è per questo, che non essendoci fretta, la questione può essere rimandata.

 

D’altro   canto   il   dissenso   non  è  solo  della  CGIL. 

Il  sindacato metalmeccanici  FIM-CISL,  ad  esempio,  nel  suo  direttivo  n
azionale  ha sottolineato negativamente, in un ordine del giorno approvato, la soluzione prefigurata sul valore punto, che esclude l’effetto del costo dell’energia, obiezione uguale a quella di CGIL.

 

L’appello  dunque che mi sento di fare – sperando ovviamente che non vi sia un  disegno  politico di accreditamento come controparti “accondiscendenti” nei  confronti  di  questo  Governo  da  parte di CISL e UIL – è di portare avanti,  così  come  si  sta  facendo,  le rivendicazioni dove c’è consenso comune e di cui c’è effettivo bisogno.

Sulla  scuola si sciopererà insieme il 30 ottobre, il 5 novembre ci sarà la manifestazione  unitaria  dei  pensionati,  perché  non  recuperare  questo spirito? 

La  CGIL  fa  accordi  con  tutti i governi in carica avendo come discriminante  il  merito  delle  questioni,  la  domanda  provocatoria, ma amichevole a CISL e UIL potrebbe essere: “come mai quando c’è un governo di centro  destra  diventa  in  voi insopprimibile l’ansia di firmare anche da soli e senza guardare al merito?”

 

Il segretario provinciale FILLEA/CGIL Modena

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