Centro Storico di Modena

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Intervento di Tamara Bertoni, Direttore Generale di Confesercenti Modena 

 

Il Centro storico è di tutti, di chi lo vive, ci lavora, lo frequenta.

Rappresenta il salotto buono su cui si concentra una parte importante dell’attenzione delle amministrazioni, delle associazioni, in particolare del commercio, e dei cittadini. Per questo abbiamo valutato positivamente le deleghe conferite all’assessore Daniele Sitta che, unite insieme, conferiscono ampio spazio di progettualità e intervento diretto sul centro storico.

Naturalmente, vista la complessità del contesto urbano, occorre che in Giunta si determini quella giusta integrazione con gli altri assessori, necessaria per intervenire in modo coordinato e coerente. Alla luce di questa premessa come Confesercenti vorremmo avanzare alcune proposte che riteniamo di particolare rilievo, a partire dal tema dell’accesso e della fruibilità.

 

È indubbia l’importanza del parcheggio già accantierato al Parco Novi Sad; una struttura destinata a ridurre le difficoltà di accesso oltre che indispensabile per consentire la pedonalizzazione e, quindi, la riqualificazione di alcuni percorsi vicini, ad iniziare da Via Taglio.

Altrettanto importante è assicurare collegamenti frequenti tra l’area di sosta e il cuore della città, anche garantendo necessarie misure di sicurezza, soprattutto nelle ore serali.

 

Rimane però  un problema la cui soluzione, ne siamo consapevoli, non risulta né facile né rapida. In tutte le grandi o medie città moderne, tra cui anche Modena è annoverabile, l’ottimizzazione dell’accesso ai centri storici è sempre il frutto di una forte integrazione tra la presenza di parcheggi e il servizio fornito dai mezzi pubblici. 

Va detto che sotto questo aspetto la riposta è ancora inadeguata.

In altre parole se non si rendono comodi e veloci gli spostamenti assicurati dal trasporto pubblico saremo destinati ad assistere nei prossimi anni ad un aumento esponenziale della richiesta di parcheggi privati, richiesta a cui sarà sempre più difficile rispondere. Da questo punto di vista il mancato sviluppo del progetto della metrotramvia è un’occasione persa, in quanto rappresentava l’opportunità concreta per dare una risposta moderna e strutturale ad un problema tutt’ora permanente e che in futuro non potrà che accentuarsi.

 

Altro passaggio cruciale è la necessità di una forte riqualificazione e valorizzazione di diversi punti del centro storico e di ampliare i percorsi commerciali a forte attrazione. Oggi l’asse della Via Emilia, pur importantissimo, attrae la maggior parte dei frequentatori del centro storico, mentre altre zone difficilmente riescono ad acquisire una loro forte e riconoscibile identità.

 

Vi sono alcuni progetti noti, il cui iter progettuale è già avviato, che interessano diverse piazze. Confesercenti, anche per offrire spunti ad un dibattito aperto, vorrebbe invece soffermarsi sul progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione, a partire da Piazza XX Settembre, uno spazio che si sta ripensando come luogo di aggregazione.

Attigua a Piazza Grande e collocata in un contesto di sicuro prestigio, Piazza XX Settembre potrebbe essere inserita in un percorso a vocazione anche turistica. A ciò va aggiunta la presenza di un polo commerciale, assolutamente originale, come il mercato di Via Albinelli, il cui potenziale può essere ulteriormente sviluppato, partendo da una rafforzata armonia, anche architettonica, tra gli spazi adiacenti e la galleria stessa. 

 

Perché quindi non ragionare sulla possibilità di rivisitare una parte del mercato per farlo diventare anche luogo di promozione e degustazione di alcune eccellenze dei prodotti della nostra gastronomia? Una soluzione coerente con il contesto e che in altre città italiane ed europee viene applicata con risultati eccellenti.

 

Tra le zone che possono favorire l’arricchimento delle proposte, l’area di Via Taglio, Piazza Matteotti e le vie che collegano l’area con Via Emilia, oltre a Corso Canalchiaro che negli anni si è progressivamente impoverito sotto il profilo dell’offerta commerciale. Quest’importante asse, di accesso al centro che si sviluppa da sud a nord immettendosi su Corso Duomo, merita un intervento articolato che permetta di valorizzare l’area, intervenendo sull’arredo urbano e, più in generale, su quanto può aumentarne l’attrattività.

 

Da ultimo un cenno merita la parte sud del centro storico, quella che si sviluppa tra Via Saragozza a Corso Canalchiaro. Si tratta di un’area che è sede di importanti contenitori da rifunzionalizzare e rispetto ai quali si potrebbero adottare soluzioni, poco diffuse nella nostra città, che prevedano l’utilizzo anche dei piani superiori. Con le necessarie varianti urbanistiche potrebbero divenire nuove zone di attrazione in cui inserire una molteplicità di funzioni, tra esse integrate, all’interno delle quali possono trovare spazio forme di commercio e ristorazione fortemente innovative, dal punto di vista delle forme e delle tipologie. In questo modo si darebbe vita ad polo in grado di generare nuovi flussi di frequentatori del centro storico.

 

Va infine ricordato che il tema della maggiore fruibilità del centro storico è strettamente legato alla necessità di un rafforzamento del presidio per la sicurezza attraverso un incremento della presenza della polizia di prossimità e dei vigili di quartiere, figure importanti in quanto riconoscibili e riconosciute dai residenti e da chi vi lavora.

 

Tamara Ber
toni

Direttore Generale

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