C’è Bacchelli e bacchelli

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""...se poeti, pittori e scrittori, o lavorano come i comuni mortali, o possono benissimo fare la fame, il cinema e la televisione, anche quando sono qualitativamente scadentissimi, consentono di guadagnare cifre notevoli.""
art. di A.Z.

E’ risaputo che scrivere poesie  non procura guadagno[1] e davvero è stridente il contrasto fra quanti, intellettualmente e moralmente limitati, sono ricchi e famosi, e altri che vivono modestamente e sono dei giganti, per talento e anima.

In quest’ottica, io credo, sia  encomiabile e giusta  la legge n. 440 dell’8 agosto 1985, conosciuta come “legge Bacchelli” dal nome del suo primo beneficiario, l’autore de Il mulino del Po,    Riccardo Bacchelli, che viveva in condizioni economiche assai difficili.

L’istituzione di una legge come questa rende merito allo Stato, che riconosce il valore  a quei “cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza” come recita la motivazione. Un  assegno annuo che ammonta più o meno all’appannaggio mensile di un parlamentare, 24.000 euro all’anno, cifra modesta rapportata ovviamente agli emolumenti di altre categorie… ma che molti cittadini che lavorano otto ore al giorno  vorrebbero come stipendio. In ogni caso, consente di sopravvivere, uso questo termine improprio, assai meglio di tanti, tantissimi, pensionati che hanno a disposizione cifre da capogiro, come 500 euro al mese, o meno ancora.

Il punto, tuttavia, non è questo, è nella scelta dei beneficiari…sarò un po’ cinica, forse cattiva, ma  non trovo giusto unire nell’assegnazione di questo sussidio l’eroe di guerra Giorgio Perlasca e la prima annunciatrice della Rai Fulvia Colombo si beava del suo passato di bella vita  “”Ho viaggiato molto, con uomini famosi, sono stata persino ospite di Aristotele Onassis, sul suo panfilo””.

Nemmeno concepisco che la situazione dell’attore Salvo Randone, uno dei più grandi di ogni tempo, in difficoltà finanziare per la gravissima malattia delle moglie, sia in alcun modo   paragonabile a quella dell’attrice  e doppiatrice  Tina Lattanzi che, per la smodata passione per il gioco d’azzardo dilapidò tutte le sue ingenti sostanze. Eppure entrambi beneficiarono della legge in questione.

Inoltre, se poeti, pittori  e scrittori, o lavorano[2] come i comuni mortali, o possono fare la fame, per il detto sopra riportato, il cinema e la televisione, anche quando  sono qualitativamente scadentissimi, consentono di guadagnare cifre notevoli. Ma, accantonare con un po’ di oculatezza da formichine, una parte almeno di quegli enormi guadagni, consentirebbe a certe attuali cicale, come l’Antonelli, come  Helmut Berger( gli ultimi in ordine di tempo aspiranti beneficiari della Bacchelli)  di non far venire un travaso di bile  non solo a chi, dopo una vita di lavoro ha una  pensione al limite della sopravvivenza, ma a tutti coloro i quali, per una malattia gravissima, per un rovescio della fortuna, per essere rimasti vittima di una truffa,  etc, hanno visto i risparmi di una vita dissolversi e le loro condizioni economiche  mutare fino all’indigenza.

Poi, se vogliamo fare l’elemosina, tutti siamo padroni di farla. Nel segreto, come si pensa facciano le anime elette, o anche pubblicamente, come penso io che eletta certo non sono, e nemmeno ho un’anima elevata, ma che trovo sia un modo  per dare il buon esempio. Inoltre, basterebbe che i colleghi, gli amici, i grandi,inseparabili amici e colleghi cari, tanto cari, mettessero mano al portafogli per alleviare le sofferenze di chi è stato meno previdente di loro, o ha pensato bene di spendere in droga, alcool,  vita dissipata, scelte sbagliate, amori più sbagliati ancora, delle vere fortune.

Tanto per non fare nomi, i freschi freschi Laura Antonelli ed Helmut Berger.

Ma la lista degli aspiranti si allunga continuamente con nomi  di altri, «distinti nel mondo dell’arte, della cultura, dello spettacolo e dello sport»,

Se  poi in cui qualcuno mi dirà quale lustro l’Italia ha avuto dalla recitazione  di Luigi Origene Soffrano, meglio conosciuto come Jimmy il Fenomeno, attore di film spazzatura anni ’80, comincerò a capire qualcosa.

Per ora, trovo che sia di socialmente diseducativo, oltre che molto ingiusto, premiare chi dilapida guadagni notevoli in vario modo, negando lo stesso aiuto a chi ha perso il lavoro, a chi ga problemi a curarsi o a curare i propri cari.

A.Z.



[1] Il  mio amato papà estese questo concetto alla pittura, parafrasando il celebre carmina non dant panem mi disse infatti con i quadri non si mangia, dissuadendomi così dall’ iscrivermi al Liceo Artistico. Per fortuna l’ho ascoltato J

[2] Alcuni nomi famosi, poeti eccelsi, che lavorarono, come il ragionier Montale e il geometra Quasimodo

Giosuè Carducci e Giovanni Pascoli : furono insegnanti di liceo, poi docenti universitari;

Dino Campana : fece i più svariati mestieri in giro per il mondo, da fochista su bastimenti mercantili a suonatore

Marino Moretti : collaborò con periodici e giornali tra cui “Il Corriere della Sera”;

Aldo Palazzeschi : fu attore in compagnie teatrali, poi collaboratore di riviste letterarie e del “Corriere della Sera”;

Vincenzo Cardarelli : esercitò svariati mestieri, fino all’attività giornalistica nella redazione dell’ “Avanti”;

Camillo Sbarbaro : si impiegò nell’industria siderurgica;

Giuseppe Ungaretti :  fu interprete del Ministero Affari Esteri, poi insegnante all’Università di S. Paolo in Brasile;

Umberto Saba : gestiva una libreria antiquaria di sua proprietà;

Eugenio Montale : impiegato della casa editrice Bemporad, direttore del Gabinetto Viesseux a Firenze, redattore del “Corriere della Sera”;

Salvatore Quasimodo : geometra del genio civile, poi insegnante;

Alfonso Gatto : esercitò svariati mestieri, tra cui commesso in libreria e poi giornalista e insegnante;

Mario Luzi : docente universitario;

 

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