Cavallo esposto al Mata di Modena

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Esposto a Ravenna  e a Faenza.                                                                    E se il cavallo cambiasse città? E’ il titolo di un articolo dell’epoca.

Non un regalo né un prestito: l’opera di Mimmo Paladino sarebbe dovuta andare a un gruppo di imprenditori. Fallita la trattativa è rimasta a Ravenna. Dopo 7 anni a Faenza in una nuova mostra nel 21012

Cavallo esposto al Mata di Modena

Domenica 4 ottobre 2015 ho scritto un articolo pubblicato da Prima Pagina.

Riporto il passaggio che fa riferimento al cavallo.

E’ un cavallo identico a un altro che per due anni è stato esposto a Faenza. Non nel 1250 a.c.; non si trattava di quello che usarono i Greci per espugnare la città di Troia, che aveva una gran pancia. No, no, è stato esposto in epoca recentissima dal 25 maggio al 7 ottobre 2012 ad opera di Mimmo Paladino. Un cavallo alto e magro come quello del Mata. A Faenza appena l’hanno visto si sono chiesti se si trattava di un omaggio dell’artista alla città. Niente affatto. E’ tutt’ora di proprietà dell’artista. Prima di portarlo a Faenza lo avevano fatto galoppare a Ravenna in occasione di una mostra del 2005 intitolata, con geniale fantasia: “Mimmo Paladino in scena”. Da allora, nessun acquirente si è fatto avanti con 200mila euro. Così l’autore decise di lasciarlo a Faenza nella speranza che la città si abituasse all’animale e ne richiedesse l’acquisto. Restituito. L’opera si innalza a circa 4 metri da terra, ha un basamento in bronzo e gambe da stambecco. Come quella al Mata. Paladino ha dichiarato che il cavallo all’ex manifattura è a casa sua. Come dire … speriamo che ci resti e che paghino. Finita la festa filosofica, cavallo a parte, vedremo se la mostra raggiungerà i 200mila visitatori a cui ha fatto riferimento Philippe Daverio per poterla definire un successo. Ai quattro monopolisti delle attività culturali modenesi: Bottura, Mazzoli, Miana e Panini, che hanno amministrato un 1milione500mila euro di soldi nostri, suggerisco di comprare migliaia di biglietti e garantirsi, sventolando una grande affluenza, l’incarico per il prossimo anno. Ridurrebbero gli incassi del 2015, ma si garantirebbero quelli del 2016”.

Da quando ho scritto l’articolo nessun chiarimento è mai arrivato. Se quello di Ravenna, Faenza , Benevento, Modena sono così diversi, la sola soluzione è di cambiare cavallo o cambiare autore. Così non si confonde l’osservatore. Nel dubbio è meglio diversificare.

Stesso collo. Stesso culo. Stessa linea di schiena. Stesse gambe da stambecco. Prostata infiammata in quello di Faenza. Pareggi e ferratura, leggermente differenziata per tutti. Zoccolo diversificato per inclinazione. Il numero dei muscoli del cavallo di Ravenna e Faenza è di poco superiore a 450. Nella norma anche quello di Benevento, mentre si differenzia quello di Modena, appositamente studiato, che è di 461.

Ora dicono che il successo di una mostra non dipende dal numero di visitatori. Prima dicevano di farla perché sarebbero venuti a vederla da tutto il mondo. Poveretti, e pensare che è passato così poco tempo. Ma l’inquinamento ha effetti anche sulla memoria.

 

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