Cavalletti: una rottura, 40 persone per me. Grazie a ospedale, persone e fisco

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Nei giorni scorsi rientrando da un’escursione in montagna sono scivolato e la conseguenza è stata la rottura della rotula del ginocchio.
Dopo un primo soccorso all’ospedale di Edolo, ho chiesto di essere operato al Santa Maria di Reggio Emilia.
Rientrato, dopo i vari controlli mercoledì sono stato operato. In questa breve permanenza in ospedale sono stato assistito da più di 40 persone: dal dottore che mi ha operato fino alle donne delle pulizie. Inoltre nell’assistenza sono state utilizzate macchine e apparecchi tecnologici di eccellenza.
Desidero, tramite il responsabile del reparto, dire un grazie di cuore al personale professionalmente e umanamente molto disponibile che, per altro, mi ha accolto come uno di “famiglia”. L’attenzione che mi è stata riservata mi ha aiutato a vivere questo momento, non complesso ma nemmeno semplice per chi conosce l’ansia preoperatoria, con più serenità. In un ospedale pubblico, dove – è capitato al mio vicino di stanza – consigliano anche di evitare interventi, se possibile. Grazie, quindi, di cuore a tutti e a tutte: la maggioranza delle persone incontrate erano donne.
Devo, però, esprimere, un’altra considerazione sui costi. Tutto quanto mi è stato riservato, dalle visite, all’assistenza, al ricovero e all’intervento è stato privo di spesa da parte mia, nemmeno un euro. È evidente che se il costo non fosse stato coperto dallo Stato grazie alle tasse che paghiamo io non avrei potuto curarmi, oppure mi sarei dovuto indebitare sapendo che, a una certa età, non è facile trovare credito finanziario.
Da cittadino sono fiero di contribuire con il fisco ad avere una struttura così efficiente e bella come il nostro ospedale. L’auspicio è che chi evade sia consapevole dei danni e della mancanza di opportunità, salute e servizi che genera col suo gesto.

Loris Cavalletti, vicepresidente Anteas (associazione nazionale tutte le età per la solidarietà) nazionale

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