Cavalieri e cavalli

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Ho avuto l’opportunità in quanto quindicenne, di scrivere su questa rubrica ed entrare così, a tutti gli effetti a far parte della redazione di Bice. È un’opportunità che non mi sono voluta lasciare sfuggire. Avrò la possibilità di trattare di argomenti che mi stanno particolarmente a cuore e raccogliere i commenti, anche, dei miei coetanei.

Un commento al mio scritto della scorsa settimana di un coetaneo di quarta ragioneria mi sollecita a rispondere rimandando ad altra volta i severi appunti di una madre.

Mi sono consultata con alcune mie amiche e ci siamo trovate concordi e compatte nel meravigliarci di quelle accuse che riteniamo ingiuste e  prive di fondamento.

I Cavalieri chi sono? Visto che ancora non sono materia della storia che dobbiamo studiare questo anno scolastico, di loro ho un vago ricordo lasciatomi dalla prof. di storia delle medie, ma oltre le loro gesta eroiche che si cantavano nelle ballate di quel tempo, mi viene in mente anche che vi erano le dame che dall’alto dei loro balconi e castelli se ne stavano riservate, taciturne ed in disparte a neanche a guardarli prima di far dono di uno sguardo o ad un cenno di sorriso.

Quelle si che erano boriose, ma più se la tiravano e più i cavalieri facevano gare e giostre in loro onore. Poi, caro ragioniere, siccome non lo sei ancora dicci almeno cosa significa per te «tirarsela».

Vuoi dire che a differenza di un tempo non camminiamo più a testa bassa evitando di incrociare gli sguardi dei ragazzi, oppure vuol dire rimanere indifferenti e non rispondervi a tono quando ci fate certi commenti che sentiamo benissimo e per il  compatimento che vi meritate non rispondiamo?.

La moda non la inventiamo noi e se non la seguiamo ci dite delle sfigate, se siamo invece vestite come nell’ultima sfilata che si vede per televisione, siamo delle boriose che se la tirano.

Allora quando vi comportate in questo modo, da desiderabili cavalieri, come dovreste essere o apparire, diventate come il vostro cavallo.

Perché dovete sapere che, come dice sempre mio zio, il cavallo non è un animale intelligente: se lo fosse mangerebbe tortellini e carne, invece che del fieno e dell’erba neanche lavata. Perciò il cavallo è solo un animale abitudinario che una volta imparato a fare certe cose è capace di rifarle    senza   insegnargli ogni volta e così fa anche la figura dell’intelligente.

Quando voi ragazzi vi mettete in gruppo sul lato della strada e ci squadrate, secondo me preparandovi prima i commenti da lanciare, siete una insieme di abitudinari. Un manipolo di cavalli che ripetono ogni volta gli stessi atteggiamenti di sempre, quando osiamo portare la minigonna o le ragazze più grandi le calze velate. I cavalieri in sella invece lasciano la libertà alle dame di vestire come a loro piace, perché amare di vestirsi come più ci si sente non vuol dire essere boriose.

Poi  “se la tirano” non spiega l’atteggiamento che ci accusate di tenere.

Pertanto cari ragazzi, siate più cavalieri e giocate meno a fare i cavalli!

Simona

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